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La nuova cucina outdoor K-Garden di Ernestomeda, progettata dall’architetto e art director dell’azienda Giuseppe Bavuso 

La rivoluzione soft all’aria aperta

Il design per esterni è sempre più confortevole e al centro dell’attenzione dei grandi marchi. Le nuove tendenze vedono linee curve tessuti materici, colori rigeneranti ma anche stazioni di cottura integrate sempre più tentatrici. Fino a far diventare giardini terrazzi e balconi i nostri nuovi luoghi preferiti
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Morbidezza

Come per gli ambienti indoor, anche all’esterno è un trionfo di morbidezza: linee curve, forme sinuose e silhouette avvolgenti che accolgono e invitano a un comfort più rilassato. A enfatizzare questa sensazione di benessere contribuiscono anche tessuti materici e trame tridimensionali piacevoli al tatto, come superfici bouclé e filati che riproducono la morbidezza delle fibre naturali.

Disegnato da Marc Sadler per Desiree, Milos propone una convivialità flessibile. Pensato come elemento aggregante a centro spazio per favorire l'incontro, ha uno schienale mobile che permette di modulare la seduta a piacere

 
Emblematico in questo senso è Orion Outdoor di Minotti: un sistema di sedute, firmato da Giampiero Tagliaferri, che nasce proprio dall’equilibrio tra rigore geometrico e morbidezza percettiva. Rivestito in Montana, velluto per esterni ad alte performance, garantisce stabilità cromatica ai raggi solari e, grazie a specifici finissaggi, resiste a muffe, cloro e salsedine, mentre un trattamento idrorepellente ne facilita la manutenzione quotidiana.

Design di Giampiero Tagliaferri per il sistema di sedute Orion di Minotti. Segno distintivo, i grandi cuscini di seduta segnati da cuciture convergenti. Nella versione outdoor è rivestito in un velluto per esterni dalla grande resistenza

 

Convivialità

Sono lontani i tempi del barbecue portatile o del carrello per portare il cibo da dentro a fuori casa. Oggi, quando lo spazio lo consente, terrazzi e giardini si trasformano in vere e proprie cucine en plein air che, complice la ritrovata voglia di stare insieme all’aperto, trasformano il cucinare in un rito collettivo. Una tendenza confermata anche dalle novità presentate all’ultima Settimana del design di Milano, con modelli modulari e multifunzionali realizzati con materiali all’avanguardia e dotati di attrezzature da chef. Ne è un esempio K-Garden, prima cucina outdoor di Ernestomeda. Ideata dall’architetto e art director dell’azienda Giuseppe Bavuso, è un vero e proprio sistema di arredo in cui, con elementi a giorno freestanding aggregabili tra loro, si possono formare isole dedicate a preparazione, cottura e degustazione, con dotazioni ad hoc come piastre, griglie e barbecue.

Formalia Outdoor, progetto Scavolini nato come ampliamento del sistema casa Formalia, disegnato da Vittore Niolu

 

Intrecci

I mobili per esterni raccontano un grande revival: l’intreccio artigianale. Non pensiamo solo al classico vimini, al rattan o al midollino, oggi a essere intrecciati sono soprattutto materiali sintetici d’avanguardia che assicurano estrema resistenza all’usura, ai raggi UV e agli agenti atmosferici senza compromettere l’estetica.

Nata dalla matita della designer Federica Biasi, la poltroncina Antigua di Emu ha forme avvolgenti e proporzioni calibrate. La struttura in alluminio è avvolta dall’intreccio

 
Ne è un esempio la seduta Koala Outdoor, disegnata da Zaven per Scab: oltre che per il colore e lo spiccato segno grafico, si distingue per un fitto intreccio di corde nautiche che avvolge il tubolare dello schienale. O la poltroncina della collezione Antigua ideata per Emu dalla designer milanese Federica Biasi: ha una struttura in alluminio avvolta dall’intreccio e le sue forme citano onde leggere che si rincorrono sulla superficie del mare. Non solo sedute però: quest’anno l’intreccio contamina l’intero living per esterni, definendo anche divani, amache, pouf e perfino tavoli da pranzo.

Design di Zaven per la seduta Koala Outdoor di Scab, con intreccio di corde nautiche sul tubolare dello schienale; il cuscino è opzionale

 

Colore

Tra le principali tendenze 2026 spicca l’utilizzo del colore, che da semplice dettaglio estetico diventa elemento progettuale capace di definire l’identità dello spazio. Divani, sedie, poltroncine, tavoli, ombrelloni, lettini, lampade e tessili, dai cuscini ai tappeti, abbandonano i timidi neutri del passato per abbracciare una palette ispirata soprattutto alla terra e alla vegetazione: dal terracotta intenso al verde bosco e al verde salvia, fino a pennellate di ocra, rosa, azzurro e blu.

Il colore secondo Pedrali, con il tavolo Ikon Twist di Pio & Tito Toso, che ha la base rivestita con una corda in filato di polipropilene, e la sedia Libre di Eugeni Quitllet

 
Ne sono interpreti le collezioni di numerose aziende, da Pedrali a Nardi, da Roche Bobois a Desiree, da Ethimo a Fast e Paola Lenti. Non si tratta però solo di decorare, ma anche di utilizzare il colore come uno strumento per influenzare positivamente lo spirito di chi abita lo spazio aperto, trasformando giardini, terrazzi e balconi in luoghi vitali e rigeneranti, in perfetta armonia con il paesaggio circostante.

Maximo di Nardi è un divano modulare con struttura in resina rigenerata e tessuti ad alta componente riciclata. Design di Raffaello Galiotto

 

 

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