Phishing, falsi fornitori, manomissioni dell’Iban, ordini impartiti da finti dirigenti o rimborsi mai esistiti: le frodi sui bonifici assumono forme sempre più sofisticate. In alcuni casi il truffatore si finge un partner commerciale abituale e invia nuove coordinate bancarie, facendo sì che il pagamento finisca su un conto fraudolento. In altri, attraverso e-mail o sms contraffatti, induce il malcapitato a cedere le proprie credenziali, che vengono poi usate per disporre bonifici non autorizzati. Non mancano i malware che intercettano e alterano i dati di una fattura, così come le richieste lampo di un presunto ceo che convince un dipendente a eseguire un trasferimento urgente verso l’estero. Tecniche diverse, accomunate però dallo stesso obiettivo: deviare i bonifici verso conti controllati da reti criminali.
Secondo il “Rapporto sulle operazioni di pagamento fraudolente in Italia” realizzato dalla Banca d’Italia, riferito al secondo semestre 2024, il problema riguarda soprattutto i bonifici istantanei. Il tasso di frode sui bonifici ordinari resta infatti molto contenuto (0,0015% in valore), ma quello sui bonifici istantanei è quasi quaranta volte superiore, pari allo 0,057% (più 90% su base annua). In termini di numero di operazioni, lo 0,001% dei bonifici ordinari risulta fraudolento, contro lo 0,027% degli istantanei. Percentuali ancora basse, ma che testimoniano una dinamica in accelerazione e un terreno particolarmente appetibile per i criminali. È in questo contesto che si inserisce la Verification of Payee (VoP), la nuova misura europea prevista dal regolamento sui bonifici istantanei che dal prossimo 9 ottobre tutti i prestatori di servizi di pagamento (Psp) dell’area euro saranno tenuti ad adottare sia per i bonifici standard, sia per quelli istantanei.
"Il servizio VoP rappresenta un passo avanti importante perché migliora la sicurezza delle transazioni finanziarie, riducendo il rischio che un pagamento finisca nelle mani sbagliate”, osserva Liliana Fratini Passi, direttore generale di Cbi, società consortile che riunisce circa 250 banche italiane. “Consente infatti di verificare la corrispondenza tra il codice Iban e il nome del beneficiario così da avvertire il pagatore di eventuali errori o frodi prima di effettuare un’operazione. Come Cbi - prosegue – offriamo già questa funzione attraverso il servizio Cbi Name Check, che verifica in tempo reale la corretta associazione tra il codice Iban e il nome del beneficiario di un pagamento, prima che venga elaborato”.
Quanto al funzionamento, specifica, “la VoP è stata progettata per garantire semplicità e immediatezza, con un’interfaccia chiara che restituisce l’esito della verifica in pochi secondi, senza costi per l’utente”. Un ulteriore livello di dettaglio riguarda le possibili risposte che il sistema può restituire. Il servizio VoP fornisce una delle risposte seguenti: match, corrispondenza esatta: se è stato utilizzato il nome corretto del conto, si riceve la conferma che i dettagli corrispondono e si può procedere con il pagamento; close match, corrispondenza parziale: se è stato utilizzato un nome simile a quello del titolare del conto, viene fornito il nome effettivo del titolare del conto da verificare; in questo caso, può essere fornito anche un suggerimento con il nome effettivo associato al codice Iban; no match, nessuna corrispondenza: se il nominativo segnalato non è correlato al codice Iban inserito o se il codice Iban inserito non può essere verificato per ulteriori motivi; noap, impossibilità di verificare i dati del beneficiario: per ragioni tecniche il Psp del beneficiario non può confermare la corrispondenza.
"Il Psp del pagatore trasmette quindi questa risposta all’utente, il quale può decidere se procedere con il pagamento o interromperlo per effettuare ulteriori controlli”, precisa Fratini Passi, per poi aggiungere che “consigliamo di acquisire informazioni corrette e complete sul beneficiario del bonifico, di fare attenzione quando si digita questo dato e di valutare se disporre o meno il pagamento a fronte di un esito non positivo della verifica”.
Anche per le imprese, la novità avrà un impatto rilevante. "Sarà possibile effettuare verifiche massive su più bonifici contemporaneamente, con la restituzione puntuale degli esiti”, spiega Fratini Passi. “Le aziende avranno inoltre la possibilità di disattivare temporaneamente il servizio per i pagamenti multipli, mantenendo però la facoltà di riattivarlo in qualsiasi momento. Un ulteriore vantaggio riguarda la gestione delle società che operano con più marchi o insegne: la VoP, infatti, non si limiterà a controllare la sola ragione sociale, ma verificherà l’Iban anche rispetto a tutte le denominazioni commerciali associate alla stessa entità legale”.