Gli edifici assorbono circa il 40% dei consumi energetici finali in Europa, una quota che li rende centrali nelle strategie di efficienza e sostenibilità. Migliorarne la gestione — riducendo gli sprechi e intervenendo in modo preventivo sulle criticità — può generare risparmi significativi.
In questo contesto, anche il facility management sta evolvendo, spinto dall’introduzione di tecnologie come sensori IoT, intelligenza artificiale, digital twin e automazione. Strumenti che stanno progressivamente entrando nella gestione quotidiana degli spazi fisici, dagli uffici agli ospedali, fino alle infrastrutture di trasporto.
“Non è forse il primo settore che viene in mente quando si parla di innovazione tecnologica ma, in realtà, quando gestisci la complessità fisica del mondo reale, innovare non è un’opzione, è una necessità”, osserva Stefano Donati, consigliere delegato innovazione, Esg, sviluppo nuovi mercati e servizi di Rekeep. L’azienda, attiva nell’integrated facility management, è tra i principali operatori europei del settore, con circa 28 mila dipendenti e oltre 1,2 miliardi di euro di fatturato nel 2025. Il gruppo si occupa della manutenzione e gestione di immobili in diversi ambiti, tra cui sanità, trasporti, pubblica amministrazione e retail.
Negli ultimi anni l’azienda ha strutturato una funzione dedicata a innovazione ed Esg e avviato un piano strategico per integrare questi ambiti nelle attività operative. In questo percorso si colloca anche l’ingresso in Spreentech Ventures, acceleratore con sede a Rovereto (Trento) che supporta startup in fase iniziale attive in ambiti come edilizia 4.0, green building, smart city, smart building, economia circolare e mobilità di nuova generazione. Spreentech Ventures accompagna le startup in percorsi strutturati di crescita, supportandole nella definizione e nella strutturazione del proprio modello di business, nella validazione di prototipi o proof of concept, nella gestione delle eventuali procedure di certificazione, nel lancio del prodotto e/o del servizio sul mercato e nelle attività di fundraising. Nel 2025 l’acceleratore ha investito in tre startup per un totale di 303 mila euro, che si aggiungono alle sei oggetto di investimento tra il 2023 e il 2024. L’ingresso di Rekeep in Spreentech Ventures, con una quota di circa il 6% del capitale, si inserisce nella strategia del gruppo volta a rafforzare le attività legate all’innovazione tecnologica, alla sostenibilità e allo sviluppo di nuovi modelli di business applicati alla gestione degli immobili e dei servizi.
“Il nostro piano strategico si prefigge l’obiettivo di definire condizioni, organizzazione e strumenti affinché il processo di innovazione possa contraddistinguersi per continuità e risultati, divenendo parte della quotidianità aziendale e del normale funzionamento delle attività operative”, spiega Donati. Alla base di questa visione c’è una strategia fondata su un modello di open innovation, con attività di scouting di startup, collaborazioni con partner tecnologici e il coinvolgimento diretto dei clienti.
“In particolare, il nostro modello si fonda su un costante coordinamento tra ricerca, sperimentazione e funzioni tecnico-commerciali, favorendo l’accesso a soluzioni idonee e la valorizzazione dei progetti del gruppo”, aggiunge Donati. “La sperimentazione sul campo - prosegue - rappresenta un passaggio centrale: le soluzioni vengono infatti testate, validate e, in caso di esito positivo, progressivamente integrate e scalate all’interno dell’offerta e dei processi operativi”.
A questo si affianca una community interna che connette le diverse funzioni aziendali, con l’obiettivo di favorire la raccolta e la condivisione di idee, soluzioni e criticità. Secondo Donati, oggi non si tratta più solo di migliorare l’efficienza dei servizi tradizionali, ma di ripensare gli edifici come sistemi intelligenti, interconnessi e centrati sul benessere delle persone. “La convergenza tra sostenibilità e digitalizzazione sta accelerando questa trasformazione, aprendo nuove opportunità per le imprese e ridefinendo il concetto stesso di gestione degli spazi”, spiega.
Tecnologie come sensoristica avanzata, Internet of Things e intelligenza artificiale consentono di monitorare consumi, utilizzo degli spazi e qualità ambientale, abilitando modelli di gestione più predittivi. “Oggi, tra gli strumenti tecnologici chiave nel facility management troviamo piattaforme digitali integrate e sistemi basati su intelligenza artificiale per analisi predittiva dei consumi, manutenzione e comfort ambientale”, racconta Donati. “Emergono, ad esempio, soluzioni che regolano automaticamente l’illuminazione in base all’attività e alla presenza delle persone, monitorando la qualità dell’aria e ottimizzando l’efficienza energetica, con risultati concreti e misurabili”.