Il nostro caro Angelo

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Mi scuso se uso il mio riquadro per due considerazioni buoniste. La prima riguarda i tifosi del Celtic, che ieri hanno esposto uno striscione per invitare Alessandra Mussolini a frequentare pratiche che i suoi camerati definirebbero contronatura. Il lessico è sgradevole, ne convengo. Ma che una curva ribadisca il suo antifascismo, specie rispondendo alla ducia che aveva minacciato querele contro chi lordi la memoria del nonno (vent’anni di dittatura, le leggi razziali prima di Hitler, un Paese in ginocchio, cinquecentomila italiani morti per una guerra insensata) è un apostrofo rosso tra le parole: ma ci stai zitta, o no? Forza Celtic. La seconda riguarda Angelo Mangiante, cronista di Sky di corvée romanista, che spesso pubblica tweet di rotonda civiltà. Ieri ha tenuto a coinvolgere i suoi follower ricordando l’esordio in panca, nel match con Milan, del gambiano Ebrima Darboe. Diciotto anni, migrante non accompagnato, arrivato su un barcone sfidando la morte. Pesava 50 chili. Con la melma che gira negli stadi, esporsi così è un atto di coraggio che mi andava di condividere. Grazie.