Il capitale umano dietro l'innovazione

Il capitale umano dietro l'innovazione

Per Massimo Doria (Banca d'Italia) servono talenti capaci di unire competenze specialistiche e visione

2 minuti di lettura

Non solo algoritmi sofisticati, infrastrutture sicure o regolazioni puntuali. Per far crescere l’ecosistema dei pagamenti digitali uno dei motori principali dell’innovazione resta il capitale umano. È un processo che non riguarda soltanto la finanza, ma il funzionamento stesso della società, perché la modalità con cui paghiamo influenza abitudini, modelli di consumo e perfino relazioni personali. In questo scenario, la qualità dei talenti diventa un asset strategico, capace di fare la differenza nella competitività del settore. Ne è convinto Massimo Doria, segretario generale della Banca d’Italia. “Il talento è sempre più decisivo in un contesto complesso e in continuo cambiamento”, sottolinea. “Servono competenze specialistiche, dalla cybersecurity all’intelligenza artificiale, fino a discipline più tradizionali come la privacy o l’antiriciclaggio. Ma oggi non basta. È fondamentale anche saper gestire il cambiamento, avere capacità di contaminazione: collegare dimensioni autonome, ma che devono necessariamente integrarsi”.

Per rispondere a queste sfide, Via Nazionale ha deciso di selezionare, accanto ai profili economici e giuridici tradizionali, professionalità nuove per la propria compagine e di investire con forza nella formazione interna creando un’Academy. “Abbiamo avviato questa attività non per rispondere soltanto alle esigenze immediate, ma per costruire una visione di lungo periodo, con tappe e obiettivi chiari”, spiega Doria. L’elenco dei profili coinvolti è lungo: esperti di intelligenza artificiale, blockchain (la tecnologia che consente di registrare e verificare transazioni in modo sicuro e decentralizzato), cybersecurity, ingegneri gestionali, archivisti, ma anche professionisti della comunicazione, della grafica, dei linguaggi multimediali e psicologi. Una volta reclutate, queste competenze vanno integrate e valorizzate, mettendole in dialogo con la cultura consolidata dell’istituzione.

"È qui che l’Academy svolge il suo ruolo principale: integrare, costruire, valorizzare un’identità che poggia sulla tradizione ma che diventa leva per andare verso il futuro”, osserva Doria. “Non lo facciamo da soli”, prosegue. “Questa struttura è anche un hub aperto a partnership istituzionali e a forme di dialogo con il contesto esterno, a livello nazionale e sempre più europeo”. Un banco di prova decisivo è l’intelligenza artificiale che impatta sia sui processi di lavoro, sia ridefinendo l’utilità stessa di prodotti e servizi, con effetti diretti sulle competenze richieste. “Rispondiamo con due leve: da un lato la selezione di profili specialistici, dall’altro la formazione continua. Questo sia per chi lavora direttamente sull’intelligenza artificiale, sia per l’intera popolazione aziendale, con percorsi di alfabetizzazione che aiutano a usare i nuovi strumenti e a far evolvere le competenze già acquisite, così da mantenerle aggiornate e utili a tenere la Banca sulla frontiera dell’innovazione”.

Guardando al futuro, la convinzione di Doria è che il capitale umano debba restare al centro delle strategie di istituzioni e aziende. In un contesto di accelerazione e incertezza, le persone sono gli artefici del cambiamento. “È importante valorizzare ogni individuo per arricchire l’intera organizzazione, mettendo a frutto esperienze e valori di ciascuno. Il nostro futuro si costruisce a partire dalle radici: per un’istituzione significa cambiare rimanendo fedele a un sistema di valori che la rende riconoscibile e autorevole nel tempo”.

I commenti dei lettori