L'Italia è in ripresa, saprà attrarre investitori e nei prossimi tre anni in molti porteranno capitali nel nostro Paese. Lo pensa la maggior parte dei manager coinvolti dall'EY Europe Attractiveness Survey, lo studio che analizza l'andamento degli investimenti esteri in Europa e che sonda le percezioni dei player internazionali con l'obiettivo di indagare quale sia il livello di attrattività di ciascun Paese, con un focus specifico sull'Italia.
In particolare, il 60% degli intervistati pensa che nei prossimi tre anni il sistema economico italiano sarà in grado di attrarre investimenti dall'estero. La metà dei manager (48%), ha intenzione di investire nel nostro Paese in un futuro non molto lontano. I capitali arriveranno principalmente da Stati Uniti (24%), Francia (16%) e Germania (12%). Ne beneficeranno prevalentemente le imprese del Nord-Ovest e del Centro Italia.
Un ottimismo che si basa sulla forza dei numeri. Durante il 2020 l'Italia ha registrato una crescita del 5% dei progetti d'investimento diretto dall'estero, a fronte di una media europea del -13%. Anche se il nostro Paese, nel complesso, attrae solo il 2% degli investimenti del continente, si tratta di un segnale incoraggiante che evidenzia la buona tenuta del tessuto produttivo italiano nell'anno della pandemia.
"Una porzione rilevante di nuovi flussi d'investimento - sottolinea Marco Daviddi, mediterranean leader per l'area strategy and transactions di EY - punta all'Italia per il know-how tecnico e per la qualità del capitale umano. Occorre lavorare su questi aspetti per valorizzare le eccellenze del nostro Paese anche in ambiti a maggior valore aggiunto, tra cui ricerca e sviluppo, processi manifatturieri e relativi controlli qualità. Le infrastrutture esistenti non sono viste come un limite agli investimenti, nonostante la disomogeneità di varie aree del Paese che necessita di investimenti. Rafforzare la domanda interna potrebbe essere un'ulteriore leva per attrarre più investimenti, con un conseguente impatto su occupazione e crescita".
Ad attrarre la fetta più grossa degli investimenti esteri in Italia, nel 2020, sono il settore dei servizi alle imprese, i cosiddetti "B2B" (13%), e quello della progettazione di software e servizi IT (12%). Anche se quest'ultimo subisce una perdita di 5 punti rispetto al 2019. A crescere nell'anno della pandemia sono poi il comparto logistica e wholesale (12%), finanza (8%) e farmaceutico (7%). Mentre per il settore dei macchinari e attrezzatture industriali (5%) e per quello tessile (4%) lo scorso anno si sono registrate le flessioni più marcate a causa del clima di incertezza generato dal lockdown.
"L'Italia è attrattiva. È riuscita a esserlo durante il difficile 2020 - spiega Massimo Antonelli, ad di EY in Italia e Managing partner dell'area Mediterranea - con un trend migliore di altre grandi economie europee come Regno Unito e Francia. Anno su anno, l'incremento dei progetti in Italia ha segnato uno stacco in parziale controtendenza rispetto alla media europea".
I problemi, ovviamente, non sono mancati e necessitano di soluzioni rapide. Chi investe in Italia viene a volte frenato dalla regolamentazione (56%) e da un eccessivo carico burocratico (55%). I manager intervistati consigliano di ridurre le tasse (29%), sostenere di più le pmi (28%) e di abbassare il costo del lavoro (28%). Per quelle aziende straniere che già operano sul nostro territorio, invece, la priorità è il rafforzamento delle politiche di sostenibilità ambientale (35%).
"Se è vero che i segnali sono positivi - prosegue Antonelli - non bisogna dimenticare che gli investimenti diretti esteri destinati al nostro Paese rimangono comunque limitati. Serve convogliare le risorse migliori del Paese per renderlo più attrattivo e competitivo a livello internazionale. Bisogna ricreare un clima generale di fiducia, soprattutto ora che le sfide del rilancio promosso tramite il Next Generation Eu si avvicinano. Serve un esercizio collettivo da parte di istituzioni e aziende affinché questo segnale positivo sia stimolo alla crescita e possa diventare strutturale".