(lapresse)

Il sonno della regione

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In previsione di un suo comizio al Paladozza di Bologna, capoluogo della Regione che intende liberare da abitudini orribili come sanità d’eccellenza, servizi di prim’ordine e tenore di vita a livello del Nord Europa, Matteo Salvini ha convocato i militanti della Lombardia per timore del flop. Al netto del trucchetto (ignobile, grottesco, patetico, l’ennesima riprova che considera i propri fan carne della propaganda più infantile) mi pregio di comunicare agli amici di Oltrepò alcune regole d’ingaggio per sembrare emiliani: evitate di chiamare emiliani i romagnoli, e viceversa. Vi fanno la faccia a piadina. Non indulgete nell’intercalare “socmel“ nei viali della periferia, perché per l’operazione potrebbero esservi richiesti dai 50 ai 100 euro. Quello sulle brioche è zucchero a velo: non cercate di sniffarlo. Quella cosa bianca con dei buffi numerini che vi consegnano all’atto di pagare si chiama scontrino, non stupitevi se sopra non c’è Padre Pio. Non cercate di mangiare bambini per sembrare del posto: ci servono per Bibbiano. Grazie e buon divertimento. Anzi: fétëv dér in dov as nésen i melòn.