Fastweb+Vodafone lancia il suo Llm

Fastweb+Vodafone lancia il suo Llm

Da Telco a Tech company: l’azienda punta su un approccio “sovrano” all’intelligenza artificiale con investimenti di 1,5 miliardi annui e oltre 100 casi d’uso interni già messi in campo

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Che oggi le telco si siano trasformate in tech company è noto: "Un quarto del nostro fatturato deriva ormai dalla vendita di servizi Ict", commenta Walter Renna, ceo di Fastweb+Vodafone, azienda che ogni anno investe circa un miliardo e mezzo in infrastrutture e tecnologie. "La necessità di una strategia nazionale ed europea sulle infrastrutture è un must richiamato anche da Draghi – aggiunge - L’Europa rischia una dipendenza strutturale da Stati Uniti e Cina non solo sull’IA, ma su tutte le tecnologie strategiche: cloud, supercalcolo, cybersecurity e trasmissione dati. È necessario disporre di infrastrutture proprie per essere resilienti e competitivi".

La risposta di Fastweb+Vodafone alla sfida è netta: adottare un modello differente da quello dominante nei Paesi guida dell’IA, Usa e Cina, fondato su capitali immensi e grande scala. “Serve una traiettoria diversa – spiega Renna – pragmatica e capace di rispondere in modo concreto alle esigenze di aziende e amministrazione pubblica. È in questa logica che nasce FastwebMIIA, un modello linguistico da sette miliardi di parametri, addestrato in italiano e progettato per essere leggero, veloce, sicuro e integrabile rapidamente”. Quello del colosso telco non mira a essere un concorrente dei grandi Llm generalisti, ma un sistema modulare, facilmente addestrabile per specifici contesti industriali. FastwebMIIA è totalmente sviluppato in Italia e ospitata su infrastrutture sovrane: "Garantiamo piena compliance all’AI Act europeo e ai regolamenti su privacy e diritto d’autore – sottolinea Renna – La segregazione dei dati è uno degli aspetti più distintivi: i dati rimangono confinati all’interno degli ambiti per cui la soluzione è progettata senza riutilizzi né esposizioni esterne”. A supporto, l’azienda mette in campo asset strategici: “Una rete in fibra e 5G a bassissima latenza, data center di ultima generazione sul territorio italiano, una piattaforma cloud ed edge proprietaria e, dal luglio scorso, un supercomputer Nvidia DGX SuperPOD, il terzo in Italia per capacità computazionale", specifica il ceo.

La posta in gioco è alta: "Un sistema IA italiano è necessario – continua Renna – e controllo su asset strategici. In uno scenario globale sempre più instabile, il rischio è reale: restrizioni all’accesso a modelli o piattaforme stranieri, perdita di sovranità sui dati e esposizione a minacce per la sicurezza". Per queste ragioni Fastweb+Vodafone rivendica un approccio europeo e “sovrano” all’Intelligenza artificiale, coerente con le scelte dell’Unione e in sintonia con la recente svolta strategica che ha visto Bruxelles promuovere fondi, regole e codici di condotta per rendere l’innovazione “a misura d’uomo”. FastwebMIIA è già conforme al nuovo Codice di Condotta Ue sull’IA – con due anni di anticipo rispetto alle scadenze del 2027 – e ha ottenuto la certificazione europea che attesta la conformità alle normative internazionali. L’approccio Fastweb+Vodafone è validato in primis dall’esperienza diretta dell’utilizzo dell’IA e dei nuovi servizi all’interno dell’azienda. Sono più di cento i casi d’uso interni implementati in ambiti che vanno dal customer care alla rete, passando per procurement e audit.

"Per noi ogni processo sarà accompagnato da IA – racconta Renna – perché le aziende del futuro saranno più agili ed efficienti grazie all’integrazione di questi strumenti". Un esempio concreto? Il supporto agli operatori del call center tramite chatbot: "Oggi gli agenti dialogano con un assistente IA per trovare velocemente la procedura corretta – spiega il ceo – e il risultato è un servizio migliore e più rapido per i clienti". Ma quali sono i vantaggi per le aziende? “Rispetto ai grandi modelli stranieri, FastwebMIIA ha tre punti di forza: efficienza, sicurezza, personalizzazione. È efficiente perché piccolo, leggero e a basso costo. È sicuro perché sviluppato interamente in Italia, su dati tracciabili, provenienti da fonti autorevoli e ‘compliant by design’. È personalizzabile e adattabile ai contesti di utilizzo, dal legale alla sanità al manufacturing".

La fusione tra Fastweb e Vodafone, formalizzata nei mesi scorsi, ha accelerato il percorso di FastwebAI. "Avevamo già avviato questo percorso dal 2020, ma l’unione con Vodafone ci ha dato l’economia di scala necessaria per ampliarlo più rapidamente". Oggi l’azienda conta su settemila dipendenti e un fatturato di 7 miliardi di euro. Il piano di assunzioni guarda sempre più a figure tech: data scientist, esperti cloud, professionisti AI e linguisti. E in parallelo è stato avviato un massiccio programma di reskilling interno: oltre 3.000 dipendenti sono già stati formati sull’uso dell’IA generativa. La strategia di Fastweb+Vodafone punta a presidiare tutti e quattro i pilastri della sovranità digitale: infrastrutture di rete, cloud, AI e cybersecurity. "L’infrastruttura del futuro si gioca su questi asset – conclude Renna – ed è lì che vogliamo essere protagonisti".

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