Tra le spire di un serpente. Scolpita come una caverna marina nel corallo rosa. Avvolta dalla pelliccia di una creatura mitologica. Senza muri o cancelli per far entrare l’erba fin dentro alle stanze. Le case di questo numero di door, in edicola da giovedì 15 maggio, non esistono. Ma forse, come dice Hassan Ragab che ne ha immaginata una, forse dovrebbero. Sono state tutte disegnate per l’interiors magazine di Repubblica da artisti che hanno utilizzato l’intelligenza artificiale. Un modo per suggerire domande sul futuro. Perché, continua l’architetto, designer e artista computazionale, «molti degli interni che abitiamo oggi sono eccessivamente razionalizzati – ottimizzati, efficienti, brandizzati. Raramente però si aprono all’ambiguità, al silenzio, al desiderio. Sono stato attratto dall’idea di immaginare questo luogo non come una soluzione, ma come una domanda. Cosa significa sentirsi accolti da uno spazio, anche quando non lo si comprende fino in fondo?».
È così che, questo mese, door entra in un mondo Realmente artificiale. A partire dalla Biennale Architettura, curata da Carlo Ratti, che a Venezia ha riunito 750 tra progettisti, matematici, filosofi, chef, stilisti, climatologi perfino robot. Obiettivo: in un mondo che brucia, connettere persone, macchine e natura. Tutte le intelligenze.
Oltre alle case (im)possibili che, per una volta, sostituiscono le tradizionali foto di interni, door ha chiesto a un altro artista, Elmo Mistiaen, e a una scrittrice, Viola Di Grado, di esplorare il concetto di porta. Hanno risposto con le immagini di paesaggi e passaggi fantastici, sempre creati con l’Ai, della seconda copertina del numero. E con un racconto che parla di tecnologie evolute e presenze ancestrali. Ma non tutto è destinato a rimanere sulla carta: in uno dei servizi del giornale raccontiamo come, sullo sponde di un lago della Slovenia, lo studio londinese guidato da Tim Fu ha firmato il primo progetto residenziale sviluppato integralmente con il supporto creativo e operativo dell’algoritmo. Questo sì, realmente artificiale.