Milano, al Mudec Picasso e l’arte primitiva

Milano, al Mudec Picasso e l’arte primitiva

Esposte oltre quaranta opere del maestro spagnolo, tra dipinti, sculture, insieme a 26 disegni e bozzetti di studi preparatori

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Il Mudec di Milano propone al pubblico di leggere la ricchissima produzione di Pablo Picasso - dalle opere giovanili fino alle più tarde - alla luce del suo amore per le fonti artistiche “primigenie”, per l'arte “primitiva”. E lo fa con la mostra Picasso. La metamorfosi della figura dal 22 febbraio al 30 giugno. Saranno esposte oltre quaranta opere del maestro spagnolo, tra dipinti, sculture, insieme a 26 disegni e bozzetti di studi preparatori, del preziosissimo Quaderno n. 7 concesso dalla Fondazione Pablo Ruiz Picasso - Museo Casa Natal di Malaga.

Fondamentale per questa mostra è l'accompagnamento in questo percorso assolutamente peculiare e inedito di tutti i principali musei spagnoli che possiedono le più importanti collezioni di Picasso in quella che fu sempre la sua patria, la Spagna: in primis la Casa Natal di Malaga, ma anche il Museo Picasso di Barcellona e il Museo Reina Sofia di Madrid, oltre a numerosi collezionisti privati.

Insieme all'apporto dell'Administration Picasso - presieduta dalla figlia Paloma Ruiz-Picasso - e degli eredi, che hanno creduto nel progetto espositivo di 24 Ore Cultura confermando importanti prestiti, la mostra Picasso. La metamorfosi della figura chiude dunque idealmente un lungo 2023 di celebrazioni del cinquantesimo anniversario della morte del pittore con una mostra che è fortemente e volutamente 'spagnola' nell'identità del progetto, ma 'universale' nel cuore della visione artistica che di Picasso propone al pubblico.

Il progetto sarà anche l'occasione per rivedere ospitata al Mudec, dopo anni, la Femme nue del Museo del Novecento di Milano, meraviglioso dipinto che fu fondamentale preludio al capolavoro picassiano Les Demoiselles d'Avignon, in dialogo con magnifici dipinti di maschere. In un gioco di specchi e rimandi che dal più remoto passato guarda al contemporaneo, la selezione della produzione del maestro spagnolo presentata in mostra è in dialogo con un corpus di fonti antiche e reperti archeologici ed etnografici.́

L'esposizione del Mudec racconta la costante rielaborazione intellettuale e l'eredità artistica della visione di Picasso attraverso un grande progetto, appositamente pensato per essere ospitato nel cuore del Museo che racconta le culture del mondo e la loro reciproca e costante influenza. È importante infatti far conoscere al pubblico come Picasso abbia colto l'essenza e il significato di altre fonti artistiche e le abbia assimilate nella sua produzione per tutta la vita, dal 1906 - anno fondamentale per la sua produzione - fino agli ultimi lavori degli anni Sessanta.

Col ritorno al "primitivismo”, intorno al 1925, l'artista trae gli strumenti del linguaggio plastico da esempi africani, ma anche da esempi neolitici e proto-iberici (della Spagna preromana), prende spunto dall'arte oceanica, dall'antica arte egizia e da quella della Grecia classica (vasi a figure nere). Picasso inventa trasposizioni, rimodella figure dai volumi sproporzionati, in una costante metamorfosi delle figure che spesso hanno una forte connotazione erotica, e che governeranno l'evoluzione della sua pittura e della sua scultura, soprattutto nei momenti di crisi personale o sociale.

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