Alla ricerca di una quotidianità spontanea ma mai involontaria, rassicurante e insieme estetica, il concetto di comfort oggi più che mai si muove verso una direzione olistica che parte da riflessioni estetico-progettuali e si traduce in oggetti d’interior dalla forte seduttività. Forme che avvolgono e confortano, proporzioni d’impatto, linee sintetiche e curvature sceniche non sono più una questione di mero stile o di pura funzionalità.
La vetrina Cross di Riflessi privilegia angoli smussati e prevalenza di legno massello per un effetto di continuità visiva e materica
A tal proposito, una riflessione interessante era emersa qualche tempo fa durante una conversazione con Jean-Marie Massaud su Design. Il designer francese, parlando della sua ultima collezione per Poliform, spiegava come il divano Joan costituisse «un lavoro sull’archetipo e la proporzione. L’archetipo del comfort: il cuscino. La proporzione del comfort: l’orizzontalità. Si combina in piccole “isole” con una geometria pura ma avvolgente».
Un’operazione di decostruzione della comodità, poi ricomposta nella collezione attraverso un dialogo tra «sensualità e brutalismo, semplicità e scultoreità, complicità e atemporalità» senza dimenticare che «la quotidianità non è né banale né una dimostrazione di status».
Ruuna, firmata da Urquiola per Cassina, è una collezione composta da tre pouf e una panca. Ricorrente in tutte le creazioni: la seduta imbottita "incorniciata" da due o tre gambe di supporto (foto Luca Merli)
Sulla stessa lunghezza d’onda, seppur con riferimenti diversi, anche Ruuna di Patricia Urquiola per Cassina che esplora le potenzialità dei pouf attraverso rotondità accoglienti ma decise.
Con Clay di Zanellato e Bortotto, Moroso sperimenta dettagli aartigianali in ceramica impreziositi dall'uso di smalti e lustri
Discorso a parte per la poltrona Moroso firmata Zanellato e Bortotto. Quello di Clay, infatti, è un gusto dall’influenza cocoon (dall’inglese, letteralmente “bozzolo”, indica un’estetica di matrice organica caratterizzata da silhouette curvilinee e voluminose: avvolgenti appunto come un bozzolo) che si concede all’ironia e alla vivacità del colore, integrando perfino un’applicazione artigianale come schienale.
Enn è il tavolo di Fumie Shibata per Flexform. Il nome giapponese significa "cerchio" e indica unione
Infine, anche per i tavoli si punta su richiami simbolici: Enn di Fumie Shibata per Flexform riflette sul vigore armonico dell’elemento circolare.