Facciamo luce sulla casa delle farfalle

Facciamo luce sulla casa delle farfalle
Oltre mille esemplari di sessanta specie diverse. Il Papiliorama è un luogo magico, in Svizzera, cui recenti lavori hanno dato un nuovo lucernario a botte
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In un mondo sempre più grigio e urbano, dove il contatto con la natura si fa raro, esistono luoghi capaci di ristabilire questo legame. Come Papiliorama, a Kerzers, in Svizzera. Nato negli anni Ottanta come primo giardino delle farfalle in Europa, oggi offre un incontro diretto con la biodiversità permettendo ai visitatori di tuffarsi tra oltre mille esemplari di 60 specie diverse. L’illuminazione ovviamente assume un ruolo centrale. E oggi viene esaltata da una nuova copertura trasparente studiata da Velux.

Il complesso infatti ha recentemente subìto un intervento importante sul tetto dando vita a un progetto che supera il mero scopo funzionale e si trasforma in un’esperienza sensoriale. Dopo attenta valutazione, i progettisti hanno deciso di impiegare le volte a botte della serie Vario: quali criticità hanno guidato questa scelta? «Il tetto, con un lucernario artigianale ormai degradato, causava infiltrazioni e problemi gestionali. L’obiettivo era renderlo più sicuro e luminoso, migliorare le prestazioni termiche, senza compromettere la leggerezza dello spazio e la continuità con l’esterno», spiega l’architetto Giulio Camiz, direttore scientifico di Velux Italia.

Quali benefici hanno portato i lavori? «L’ambiente ora sembra più grande, potere dell’abbondanza di luce, una luce che non è solo qualità spaziale, ma parte integrante dell’esperienza immersiva che il Papiliorama propone. La copertura voltata, interamente trasparente, dona anche maggiore morbidezza e sensazione di pace rispetto alla forma angolare precedente. È migliorata la ventilazione naturale e con essa la qualità dell’aria. Inoltre, le caratteristiche prestazionali dei serramenti contribuiscono a una riduzione dei consumi energetici e dei costi di gestione», afferma Camiz. Ci troviamo così di fronte a un edificio che offre un esempio in cui tecnologia e architettura non dominano ma accompagnano e rendono possibile la preziosa interazione tra uomo e natura.

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