Senti dire Gragnano e pensi subito alla pasta. Nel Comune in provincia di Napoli si produce il prodotto Igp tra i più venduti al mondo, un simbolo inconfondibile del Made in Italy. Soprattutto i maccheroni, fiore all'occhiello dei 23 pastifici sparsi nel paese campano. Una tradizione millenaria che si è sviluppata in maniera massiccia a partire dal Cinquecento, quando venne avviata la costruzione di una trentina di mulini con macine in pietra a palmenti. Un investimento che la famiglia Quiroga scelse di fare per garantire un certo quantitativo di grano l'anno, al di là di quello importato dalla Puglia e dalla Sicilia.
Gragnano, il borgo campano ripreso dall'alto con il drone
Il rapporto tra questo borgo e il grano, però, ha origini risalenti ai Romani. Quantomeno una premonizione. Nel nome è contenuto quello della materia prima da cui ricavare la semola che, unita all'acqua, serve per produrre la pasta. Ed è legato alla gens Grania, che commerciava il grano necessario a produrre pane e lasagne di cereali. Il documento più datato in cui si cita la pasta risale al 1180 ed è opera del feudatario Giovanni Ferrario, magister della Scuola medica salernitana, che in un trattato contro il tifo consigliava di mangiare, ben cotti, i "vermicelli".
Gragnano, le bellezze e le tradizioni della "città della pasta"
Gragnano non è soltanto un buon primo o un panuozzo, altro gioiello campano nato in questo territorio a Sud di Napoli. Il suo centro storico è circondato dai resti delle mura di cinta dell'antica città, che insieme a cinque torri e due porte hanno resistito al trascorrere del tempo. Passeggiando tra le fontane ottocentesche da cui sgorga un'acqua limpida e fresca, ingrediente fondamentale della pasta che in molti vengono a prendere per bere a casa propria, ci si imbatte nel castello risalente al XII secolo e all'unico arco di epoca napoleonica della Campania.
Gragnano, le immagini del borgo campano
Gragnano è una città che conta poco meno di 30mila abitanti. Si trova sul confine Sud della provincia di Napoli, sulle prime salite dei Monti Lattari, che dividono i due versanti della Penisola Sorrentina.
L'edificio religioso più affascinante è la Chiesa di Santa Maria dell'Assunta, che conserva al suo interno una scultura di epoca romanica. Il patrono del borgo è San Sebastiano: leggenda vuole che nel 680, durante la peste, le sue reliquie vennero portate in giro per la città, e che l'epidemia finì poco dopo. La sera del 19 gennaio, la vigilia della celebrazione del Santo, in piazza Aubry viene acceso un enorme falò, retaggio dei popoli pagani che invocavano la fine della stagione fredda e la fertilità dei campi.
Gragnano, le immagini della Valle dei Mulini
Nata circa cinquecento anni fa, la Valle dei Mulini fu uno dei primi “distretti industriali”, alimentato dalle tante sorgenti che ancora oggi contribuiscono alla creazione della pasta di Gragnano I.G.P.. Si trattava di una tappa obbligata del Gran Tour degli artisti del ‘700 e ‘800 che ne hanno immortalato i mulini immersi in una natura lussureggiante con un microclima peculiare e una ricchissima biodiversità.