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Ginger di Flexform: “Contemporanea da quarant’anni”

Ginger di Flexform: “Contemporanea da quarant’anni”

Disegnata nel 1984 da Antonio Citterio, nel 2024 è stata reintrodotta nel catalogo dell’azienda. In un video il designer ne racconta la nascita

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«A volte ripenso a quante volte l’ho disegnata: ho riempito interi libricini di schizzi con diverse varianti. D’altronde, soprattutto quando si è giovani, la creatività diventa un’ossessione; una piacevole ossessione». C’è un misto di nostalgia, orgoglio e tenerezza nelle parole con cui l’architetto Antonio Citterio ripensa a quando, nel 1984, ideò per Flexform la chaise longue Ginger, con la struttura in metallo tubolare, morbidi cuscini e un pratico tavolino pivotante integrato.

Antonio Citterio siede sulla sua Ginger (foto Enza Tamborra)
Antonio Citterio siede sulla sua Ginger (foto Enza Tamborra) 

Un progetto che «incarna l’emblema di una tipologia d’arredo ispirata da una modernità borghese», dice Antonio Citterio ripercorrendone la nascita, e risente delle influenze del Bauhaus, del Razionalismo e dell’architetto francese René Herbst, uno dei primi a sperimentare l’uso dell’acciaio nell’arredo, soprannominato “l’homme d’acier” – “l’uomo d’acciaio”.
La chaise longue Ginger fotografata da Gabriele Basilico nel 1985
La chaise longue Ginger fotografata da Gabriele Basilico nel 1985 

L’occasione per guardarsi indietro è un video – realizzato con suggestive immagini del fotografo milanese Gabriele Basilico – girato in occasione della riedizione di Ginger.

A quarant’anni dal lancio, infatti, Flexform ha deciso di reintrodurla in catalogo mantenendone intatte tutte le caratteristiche: dal design ai componenti, fino ai materiali e tutti i dettagli. Perfettamente fedele all’originale, quindi. Motivo del rilancio? La forte coerenza con la produzione dell’azienda – basti pensare al divano Camelot, disegnato da Antonio Citterio l’anno scorso e caratterizzato dalle stesse barre cilindriche rivestite in cuoio che distinguono Ginger – e anche l’attualità del progetto sia sul piano estetico che funzionale.

Un momento che per l’architetto Citterio è occasione per ripensare al lungo percorso con Flexform, iniziato negli anni Settanta, e fare una riflessione: «mi piacerebbe disegnare prodotti capaci di durare nel tempo: che sono contemporanei oggi, saranno contemporanei fra vent’anni, erano contemporanei quarant’anni fa», dice; «in fondo è questo il fine a cui quasi tutti i designer e gli architetti tendono».

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