Scienze della vita, rivoluzione silenziosa

Scienze della vita, rivoluzione silenziosa

Il settore, che unisce biotecnologie, digital health e terapie personalizzate, è in forte espansione e in Italia attrae sempre più investimenti e startup

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Dal chip impiantabile che monitora i parametri vitali all’algoritmo che individua una malattia prima dei sintomi, dai tessuti stampati in 3D per la chirurgia ricostruttiva ai farmaci intelligenti che si attivano solo in presenza di determinate cellule tumorali. Sono le nuove frontiere della medicina rese possibili dalle scienze della vita: un settore che lavora silenziosamente dietro ogni farmaco, vaccino o terapia che utilizziamo. Parliamo di un comparto multidisciplinare che abbraccia biotecnologia, farmacologia, diagnostica, medicina personalizzata, intelligenza artificiale applicata alla salute e dispositivi medici. In pratica, tutto ciò che serve a prevenire, diagnosticare e curare le malattie, migliorando la qualità della vita. Un ecosistema in fermento, destinato a una crescita esponenziale: secondo Business Research Insights, il mercato globale passerà da 2,83 miliardi di dollari nel 2023 a 7,33 miliardi entro il 2032, con un tasso di crescita annuo composto (Cagr) dell’11,14%. Una traiettoria alimentata dai progressi nella genomica, nella medicina di precisione e nel digital health, e dal farsi strada di una nuova consapevolezza — accelerata dalla pandemia — sull’importanza di promuovere sistemi sanitari agili e tecnologicamente evoluti.

Anche in Italia il settore sta vivendo un’accelerazione significativa. Tra il 2019 e il 2024 sono nate oltre 1.600 imprese innovative nelle scienze della vita, pari all’11,4% dell’intero ecosistema dell’innovazione. Solo nel 2024 il comparto ha attratto 303,3 milioni di euro in investimenti — il dato più alto tra tutti i settori — di cui 122,5 milioni nel secondo semestre. Lo evidenzia la terza edizione di Listup, l’osservatorio realizzato dalla società di consulenza Indicon. Le startup attive nel settore hanno raggiunto quota 1.232, pari al 10,7% del totale nazionale, con un predominio del segmento digital health (40%). Il comparto è primo in Italia per attrazione di capitali, con una crescita del 63% rispetto al 2023. Biotech e pharma sono i segmenti più finanziati, con 78,2 milioni raccolti in 14 round solo nella seconda metà del 2024. La Lombardia si conferma il motore italiano delle scienze della vita. Secondo dati Assolombarda, il 50% delle sperimentazioni cliniche italiane nel farmaco parte proprio da qui. Inoltre, il settore contribuisce per il 12,6% al Pil regionale (contro il 10,1% a livello nazionale); il valore aggiunto diretto e indiretto della filiera è di 56,6 miliardi di euro, pari al 2,5% del Pil nazionale e la Regione concentra il 19% degli occupati del settore a livello nazionale.

Grafico a cura di Silvano di Meo
Grafico a cura di Silvano di Meo 

Oggi l’innovazione nelle scienze della vita si concentra su aree strategiche per la salute, dalla prevenzione alla diagnosi, fino ai trattamenti personalizzati. Tra queste, ci sono le terapie che impiegano farmaci biologici e approcci mirati per patologie complesse come il cancro, i disturbi cardiovascolari, il diabete e le malattie neurodegenerative; la medicina personalizzata che punta a cure costruite sul profilo genetico, ambientale e comportamentale del paziente; le terapie geniche e cellulari, il cui obiettivo è correggere mutazioni genetiche o rigenerare tessuti attraverso cellule ingegnerizzate; la diagnosi precoce, con lo sviluppo di nuovi test e biomarcatori per individuare patologie nelle fasi iniziali e aumentare l’efficacia delle terapie. A queste si affiancano la geroscienza che porta avanti la ricerca sui meccanismi biologici dell’invecchiamento per prevenire condizioni croniche legate all’età; il focus sulle malattie infettive e la resistenza antimicrobica; infine, la medicina rigenerativa che sta rivoluzionando la chirurgia ricostruttiva e i trapianti.

Nel prossimo decennio, l’integrazione con tecnologie avanzate sarà sempre più profonda. L’intelligenza artificiale, la robotica, i digital twin (repliche virtuali di organi o pazienti) e il metaverso per la simulazione clinica diventeranno strumenti centrali. L’intelligenza artificiale e il machine learning, in particolare, stanno rivoluzionando l’analisi dei dati biologici e clinici, accelerando la scoperta di farmaci, perfezionando le diagnosi e personalizzando i trattamenti.

Grafico a cura di Silvano di Meo
Grafico a cura di Silvano di Meo 

Se le scienze della vita rappresentano un motore di innovazione cruciale per la salute, sarà però necessario vincere alcune sfide per concretizzare appieno il potenziale di questa rivoluzione medica in atto. I costi elevati della ricerca e la complessità normativa possono ostacolare l’arrivo sul mercato di nuove soluzioni. La crescente digitalizzazione solleva anche interrogativi sulla protezione dei dati personali, rendendo indispensabile il rispetto di normative come il Gdpr (General Data Protection Regulation), il regolamento europeo sulla protezione dei dati personali. Problematiche alle quali si aggiunge una grave carenza di competenze. Secondo Efpia (Federazione europea delle industrie e delle associazioni farmaceutiche), entro il 2030 mancheranno in Europa oltre 50 mila specialisti nel settore.

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