Da “The Social Network” a “Silicon Valley”, il cinema e le serie tv hanno contribuito a trasformare le startup in un mito collettivo: garage californiani, intuizioni notturne, investitori pronti a scommettere su un’idea. Ma nella realtà la crescita delle nuove imprese nasce sempre più spesso da un lavoro paziente di rete, fatto di università, infrastrutture e politiche pubbliche. È in questo solco che si colloca la Carinzia, regione nel sud dell’Austria, il cui ecosistema per le startup conta oggi oltre 50 attori attivi tra università, acceleratori, enti pubblici e fondi d’investimento. “La posizione della Carinzia è da sempre uno dei suoi punti di forza più grandi. Essere nel cuore dell’area Alpe-Adria significa trovarsi esattamente dove l’Europa del Nord incontra quella del Sud: una posizione che oggi, più che un fattore geografico, è diventata una leva strategica di sviluppo”, sottolinea Andreas Duller, referente Regionmarketing Carinthia, agenzia che si occupa di promuovere la Carinzia come luogo attraente per investimenti e crescita aziendale. “La nostra regione è un ponte economico e culturale, un trampolino di lancio verso i mercati dell’Europa centrale e settentrionale, ma anche una porta d’ingresso privilegiata per chi, dal Sud, vuole crescere oltreconfine”, prosegue.
La regione ha messo a punto una strategia di lungo periodo che combina investimenti pubblici, apertura transfrontaliera e una collaborazione strutturata tra ricerca, imprese e formazione. In questo quadro si inserisce la rete capillare di parchi tecnologici, come il Lakeside Science & Technology Park di Klagenfurt e il tpv Villach, dove università, centri di ricerca e startup operano a stretto contatto con grandi player industriali. “Allo stesso tempo, realtà come l’incubatore build! Gründerzentrum e il programma Start-up in Residence hanno contribuito a creare un ambiente favorevole alla crescita delle giovani imprese, anche al di fuori dei grandi centri metropolitani”, evidenzia Duller.
In questo contesto, le politiche europee per il rafforzamento degli ecosistemi dell’innovazione rappresentano un fattore decisivo anche per regioni come la Carinzia. Lo conferma Jürgen Kopeinig, ceo di build!: “La nuova strategia dell’Ue ‘Choose Europe to Start and Scale’ rappresenta un passo importante verso la costruzione di un’Europa più competitiva nel campo dell’innovazione. Riducendo la complessità normativa e rafforzando gli strumenti finanziari a supporto delle scale-up, l’iniziativa può offrire grandi vantaggi agli ecosistemi regionali, aiutando le startup a crescere più rapidamente, ad attrarre talenti e a connettersi più facilmente ai mercati internazionali”. Un potenziale che richiede però un forte impegno nella fase di attuazione. “Perché l’Europa possa esprimere appieno questo potenziale, sono però fondamentali un’attuazione coerente della strategia da parte degli Stati membri, infrastrutture solide e una cultura capace di sostenere l’imprenditorialità. Solo con queste condizioni l’Europa potrà diventare una vera casa dell’innovazione, attrattiva e competitiva su scala globale”. L’incubatore regionale build! segue ogni anno oltre 40 startup attive e ne accoglie in media 25 di nuove, accompagnandole in tutte le fasi: dall’idea alla validazione fino al lancio sul mercato. Le imprese possono contare su programmi di coaching personalizzati, spazi di coworking a Klagenfurt e Villach e servizi di mentoring per business plan, ricerca di capitali e accesso ai network internazionali.
Sul fronte del sostegno economico, la Carinzia offre una combinazione di strumenti privati e pubblici che facilita l’avvio e la crescita delle nuove imprese. Oltre a crowdfunding, business angel e venture capital, un ruolo centrale è ricoperto dal Kärntner Wirtschaftsförderungsfonds (Kwf), il fondo per la promozione economica della regione. Tra i programmi più rilevanti c’è “vor. Gründen”, pensato per supportare i giovani fondatori nei primi mesi di attività: per nove mesi le startup selezionate ricevono un contributo che permette loro di concentrarsi sullo sviluppo del progetto senza pressioni immediate.
“A rendere tutto questo possibile sono infrastrutture moderne e interconnesse, come la nuova ferrovia Koralm o il terminal intermodale di Fürnitz, che collegano la Carinzia ai principali assi europei, e una rete di cooperazioni transfrontaliere con Italia e Slovenia che hanno trasformato questa terra di confine in una piattaforma internazionale per l’innovazione”, spiega Duller. “Ma c’è anche un aspetto più profondo, umano, che ci distingue, la Carinzia è un melting pot di nazionalità, lingue e competenze”, conclude. “All’Università di Klagenfurt studiano e fanno ricerca più di 11 mila giovani, provenienti da quasi cento Paesi diversi. È questo scambio continuo di prospettive a generare nuove idee e a rendere la nostra comunità accogliente e creativa”.