Alessandra Sarchi: “Una donna disabile deve sempre chiedere scusa della propria condizione, figuriamoci se può denunciare” La scrittrice, storica dell'arte e traduttrice: "Nessuno ha mai chiesto a Stephen Hawking di parlare della sua situazione anziché di fisica e matematica. Ma una donna in sedia a rotelle interpellata per i suoi contributi intellettuali non l'ho ancora vista nei canali mediatici più diffusi" di Sara Ficocelli
Martina Caironi: "Oltre alle gambe c'è di più, siamo portatrici di un valore aggiunto" Martina Caironi ha vinto due medaglie d'oro e un argento ai Giochi paralimpici. Ha perso una gamba in un incidente e si presenta come "un soggetto colpibile in quanto donna e con disabilità". Invece da 10 anni racconta la sua storia nelle scuole, "una scelta strategica per far crescere nei giovani dei germogli di consapevolezza"
Giulia Lamarca: "In Sri Lankala guida mi proibì di parlaredicendo che le donne lì non posso farlo" La travel blogger: "Tante ragazze si confidano con me. Molte si sono sentite dire che non potevano fare questo o quel lavoro per via della loro disabilità" di Sara Ficocelli
Rosa Efomo De Marco: "La mia mano?La faccio notare,così le persone si informano" "Quando ero piccola i bambini per esprimersi sulla mia condizione, sulla mia mano, utilizzavano delle parole pesanti, anche cattive ed è per questo che ho adottato un atteggiamento protettivo nei confronti della mia mano", racconta Rosa Efomo De Marco, atleta para-Badminton. "Crescendo ho capito che era imbarazzo, che le persone non sanno come comportarsi".
Linda Legname: "Bisogna mettersi in gioco e mostrare competenze e capacità" "Stiamo avviando dei progetti volti a sensibilizzare prima le donne e poi i centri di accoglienza", spiega Linda Legname, vicepresidente UICI, Unione italiani Ciechi. "Le donne non devono avere paura e devono mettersi in gioco, perché hanno valore enorme di normalità, di competenze e di capacità".
Arianna Talamona: "Veniamo discriminateperché considerate non attraenti" "Mi è capitato spesso di essere discriminata come donna, ad esempio mi era stato criticato il fatto di truccarmi durante delle competizioni. Quando per me, per una atleta, è un modo per sentirsi meglio", dice Arianna Talamona, nuotatrice con paraparesi spastica ereditaria. "In più le donne con disabilità oggi vengono discriminate perché non vengono considerate attraenti, indipendenti, in grado di poter soddisfare e sostenere emotivamente"