Homan, Desiree

Homan, Desiree

 

Quattro gradi di comodità

Il divano di Desiree, la poltrona di Porada, la sedia di Riflessi e lo sgabello di Bonaldo. In ordine di comfort

sintesi tipologica dei modi di sedersi esemplificata scegliendo tra le novità della Settimana del design

1 minuti di lettura

Sedute che abbracciano, accolgono, talvolta appena timorose di svelare il comfort sotteso alla fluidità delle linee. Con un degradé che spazia armonioso dal sabbia al granito, osando contrasti che richiamano la successione di scale cromatiche affini. Nel nuovo sistema di divani Homan di Desiree, che quest’anno festeggia i suoi trent’anni di vita, si inseguono dinamicità e morbidezze nelle imbottiture in piuma con inserti in poliuretano. E uno stile casual, informale, che si prolunga nei tavolini che giocano tra altezze e volumi di ripiani e appoggi. Antonio Rodriguez, che con Matteo Thun ha creato Homan, racconta di aver cercato di trasmettere «il più intuitivamente possibile la percezione di comodità, con un’approccio modulare per consentire la creazione di layout flessibili. Le curve sinuose, un invito al relax, non sono solo un dettaglio estetico - aggiunge -, ma una scelta progettuale che invita alla convivialità».

Youpi Too, Bonaldo

Youpi Too, Bonaldo

 

Per Yuopi too, la novità della famiglia Youpi di Bonaldo, torna la ricerca sul dinamismo che slancia lo sgabello grazie alla base conica girevole. Disegnato da Fabrice Berrux, ha uno schienale circolare innestato su una seduta avvolgente che abbraccia dal basso, accompagnata da un poggiapiedi in metallo. Rivestito in tessuto disponibile in più nuance, permette abbinamenti cromatici diversi anche per la componente in metallo.

Koko, Porada

Koko, Porada

 

Prima nata della nuova collezione 2025, la poltrona Koko di Porada cerca di schermirsi, vuole proteggere l’evidenza della comodità per offrire «una leggerezza visiva, quasi fluttuante. Perché il suo profilo è tutto», spiega Staffan Tollgard, autore della poltrona con Filippo Castellani. «L’idea era di creare una seduta comoda, che non risultasse ingombrante e fosse bella da ogni angolazione - precisa - trovando un equilibrio tra la rigidità della scocca e l’ergonomia per fondersi in una struttura scultorea». Dal design minimale arricchito con un poggiatesta regolabile e da un pouf in coordinato, deve il suo nome alla cultura giapponese dove Koko significa “protetto dalla cicogna”, l’animale di cui vuole evocare la silhouette delle gambe per un mix di forza e grazia.

Soffio, Riflessi

Soffio, Riflessi

 

Contemporanea, dal glamour discreto e non esibito, la versione in tessuto grigio Amalfi e base tubolare in bronzo di Soffio, è tra le inviate alla Design week di quest’anno da casa Riflessi. Nello schienale dalla trama delicata intrecciata a mano si racchiude il suo carattere, aperto anche agli spazi outdoor grazie al prezioso cordino nautico ignifugo e idrorepellente. Novità assolute, saranno tutte in esposizione nella settimana milanese.

I commenti dei lettori