Aule più grandi e sicure, spazi smart ed efficienti dal punto di vista energetico: dopo la chiusura delle scuole per l’emergenza Coronavirus l’edilizia scolastica è sotto i riflettori in vista della ripresa di settembre e viene indicata da molti come la base sulla quale investire per la ripresa. Ne è convinto Ivo Allegro, amministratore delegato della società di consulenza Iniziativa, secondo il quale occorre ripartire da questo tema “per rilanciare, con un programma di potenziamento in partenariato pubblico-privato (PPP) e attraverso strumenti di ingegneria finanziaria, gli investimenti infrastrutturali necessari per creare nuove opportunità di sviluppo del nostro sistema-Paese”.
Accellerare la smart speanding
Il motivo? “Questa fase richiede di affiancare provvedimenti tampone con una visione strategica, per una spesa pubblica in grado di generare moltiplicatore keynesiano e produttività”, spiega. “La smart spending può essere accelerata e moltiplicata nell’impatto dal PPP. La scuola, per il valore simbolico e per la situazione in cui si trova, ma anche per una facile replicabilità e per la capacità di incidere sulla produttività nazionale, può essere un terreno ideale”.
Per dare un’idea dello stato di salute dell’edilizia scolastica, l’annuale rapporto della Fondazione Agnelli evidenzia che sono circa 40 mila le scuole in Italia. L’età media è di 52 anni e i 2/3 delle costruzioni hanno più di 40 anni. Molte scuole non rispettano i criteri antisismici, i materiali di costruzione sono scadenti e inquinanti e gli edifici sono energivori. “Su questo tema noi stiamo lavorando dal 2016”, sottolinea Allegro. “Partendo da un progetto di intervento innovativo in PPP con la Provincia di Matera e finanziato con il nostro supporto dalla UE sul PDA (Project Development Assistance, strumento per sostenere gli investimenti nel campo dell’efficienza energetica, ndr) di Horizon 2020. Nel 2017 abbiamo presentato l’idea al Miur, ma nel frattempo non siamo stati fermi e abbiamo già supportato sei proposte di PPP, mettendo a punto le tecnicalità, anche finanziarie, necessarie per implementare gli interventi. Combinando”, specifica, “anche i supporti per l’efficienza energetica e la sicurezza sismica con tecniche di ingegneria finanziaria è in molti casi assolutamente possibile proporre interventi autosostenibili. Ancor di più utilizzando la Bei (Banca europea per gli investimenti) e le risorse europee del FESR (Fondo europeo di sviluppo regionale), soprattutto al Sud”.
Piano Marshall edilizia
In particolare, secondo Allegro, “con un po’ di fantasia e bravi esperti si potrebbe implementare un piano Marshall dell’edilizia scolastica. Questo approccio”, sottolinea, “oltre a concretizzare un’opportunità di rilancio per l’edilizia, con un forte effetto moltiplicativo del Pil, è un modo per sostenere il recupero degli edifici pubblici rilanciando nel contempo gli investimenti e migliorando i processi di erogazione dei servizi pubblici”. La mobilitazione di capitali privati con il PPP, aggiunge, “può essere sinergizzata con i fondi strutturali e può vedere il coinvolgimento attivo di investitori istituzionali anche mediante il contratto di disponibilità e il fondo ad apporto, per una valorizzazione integrata degli edifici pubblici con l’ausilio di un fondo immobiliare”. Infine, conclude, “ripartire dalla scuola ha importanti valenze strategiche, perché si recupera efficienza e si abbattono i costi di manutenzione, ma è anche possibile ripensare il sistema scolastico e la didattica, sfruttando il potenziale delle nuove tecnologie. Questo potrebbe avere un impatto rilevante sulla produttività nazionale, anche grazie alla rimodulazione dei tempi lavoro-scuola-famiglia”.
Accellerare la smart speanding
Il motivo? “Questa fase richiede di affiancare provvedimenti tampone con una visione strategica, per una spesa pubblica in grado di generare moltiplicatore keynesiano e produttività”, spiega. “La smart spending può essere accelerata e moltiplicata nell’impatto dal PPP. La scuola, per il valore simbolico e per la situazione in cui si trova, ma anche per una facile replicabilità e per la capacità di incidere sulla produttività nazionale, può essere un terreno ideale”.
Per dare un’idea dello stato di salute dell’edilizia scolastica, l’annuale rapporto della Fondazione Agnelli evidenzia che sono circa 40 mila le scuole in Italia. L’età media è di 52 anni e i 2/3 delle costruzioni hanno più di 40 anni. Molte scuole non rispettano i criteri antisismici, i materiali di costruzione sono scadenti e inquinanti e gli edifici sono energivori. “Su questo tema noi stiamo lavorando dal 2016”, sottolinea Allegro. “Partendo da un progetto di intervento innovativo in PPP con la Provincia di Matera e finanziato con il nostro supporto dalla UE sul PDA (Project Development Assistance, strumento per sostenere gli investimenti nel campo dell’efficienza energetica, ndr) di Horizon 2020. Nel 2017 abbiamo presentato l’idea al Miur, ma nel frattempo non siamo stati fermi e abbiamo già supportato sei proposte di PPP, mettendo a punto le tecnicalità, anche finanziarie, necessarie per implementare gli interventi. Combinando”, specifica, “anche i supporti per l’efficienza energetica e la sicurezza sismica con tecniche di ingegneria finanziaria è in molti casi assolutamente possibile proporre interventi autosostenibili. Ancor di più utilizzando la Bei (Banca europea per gli investimenti) e le risorse europee del FESR (Fondo europeo di sviluppo regionale), soprattutto al Sud”.
Piano Marshall edilizia
In particolare, secondo Allegro, “con un po’ di fantasia e bravi esperti si potrebbe implementare un piano Marshall dell’edilizia scolastica. Questo approccio”, sottolinea, “oltre a concretizzare un’opportunità di rilancio per l’edilizia, con un forte effetto moltiplicativo del Pil, è un modo per sostenere il recupero degli edifici pubblici rilanciando nel contempo gli investimenti e migliorando i processi di erogazione dei servizi pubblici”. La mobilitazione di capitali privati con il PPP, aggiunge, “può essere sinergizzata con i fondi strutturali e può vedere il coinvolgimento attivo di investitori istituzionali anche mediante il contratto di disponibilità e il fondo ad apporto, per una valorizzazione integrata degli edifici pubblici con l’ausilio di un fondo immobiliare”. Infine, conclude, “ripartire dalla scuola ha importanti valenze strategiche, perché si recupera efficienza e si abbattono i costi di manutenzione, ma è anche possibile ripensare il sistema scolastico e la didattica, sfruttando il potenziale delle nuove tecnologie. Questo potrebbe avere un impatto rilevante sulla produttività nazionale, anche grazie alla rimodulazione dei tempi lavoro-scuola-famiglia”.