Il direttore Mario Orfeo, il presidente della Regione Michele De Pascale e il sindaco di Bologna Matteo Lepore – e in video la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola – hanno aperto Repubblica delle Idee 2025, tre giorni di incontri e spettacoli. – Prenotati gratis
Serena Rossi canta Dalla in piazza Maggiore
L’intervista di Silvia Fumarola a Serena Rossi si è aperta con l’esibizione dell’artista in piazza Maggiore: ha cantato proprio Lucio Dalla, Balla balla ballerino in particolare. L’incontro chiude la prima giornata di RepIdee.
Michele Serra ripercorre la nascita della piazza per l’Europa
Michele Serra è sul palco di piazza Maggiore: l’editorialista di Repubblica ripercorre la nascita della Piazza per l’Europa nata da un suo appello sul giornale.
Il sindaco di Bologna Lepore: "La comunità internazionale non può sostenere chi bombarda"
RepIdee25, il sindaco di Bologna Lepore: "La comunità internazionale non può sostenere chi bombarda"
Disabilità, Marina Cuollo: “Per me l’ironia è un’arma di difesa”
Lo spazio che, con difficoltà, i disabili riescono a conquistare è sempre molto piccolo. “Le storie sono raccontate sempre da un punto di vista esterno, manca l’aspetto più comune della disabilità”, racconta dal chiostro dell’Arena del Sole la scrittrice e divulgatrice Marina Cuollo, che dialoga con Laura Pertici di “Ironiche disabilità”. “Lo strumento dell’ironia è per me un’arma di difesa. Sdrammatizzare serve a togliere il disagio che si sente nell’aria. L’umorismo è uno strumento che funziona. Di disabilità di solito si parla solo in contesti molto tecnici, invece l’ironia avvicina tutti quegli argomenti ostici: prima ridi, poi a casa rifletti”.
Standing ovation per Basel Adra: “Israele non si fermerà se non lo fermiamo, se non lo fermate”
“Prima della cerimonia degli Oscar sapevo che anche se l’avessi vinto poi non sarebbe cambiato nulla – racconta Basel Adra – e questo mi rattrista. C’è stata molta attenzione ma la situazione è sempre peggiore. Quello che succede adesso è il doppio di quello che vedete nel documentario che è una chiamata all’azione. Non voglio vivere sotto il controllo di soldati stranieri, in un’occupazione. No. Israele non si fermerà mai a meno che noi non lo fermiamo, voi non lo fermate”. E l’intervento si chiude con una standing ovation.
Il premio Oscar Basel Adra: “Israele è diventato una macchina da guerra”
Ora sul palco il premio Oscar Basel Adra, tra i registi palestinesi di “No Other Land”: “Grazie mille per questo invito – dice mentre dialoga con Fabio Tonacci – grazie al sindaco di Bologna per il suo impegno nel schierarsi dalla parte giusta della storia. Io sono arrivato a Bologna alle due di mattina, ho visto le notizie sull’Iran e mi ha fatto preoccupare moltissimo per la mia famiglia. È un’escalation, ora ci sono razzi che piovono sulle comunità palestinesi. Israele è diventato una macchina da guerra, non si ferma mai, non cessa di uccidere, di portare guerra ovunque. Anche l’Iran, dobbiamo dirlo, è un regime pericolosissimo che mette a rischio tutti noi”.
Schlein sul Pride: “Saremo in Ungheria, non si cancella l’amore per decreto”
Schlein sul Pride: “Ci saremo in Ungheria, non si cancella l’amore per decreto”. E la segretaria attacca poi il governo anche sulla gestione della Rai. "Il servizio pubblico è stato occupato militarmente da questa destra, noi ci siamo sottratti perché vogliamo per la Rai una legge che la renda indipendente dai partiti, questo principio va fatto valere entro l'8 agosto di quest'anno, siamo in estremo ritardo, se non lo fa il nostro Paese rischia un'infrazione che saranno i contribuenti italiani a pagare di tasca loro. Per questo questa riforma va fatta subito. Quello che stanno facendo alla Rai non ha nessuna logica aziendale, hanno perso professionalità elevatissime, con ascolti importanti, tutto per una foga revanscista di dire adesso ci siamo qui noi. Questo è sbagliato e dannosa".
Schlein: “Servono più case popolari e una legge nazionale”
Schlein chiede anche una legge sulla casa. "In questo Paese manca un piano nazionale casa dai tempi di Fanfani, e non è accettabile, le persone fanno fatica a pagarsi affitto e mutuo, perché abbiamo i salari più bassi d'Europa. Questo governo ha tagliato 330 milioni di fondo affitto che avevano messo i governi precedenti. Io sono stata assessora con delega alla casa, e non dimentico che quel fondo aveva consentito di triplicare il fondo affitto, aiutando tante famiglie. Il governo Meloni-Salvini ha messo una croce e invece va triplicato".
Schlein: “La gente non vuole vedere liti tra vicini ma un'alternativa a Meloni”
“Come si vincono le elezioni?”, chiede Orfeo. "Mettendoci d'accordo sui temi concreti - risponde Schlein - che interessano alle persone. L'abbiamo fatto anche quando Calenda ci ha chiesto di fare un'azione in difesa dell'auto di questo Paese, mentre il governo ha tagliato fondi nel momento peggiore per il settore. Basta stare sui temi, questa è la ricetta che abbiamo: l'abbiamo appena fatto e funziona. Alle amministrative, ma a Bologna l'ha fatto lo scorso autunno vincendo regionali con Michele De Pascale e anche in Umbria, si può fare, è una responsabilità che abbiamo verso la nostra gente, che non vuole vedere le liti tra i vicini, ma vedere un'alternativa a Meloni".
Regionali, Schlein: “Vogliamo costruire alleanze forti in una coalizione progressista”
I candidati per le Regionali? “Stiamo lavorando con le altre forze con cui vogliamo costruire alleanze forti, come a Assisi o Ravenna, perché poi gli elettori capiscono che l'alternativa c'è, e vanno a votare – risponde Schlein – Per questo giorni fa dicevo l'alternativa è più vicina, ma quella piazza da quanti anni è che non la riempivamo? In quella piazza si è riconosciuto un popolo. Da quando sono qui il mio obiettivo testardo è uno: insieme dobbiamo costruire l'alternativa per battere la destra". Ci sarà quindi il campo largo? “Preferisco parlare di coalizione progressista più che di campo largo. Riusciamo a tenerlo insieme quando stiamo sui temi e non sui perimetri. Abbiamo vinto qui con De Pascale tutti insieme, si può fare e lo dobbiamo fare, lo dobbiamo alla nostra gente”.
Cittadinanza, Schlein: “Continueremo, serve legge complessiva più semplice di quella del referendum”
Schlein sulla cittadinanza: "Serve una legge complessiva. Proseguiremo su questo impegno per una legge più semplice di quella del referendum: per noi chi nasce in Italia da genitori residenti in Italia da almeno un anno è italiano, o se hai completato un ciclo scolastico. Se ci sarà modo di dialogare su riforma leggi cittadinanza il Pd lo farà"
Referendum, Schlein: “Nuovo quorum? Nostra priorità le prossime Regionali”
“I referendum sono morti o hanno ancora una vita e un futuro? Bisogna abbassare il quorum?”, chiede il direttore Orfeo. “Non è la nostra priorità – risponde la segretaria pd – Arrivano le Regionali in autunno e dobbiamo lavorare per vincere. Quando il centrosinistra si unisce noi vinciamo. Questa è la priorità”.
Referendum, Schlein: “Battaglia giusta, rispetto per chi è andato alle urne. Meloni arrogante e incoerente”
"Peccato non raggiungere il quorum ma era giusto fare quella battaglia, abbiamo riportato il Pd al fianco dei lavoratori e nelle fabbriche. Bisogna avere rispetto per chi è andato alle urne, sono 14 milioni di persone. Quando a votare sì ci vanno più persone di quelle che hanno votato la destra a Palazzo Chigi anziché deriderle bisognerebbe riflettere, questo ho detto a Meloni, dopo il suo sorriso arrogante. Del resto ha usato anche lei dopo il referendum sulle trivelle le stesse parole al governo di allora. Ma coerenza questa sconosciuta"
Schlein: “Serve un Next Generation Eu all’anno”
“Europa sembra più debole di sempre? Perché manca coraggio e manca ambizione. La pandemia ha obbligato a mettere da parte i nazionalismi e finanziare il Next Generation Eu. Adesso è il momento di farne uno all’anno di Next Generation Eu e rendere strutturale la solidarietà europea. Se non fosse per queste risorse noi in Italia saremmo già in recessione. Trovo incredibile che questo governo accetti di avere in Italia la bolletta più cara di Europa. Non si può non avere il coraggio di intaccare i profitti delle società energetiche, come sta facendo Giorgia Meloni”.
Ucraina, Schlein: “No al riarmo, solo difesa comune europea. Superare l’unanimità”
Sulla guerra in Ucraina e sulla "corsa al riarmo" dell'Europa, Schlein si dice favorevole solo a una difesa comune europea. "Sono assolutamente convinta che la strada non possa essere - spiega la segretaria del Pd - il riarmo di 27 stati europei, ma anzi costruire una vera difesa comune europea che doveva essere un tassello fondamentale per l'Europa ma è mancata per la gelosia dei diversi paesi. L'Europa rischia di rimanere schiacciata tra due vasi di ferro, e potrei dire anche più vasi in un mondo multipolare. Serve un salto in avanti di integrazione europea. Dobbiamo superare l'unanimità: nemmeno un condominio si può gestire con l'unanimità".
Schlein: “Chiediamo a Meloni di non schiacciarci su Trump e usare diplomazia”
Schlein continua sul conflitto che si è acuito in Medio Oriente: "Questo attacco all'Iran di Netanyahu rischia di portare a un'escalation che porti ulteriori gravi conseguenze di destabilizzazione su tutta l'area e il conflitto su scala globale. E fa saltare il tavolo di difficile negoziato che era in corso tra gli Stati Uniti e l'Iran proprio sul nucleare. Quel che abbiamo chiesto da subito al governo è di venire domani, lo farà Tajani a riferire al Paese ma anche di assumere iniziative diplomatiche per frenare questa escalation. Non abbiamo bisogno di schiacciarci su Trump. Chiediamo a Meloni di non schiacciarci su Trump e assumere iniziative per la pace perché l'Italia ripudia la guerra sta scritto nella nostra Costituzione".
Medio Oriente, Schlein: “Voce forte della Ue per evitare escalation”
Elly Schlein sul Medio Oriente: “Serve una Ue che trovi una sua voce forte per evitare una escalation. Trump doveva fermare i conflitti ma in pochi mesi si sono aggravati e si rischia un conflitto globale”.
Schlein con Orfeo in piazza Maggiore
La segretaria Pd Elly Schlein in piazza Maggiore con il direttore Mario Orfeo
Velasco: “I giovani devono sviluppare gli anticorpi alla frustrazione”
“Oggi il vero problema sono gli adulti, i genitori, che credono che se i figli hanno delle frustrazioni avranno cicatrici per la vita: allora vanno a litigare col professore, l’allenatore, credendo che i figli abbiano sempre ragione", sottolinea ancora Velasco. "Invece devono stimolare gli anticorpi alla frustrazione, così come devono entrare in contatto coi batteri e i virus per sviluppare il sistema immunitario. A mia figlia che si lamentava di una docente dissi: devi essere capace di essere promossa anche se quella professoressa ce l’ha con te. Intervenendo i genitori dicono ai figli: tu sei debole, ti aiuto io. Invece loro devono sentire che abbiamo fiducia in loro”.
Velasco: “I nostri tempi erano meglio… Ma siamo sicuri?”
“Facciamo sbagliare i giovani”, era il titolo di una recente intervista del coach Velasco su Repubblica Bologna. Come si educano i ragazzi ai valori della vita e dello sport? “La migliore virtù di chi lavora con i giovani – racconta Velasco - è ricordarsi come eravamo noi a quell’età: a 15, 18, 22 anni. Non ce lo ricordiamo, perché la memoria è selettiva. Stiamo convincendo i giovani che valgono poco, che non sono come eravamo noi, che non hanno valori. Diciamo loro: noi eravamo meglio di voi. Se a me all’epoca avessero detto così, avrei mandato a quel paese chicchessia. I nostri tempi erano meglio… Ma siamo sicuri?”.
Velasco: “Un allenatore deve portare i ragazzi oltre i propri limiti”
“Un allenatore è prima di tutto un docente, un maestro: insegna. Ma è anche un leader perché guida gli altri, i ragazzi e le ragazze. E deve portarli oltre quello che credono essere i loro limiti”. A parlare è un coach d’eccezione: Julio Velasco, ospite di Repubblica delle Idee, intervistato da Emanuela Audisio. “Spesso noi crediamo di avere dei limiti, ma se qualcuno ci aiuta possiamo superarli. E’ diverso nel caso di maschi e di femmine: con i maschi funziona la sfida, le donne hanno un paradigma diverso. Le donne tendono a non sbagliare, soffrono troppo l’errore; credono che sbagliare sia indice di incapacità. I maschi a volte prendono il sopravvento perché non hanno paura di sbagliare” .
Chiara Valerio: “Il miglior modo per raccontare le storie di provincia è il giallo”
“Il miglior modo per raccontare le storie di provincia mi è parso il giallo. Devi sapere dove devi andare a finire, e quindi viaggiare a ritroso”. Da pochi giorni è uscito “La fila delle poste” di Chiara Valerio, ospite con Marcello Fois al chiostro dell’Arena del Sole, intervistati da Laura Pertici: il filo conduttore è “Un Paese in giallo”. “Giallo vuol dire un sacco di cose, anche estremamente nobili – aggiunge Fois – Ci siamo abituati al giallo come prêt-à-porter, ma se c’è un Paese che non deve ritenere il giallo letteratura di serie B è l’Italia: abbiamo avuto Gadda, Sciascia, Buzzati. ‘I promessi sposi’ sono un giallo, così come lo è ‘Il conte di Montecristo’. Noi chiamiamo giallo l’inquietudine contenuta nelle storie”.
Al via il programma nel chiostro dell’Arena del Sole
Cominciano gli appuntamenti all’aperto nel chiostro dell’Arena del Sole. Marcello Fois e Chiara Valerio stanno discutendo di “Un paese in giallo”. Poi salirà sul palco Pierluca Mariti (@piuttosto_che), alle 20,35, e infine Marina Cuollo alle 21,25. Conduce la serata Laura Pertici.
Bersani: “Non buttare via 15 milioni di persone che hanno votato al referendum”
Bersani aggiunge: “Non possiamo passare i prossimi due mesi ad analizzare il risultato del referendum. Sono andate a votare 15 milioni di persone, non possiamo buttarle via, anche se non c'è il quorum. Sono numeri con cui si vince". – Guarda l’intervento integrale
Cecilia Strada: “Per paura stiamo smontando i nostri diritti”
L’Europa che chiude ai migranti è il tema affrontato nella sala Salmon con il magistrato Silvia Albano, don Mattia Ferrari, cappellano di Mediterranea Saving Humans, Cecilia Strada, europarlamentare del Pd, e la partecipazione di Lag Magok, rifugiato vittima di Almasri, in collegamento. Dialoga con loro Alessandra Ziniti. “Mi sono ritrovata in un Parlamento che parlava di strumentalizzazione dei migranti quando io venivo da un salvataggio in mare con Emergency particolarmente difficile – commenta Cecilia Strada, europarlamentare per il Pd – Ma oggi si parla di migranti trasformati in armi e quindi questo diventa il pretesto per tirare su i muri. Dove sono finiti i nostri diritti? La risposta che arriva è ‘siamo in una situazione eccezionale’. Per paura stiamo smontando i nostri diritti prima che ce li smontino altri. Per evitare di dare risposte strutturali agli italiani, sulla salute, sulla casa, sulla sicurezza sul lavoro, diciamo che i problemi sono i migranti. Con l’esclusione dei migranti si genera paura nelle persone”.
Il monologo di Recalcati: “Ecco i veri significati di padre e madre”
Lo psicoterapeuta Massimo Recalcati porta in piazza Maggiore il suo monologo "Il sangue non è la sostanza della fratellanza" con cui riflette sulla famiglia. "Non è la biologia o la legge dell'istinto o la natura che definisce i legami familiari. Un padre - ragiona - come ho cercato di dimostrare, non coincide con lo spermatozoo, il padre non è il genitore biologico del figlio, perché come sappiamo ci sono padri che hanno generato biologicamente figli ma non hanno esercitato in alcun modo la funzione paterna. Padre è colui che fa esistere in una famiglia fa esistere il senso umano della legge. Che trasmette il senso umano della legge da una generazione all'altra. Lo può esercitare una donna, un omosessuale, una lesbica o un uomo. Quando c'è questa funzione noi diciamo che in una famiglia c'è un padre". Allo stesso modo, continua Recalcati, "la madre non è solo genitrice biologica del figlio, perché ci sono madri che non hanno esercitato la funzione materna, la madre è il nome della cura, e quando c'è madre è assicurata una cura che sa rendere la vita del figlio una vita insostituibile, che sa rendere ogni figlio unico. Perché per una madre ogni figlio è un figlio unico, cioè insostituibile".
Bersani: “Il decreto Sicurezza consente ai servizi segreti di fare cose strane”
Francesco Bei chiede a Pierluigi Bersani di quanto sta accadendo in California, risponde osservando che le destre "inseriscono elementi autoritari repressivi nel meccanismo illiberale". Anche in Italia, osserva: "Con il decreto sicurezza si consente ai servizi segreti di fare cose strane. E detto qui a Bologna mette i brividi".
Un uomo con la bandiera della Palestina sfila davanti al palco di piazza Maggiore
Manifestazione silenziosa: un uomo passeggia davanti al palco di piazza Maggiore con la bandiera della Palestina, accompagnato da qualche applauso del pubblico. Geppi Cucciari: "Un applauso al signore, diamo anche a lui il suo spazio".
Geppi Cucciari: “Mi chiamano pastora e mi insultano per il peso”
Le donne sono più colpite dagli insulti? "Le donne - dice Geppi Cucciari - che non stanno al proprio posto danno sempre più fastidio rispetto agli uomini che non stanno al proprio posto. Anche se non si capisce quale sia questo posto. Io uno degli insulti che ricevo più spesso è "pastora", che non capisco come possa essere un insulto un mestiere nobile come quello del pastore. Poi quelli sul peso, sono stata volta per volta troppo grassa, troppo magra e troppo stronza. E poi la parola che è sempre la più usata contro una donna, che riguarda i suoi consumi sessuali: non esiste il maschile di quella parola. Questo fa capire anche il sessismo insito nell'arte dell'insulto".
Bersani: “Israele è la 51esima stella sulla bandiera americana, Trump non dica che non partecipa”
Bersani conferma la sua preoccupazione: “Si sta aprendo il fronte per un confronto tra potenze - Stati Uniti, Cina, Russia - che non guarda in faccia a nessuno. Israele è la cinquantunesima stella sulla bandiera americana. Trump non dica che non partecipano. Si vuole dare una sistemata al Medio Oriente, con una pulizia etnica palestinese e ingaggiando i paesi del Golfo in un nuovo equilibrio con Israele. Trump guida le danze di questa tendenza”.
Bersani: “Quando ho visto Trump e Zelensky in Vaticano ho avuto un brivido. L’Onu non c’è più”
Nella sala De Berardinis dell'Arena del Sole accolto dagli applausi Pierluigi Bersani dialoga con Francesco Bei di "Metafora e politica". "Doveva essere un incontro sui toni di leggerezza con Bersani immaginifico creatore di metafore, ma questa mattina ci siamo svegliati con città in fiamme, bombardamenti a tappeto" è la premessa di Bei che chiede a Bersani: "Quello che sta succedendo nei cieli dell'Iran è una miccia che può incendiare ancora di più?". Bersani risponde: "Vorrei partire da una cosa seria, se guardiamo il mondo nell'insieme, questa destra mondiale, sovranista, identitaria, sta sdoganando la guerra. il diritto mondiale è diventato un osso di seppia. Gli organi internazionali sono totalmente indeboliti. Quando ho visto in Vaticano Trump e Zelensky parlarsi seduti su una sedia in San Pietro ho avuto un brivido. Vuol dire che l'Onu non c'è più".
Cucciari: “I politici non capiscono le mie battute”
Geppi Cucciari, intervistata in piazza Maggiore da Annalisa Cuzzocrea, spiega che spesso a "Un giorno da pecora" ha l'impressione che le sue battute "non vengano capite" dai politici ospiti, strappando una risata al pubblico. Poi quando gli si chiede se gli ospiti oggi siano più permalosi rispetto al passato, risponde che "secondo me più che permalosi sono molto più consapevoli che non esiste più il qui e ora, niente che succede rimane nello studio, ma viene virgolettata, depredata dal suo significato originale e pubblicata". La satira però ha bisogno di assoluta libertà e non deve cedere all'auto-censura. "Non si può pesare - aggiunge - l'intervento di un'artista, e scusate se uso questo termine a mio riguardo, che fa satira rispetto a un politico che fa un intervento su qualsiasi tema".
“Metafora e politica” con Bersani
All’Arena del Sole Pierluigi Bersani sul palco con Francesco Bei: parlano di “Metafora e politica”.
Geppi Cucciari in piazza Maggiore
Geppi Cucciari dialoga con Annalisa Cuzzocrea in piazza Maggiore.
La ricerca scientifica con Sironi e Leuzzi
In piazza Maggiore si discute di ricerca scientifica con Andrea Sironi, presidente fondazione Airc, e il ricercatore Giuseppe Leuzzi dell’istituto di oncologia molecolare di Airc. Con loro anche il vicedirettore Walter Galbiati. All'incontro "L'Europa torna attraente" si parla anche delle opportunità seguite ai tagli imposti da Donald Trump negli Stati Uniti. "Sono una scelta triste e miope - spiega Andrea Sironi, presidente della Fondazione Airc - perché gli Usa hanno avuto una crescita come primi al mondo e lo hanno fatto anche grazie alla capacità di attrarre giovani brillanti da tutti i Paesi. Ma questa situazione triste è anche un'opportunità per l'Europa e per questo Paese: noi che abbiamo sempre avuto cervelli in uscita possiamo invertire questa tendenza". Giuseppe Liuzzi è rientrato proprio dagli Stati Uniti in Italia. "Mi ha colpito molto negli Stati Uniti - spiega - il clima competitivo ma collaborativo allo stesso tempo, un contributo per spingere i propri limiti come scienziato e cercare sempre cose nuove. Ma questo viene meno quando un'amministrazione come quella attuale introduce incertezza nel sistema. Rientrando in Italia ho trovato una struttura all'avanguardia in Ifom accoppiata alla stabilità di fondi, che è fondamentale".
Avallone: “Libero le donne da tutte le gabbie. Luiselli: “La violenza è un fiume sotterraneo”
Silvia Avallone parte dal suo ultimo libro “Cuore nero” per spiegare: "Ho sempre amato liberare le ragazze, le adolescenti, quindi le donne del futuro. Ho cominciato con “Acciaio” e oggi lo faccio con “Cuore nero”, una lotta di liberazione nei confronti di tutte le gabbie, dentro alla famiglia, al lavoro, come ci raccontano in questa società patriarcale e violenta. Sono arrivata a ribaltare queste gabbie. Ma racconto anche lo scontro con un uomo diverso, perché si prende cura di una donna che ha commesso un reato, si mette in discussione, piange”. Valeria Luiselli, autrice del libro “Archivio dei bambini perduti” definisce invece la scrittura un atto politico. “La violenza è come un fiume sotterraneo che non si vede ma si sente, si sentono gli effetti sulle persone. In questo libro non vediamo le deportazioni, le mitragliatrici, vediamo delle persone che ricercano le loro storie. Invece nel romanzo che pubblicherò nel prossimo anno, c’è una donna che viaggia in Sicilia, luogo dove vado sempre da 12 anni. È una donna che fugge la violenza, che cerca di dare un senso diverso al tempo, in un’epoca in cui il tempo sembra fuggire via”.
Al via il programma di piazza Maggiore
Iniziano gli appuntamenti di RepIdee in piazza Maggiore: tra gli ospiti di oggi Geppi Cucciari, Massimo Recalcati, Julio Velasco, il premio Oscar Basel Adra, Michele Serra e Serena Rossi. Alle 20,30 il direttore Mario Orfeo intervisterà la segretaria del Pd Elly Schlein – Leggi il programma completo
“Donne e libertà” con Avallone e Luiselli
“Donne e libertà, la vita è un romanzo”: è il tema del talk nel quale dialogano Silvia Avallone e Valeria Luiselli, accompagnate da Giovanna Vitale.
Everett: “Trump infantile, mette a rischio democrazia”
“Oggi è in gioco la democrazia”. Percival Everett, premio Pulitzer 2025 con James, parla della repressione contro i manifestanti in California. “Siamo di fronte a un intervento fascista - dice - Los Angeles è una città dove le proteste sono comuni. Un leader infantile, puerile non è solo una sciagura ma mette a rischio tutto l’impianto democratico”.
L’“American fiction” con Everett
Fabio Tonacci intervista lo scrittore premio Pulitzer Percival Everett nella sala De Berardinis: si discute di “American fiction” – Segui la diretta video
Cucinella: “Agenda 2030-2050? Sforzo culturale non ancora alla nostra portata”
L’architetto Mario Cucinella avverte: “Conosciamo tutti l’agenda 2030-2050, che richiede però uno sforzo culturale che non è alla nostra portata. La filiera delle costruzioni è il secondo più grande produttore di rifiuti. Bisogna progettare un edificio con nuove modalità. Abbiamo speso 250 miliardi di Superbonus ma ci dobbiamo chiedere quanto abbiamo risparmiato nei consumi delle famiglie? E soprattutto, abbiamo migliorato la qualità urbana? C’è una scarsità di idee per migliorare il futuro delle nostre città"
Cambiamento climatico, Fabbri: “Vanno riprogettati i sistemi per fronteggiare gli eventi estremi”
Il dibattito continua, in una sala Salmon piena, immaginando “La città del futuro”, all’insegna della sostenibilità, insieme a Andrea Campelli, direttore Comunicazione e relazioni esterne di Corepla, all’architetto Mario Cucinella e a Cristian Fabbri, presidente esecutivo del Gruppo Hera, interrogati dal caporedattore di Repubblica Bologna, Giovanni Egidio. Fabbri dice: "Combattiamo il cambiamento climatico con attività che riguardano la sostenibilità, lavoriamo per decarbonizzare i nostri consumi e quelli dei nostri clienti. Il nostro obiettivo è aumentare la percentuale di recupero, ora è al 61 per cento per i rifiuti urbani in materia. È più alta rispetto all’obiettivo che si è data l’Europa. Oggi quando parliamo di cambiamenti climatici, dobbiamo tenere conto che ci sono sempre più eventi meteo estremi, 1.600 nell’ultimo anno: questo significa che bisogna portare acqua se c’è siccità, ma i tubi non devono essere bucati, e quando piove abbiamo problemi di drenaggio urbano, sistemi progettati per eventi estremi che avvenivano ogni 20 anni, vanno riprogettati"
Markley: “I fascisti come Trump vogliono provocare la violenza”
“Quello che accade in California crea un grande allarme – spiega Stephen Markley – Io abito a un miglio da dove ci sono state le proteste. Le manifestazioni di resistenza suscitano una reazione nell’amministrazione: quello che vogliono i fascisti come Trump è provocare la violenza”.
Markley racconta il “Mondo dopo il diluvio”
Lo scrittore Stephen Markley è salito sul palco della sala De Berardinis con Annalisa Cuzzocrea: si parla del “Mondo dopo il diluvio”.
Zagrebelsky: “I partiti che inneggiano alla violenza vanno sciolti prima che sia troppo tardi”
Gustavo Zagrebelsky fa un esempio chiaro, riferito alla Germania, ma anche a casa nostra con Casa Pound o con il fascismo italiano di Mussolini: “In generale, i partiti che inneggiano alla violenza o alla soppressione del diverso vanno sciolti e vanno messi fuori legge. Se in una democrazia si lasciano crescere queste organizzazioni dicendo che sono poche e se si fa finta di non vedere, arriva il momento in cui è troppo tardi”. – Guarda l’intervento integrale
Zagrebelsky: “Un tollerante deve combattere l’intolleranza?”
“Si deve tollerare tutto? La tolleranza è una virtù sociale, ma è vero che più si tollera e meglio è? Sono domande grandissime”, dice Gustavo Zagrebelsky. “Oggi il problema è reale: si possono tollerare gli intolleranti nella sfera privata?”. Il pubblico ride. “L’intollerante non riconosce il tuo diritto di essere come sei. A tollerare gli intolleranti si corre il rischio di essere eliminati. Ma se io combatto l’intollerante, gli voglio togliere la parola. Dobbiamo dare il buon esempio nella convinzione che gli intolleranti si facciano convincere dal nostro modo di essere. Ma gli intolleranti sono coloro che dagli altri non vogliono imparare nulla. Non usciamo dal blocco logico, io penso che gli intolleranti devono essere combattuti con mezzi proporzionati alla minaccia che loro rappresentano”.
Pregliasco: “Previdenza integrativa tema dolente in Italia”
Laura Pregliasco, head of institutional distribution di Unicredit, si concentra sulla previdenza integrativa. "Questo è un tema dolente per Italia - spiega - qui l'ammontare della previdenza integrativa è estremamente bassa, sotto il 10 per cento del Pil, mentre ci sono Paesi come l'Olanda che hanno iniziato molto prima di noi e nella maniera giusta". Insiste sull'educazione finanziaria invece Guido Maistri, lead retail business di Generali Asset Management. "Un giovane - sottolinea - dovrebbe crearsi un fondo pensione appena entra nel mondo del lavoro, dovremmo convergere verso un modello più anglosassone. Anche perché, è un dato poco noto, chi andrà in pensione fra vent'anni potrà contare su pensioni che rappresenteranno il 46 per cento dell'ultima retribuzione".
Si parla di “Longevity” con Maistri e Pregliasco
Secondo panel economico, questa volta sul palco ci sono Guido Maistri, lead manager retail business di Generali Investiments, e Laura Pregliasco, head of istitutional distribution di Unicredit. Con loro dialogano di “Longevity, una parola da imparare” gli stessi Rosina e Galbiati.
Zagrebelsky: “La tolleranza è rispettare la privacy”
Quella che Gustavo Zagrebelsky offre al pubblico di RepIdee è una vera lezione sulla tolleranza, assai seria, ma raccontata con ironia. Da Pericle a oggi, il ragionamento è antico ma sempre attuale: “Dietro la nostra privacy c’è la tutela delle scelte individuali di ciascuno di noi, questo si traduce in tolleranza, il diritto a essere lasciati in pace. Ciò che si fa nella sfera privata, siccome sono tollerante, lo considero indifferente”.
Zagrebelsky: “Libertà è originalità, uguaglianza concetto ambiguo”
Che cosa è uguaglianza in uno stato libero? Parte da qui la lezione di Gustavo Zagrebelsky. “È una nozione ambigua – spiega – anche i regimi totalitari predicano uguaglianza, come assenza di differenze». Nei Paesi che amano le libertà, invece, “tutti devono essere ugualmente diversi, sono società in cui si coltiva l’originalità di ciascuno di noi, contro la massificazione. Io oggi tratto di uguaglianza ai fini della diversità”.
La lectio di Zagrebelsky: parla di “Psicologia dell’eguaglianza”
Il pomeriggio nella sala grande dell’Arena del Sole comincia con la lezione di Gustavo Zagrebelsky dal titolo “Psicologia dell’eguaglianza”. Il giurista rompe subito il ghiaccio, introdotto da Giancarlo Mola che ricorda il suo passato da presidente della Corte costituzionale. “Non è una cosa brutta, per carità, ma io sono un uomo di scuola, sono stato un professore e lo sono ancora, emerito, anche se emerito significa non contare più nulla. Dico evviva i professori, spero che in sala ce ne siano”.
Calo demografico, Lusetti: “Misure nel breve periodo non servono a nulla”
"Sui nostri scaffali troveremo sempre meno pannolini per neonati e sempre più pannoloni per incontinenti". Usa una battuta Mauro Lusetti, presidente di Conad, durante l'incontro "La fotografia dell'Italia". "Se prendessimo uno studio di qualche decennio fa - continua Lusetti - questa era la fotografia che ci veniva già proiettata allora, ma a questo problema come sempre noi rispondiamo con approcci assolutamente di breve periodo, come il bonus bebè, che non servono assolutamente a nulla. Così come non serve affrontare il problema dei migranti come un problema di solo ordine pubblico, mentre queste persone potrebbero far modificare la curva demografica". Rosina dà una misura del cambiamento in atto. "Nel 1950 l'italiano tipo era un trentenne - spiega - oggi è un cinquantacinquenne, mentre le previsioni per il 2050 ci dicono che l'italiano tipo sarà un settantacinquenne".
“La fotografia dell’Italia” di Lusetti e Rosina
Il presidente di Conad Mauro Lusetti, il professore ordinario di Demografia e Statistica sociale alla Cattolica di Milano Alessandro Rosina, scattano una “Fotografia dell’Italia” con il vicedirettore Walter Galbiati.
La giornalista palestinese Rita Baroud commossa: “Sono salva ma non intera”. Il video
RepIdee25, Rita Baroud: "L'unica cosa che ho è scrivere sull'inferno di Gaza"
Gallavotti: “Piero Angela avrebbe usato l'IA, sciocco non farlo". Il video
Repubblica delle Idee2025, Gallavotti: "Piero Angela avrebbe usato l'IA, sciocco non farlo"
Gaza, Tonacci: “Questa terra è un inferno”. Le lacrime di Rita Baroud
“Questa terra è un inferno per due milioni di palestinesi, ma è la loro terra e anche andarsene da un inferno costa perché è casa”, dice Fabio Tonacci. L’inviato di Repubblica alla fine mostra un altro video di Rita Baroud, visibilmente emozionata. “L’unica cosa che ho – dice la giornalista palestinese – è scrivere quello che sta succedendo lì. Ogni volta che vedo Gaza per me è difficile, stanno uccidendo i civili, si sopravvive ma non è sopravvivenza. A Gaza è in atto un vero e proprio genocidio, stanno tagliando anche il cibo” – Il video integrale
Disturbi alimentari, Fialdini: “Serve una rete culturale prima che clinica”
La giornalista Francesca Fialdini lamenta la mancanza di una “rete culturale prima ancora che clinica per affrontare i disturbi alimentari. Servirebbero sportelli di accompagnamento, anche se qualcosa si è riuscito a fare, così come un’educazione nelle scuole. Si parla di un’urgenza, il costo sanitario è altissimo. Servono politici lungimiranti. Se nasci in Molise dove vai a curarti?”. – Leggi l’articolo completo
Tonacci e la telefonata alla madre di Adam: “Dio gli darà tutto quello che a Gaza non c’è”
Fabio Tonacci poi racconta la vicenda che ha fatto emozionare tutta Italia. “Nel buio dell’ultimo mio viaggio c’è anche una luce, una piccola storia positiva”. È quella di Adam, il bimbo di 11 anni, unico sopravvissuto di nove fratelli in un raid israeliano del 23 maggio sulla Striscia. Tonacci racconta che il bimbo, con la madre Alaa, pediatra all’ospedale di Gaza, è arrivato a Linate, a Milano con altri 16 bambini palestinesi, per essere curati. «Dopo aver letto il mio articolo con l’appello dello zio dei bambini, la Farnesina mi ha chiamato”. L’inviato parla anche dell’emozione della telefonata alla madre, rimasta anche vedova: “So che Dio darà a Adam tutto quello che a Gaza non c’è”, dice la madre nella telefonata che il pubblico in sala ascolta in silenzio.
Fialdini e Rugo sui disturbi alimentari: “L’età dei giovani pazienti si è abbassata. È un’urgenza”
Francesca Fialdini e Michele Rugo parlano di disturbi alimentari con Caterina Giusberti nella sala Salmon. “Difficile categorizzarli – spiega Rugo – Iniziano tra i 12-13 anni, l'età si è abbassata. È sempre più complicato parlare di questo tema: sono più sfumati. In Italia era un argomento tabù. Dopo il Covid poi il problema ci è esploso tra le mani, gli effetti collaterali nei corpi dei nostri ragazzi sono diventati un'urgenza. Con i social è cambiato tutto ma il disturbo alimentare è una patologia che ha origini familiari”. E Fialdini aggiunge: “Ci si affeziona alla patologia. Ci si domanda: ‘Se guarisco i miei genitori mi continueranno a guardare?’”.
Tonacci racconta la strage dei paramedici
Poi altre storie, sempre vissute in prima persona dall’inviato di Repubblica Fabio Tonacci: “Stiamo vedendo un crimine di guerra, non c’è bisogno di commentare. Quelli che vedete sono paramedici palestinesi, ci sono quattro ambulanze alla ricerca di una quinta che si è perduta, alla fine ci sono quindici cadaveri che vengono interrati lì vicino”, racconta Tonacci. “Per una settimana non permettono a nessuno di avvicinarsi sul luogo dello scontro, poi arrivano tre diverse versioni dell’esercito israeliano”. Poi un sopravvissuto rilascia una testimonianza importante dello scontro.
Tonacci: “Sei giorni fa ero a Gaza con l’esercito israeliano. Ecco cosa ho visto”
Fabio Tonacci racconta al pubblico il suo viaggio dentro la Striscia di Gaza: “Sei giorni fa, alla stessa ora ero a Gaza con l’esercito israeliano. Come sapete da venti mesi non c’è alternativa, non si può che entrare in questo modo, allora meglio andare a vedere”. Sullo schermo corrono le immagini delle riprese girate durante il reportage.
Baroud: “A Gaza è tutto caotico. Ormai tutto è un problema”
Fabio Tonacci racconta Gaza nell’incontro “La distruzione di una terra, le stragi negate”. In apertura un videomessaggio di Rita Baroud: “È tutto così caotico, a Gaza non c’è più niente che non sia un problema”, racconta la giornalista palestinese. La ventitreenne non è presente a Bologna perché proprio in queste ore è all’Eliseo, ricevuta da Emmanuel Macron.
Gallavotti: “Difendiamo la nostra sanità. Abbiamo perso fiducia nei medici”
Barbara Gallavotti si domanda: “Siamo sicuri che la cosa più importante sia un'interazione empatica con l'intelligenza artificiale o magari vogliamo un'interazione più neutra perché dobbiamo tornare a parlare tra noi?”. E poi continua: “Mi posso permettere di andare dal medico perché viviamo in una società nella quale ci sono i medici per tutti. Difendiamo quello che è stato costruito, un sistema per tutelare la nostra salute. Da altre parti non è così. Invece abbiamo perso fiducia nelle persone che hanno studiato”. – Guarda l’intervento completo
Bergonzoni: “Immigrati forza lavoro ma poi non li vogliamo vedere”
L’incontro si è chiuso con un appello di Alessandro Bergonzoni: “Si parla tanto di immigrati: lavateli, istruiteli e saranno forza lavoro. Facciamolo, per carità, ma poi stringiamo accordi con la Libia, non li vogliamo vedere, li nascondiamo”. – Leggi l’articolo
Manconi: “Immigrati visti come concorrenza. Risultato del referendum è inquietante”
“Per anni la sinistra ha offerto visioni filantropiche sulle politiche dell’immigrazione, era fatale che gli immigrati fossero vissuti dagli strati più deboli della popolazione come concorrenza. L’immigrazione è una grande questione economica e sociale”, aggiunge Manconi fra gli applausi degli spettatori. Il risultato del referendum sulla cittadinanza “è inquietante: chi si è espresso per un lavoro tutelato e non precario ha evitato di sostenere il referendum sulla cittadinanza perché vede negli immigrati non una parte significativa per lo sviluppo del paese ma una pericolosa forma di concorrenza”.
“Raccontare la scienza” con Gallavotti e Taddia
Il programma della sala Salmon continua con “Raccontare la scienza”: sul palco Barbara Gallavotti e Federico Taddia.
Manconi: “Il centrosinistra ha ignorato la disfatta nel referendum”
La metafora della cecità investe anche la politica, dice Luigi Manconi. “Abbiamo avuto dei referendum che hanno avuto un esito fallimentare con una dimensione abnorme dell’astensionismo, ma l’analisi dei capi del centrosinistra è stata che in ogni caso, a ben vedere, dopo tutto sono andati a votare 13 milioni di italiani”. Manconi è molto duro: “È una disfatta politica e culturale, il gruppo dirigente del centrosinistra ha ignorato la disfatta con elementi di autorassicurazione, la reticenza è colpevole, questa è una grave patologia, una forma acuta di cecità politica”.
“Vedere e non vedere” con Manconi, Bergonzoni e Mola
Luigi Manconi dà il via all’incontro all’Arena del Sole, dal titolo “Vedere e non vedere. Il diritto ad avere diritti e altre visioni” con Alessandro Bergonzoni e Giancarlo Mola. “Cosa scopro con la cecità?”, chiede Manconi al pubblico in sala. “Faccio nuovi incontri, scopro nuovi colori, ma per la prima volta in vita mia mi sono trovato a essere ottimista. Ma vedere e non vedere è anche una metafora del giornalismo del raccontare perché l’informazione può essere una sottolineatura, il racconto di un angolo, a costo poi di ignorare un altro angolo, un altro cuore, o trascurare una periferia, per distrazione, per trascuratezza, per censura o autocensura che è una forma insidiosa”.
Orfeo anticipa i temi dell’intervista a Schlein
Stasera il direttore Mario Orfeo intervista la segretaria Pd Elly Schlein in piazza Maggiore. Qual è la domanda più difficile da farle? “Domandarle perché tanti elettori hanno votato No al referendum sulla cittadinanza”, risponde Orfeo. “Parleremo molto anche del Governo, dei tagli che fa alle amministrazioni locali, della sua politica fiscale che danneggia i più deboli, e di tutte le cose che non ci piacciono. Ne parleremo con Schlein e con tutti i nostri ospiti”.
Lepore: “I sindaci devono gestire tagli per 8 miliardi di euro”
Il sindaco Matteo Lepore non elude la domanda sui cantieri del tram: “I bolognesi stanno soffrendo ma stiamo facendo un’opera importante. Il tram è di sinistra, perché collega il centro alle periferie. Il tram non lo fa un sindaco, lo fa una città: ringrazio i mille operai là fuori a lavorare, faremo un evento per loro questa estate. I sindaci fanno, ma devono gestire 8 miliardi di euro di tagli. Serve un cartello: è finito lo scaricabarile”. Il direttore Mario Orfeo fa sorridere la platea: “Appena i cantieri sono finiti ci trasferiamo tutti a Bologna”.
Il sindaco Lepore: “Raccontare cosa accade in Medio Oriente”
“Bologna discute, vuole conoscere, si vuole impegnare”, aggiunge il sindaco Matteo Lepore, che ringrazia Repubblica anche per la manifestazione per l’Europa del 6 aprile organizzata in piazza Nettuno assieme alla città di Firenze. “Stiamo accogliendo decine di persone che arrivano da Gaza. Abbiamo bisogno di più manifestazioni, abbiamo bisogno che si racconti cosa succede in Medio Oriente”. De Pascale avverte: “Continueremo ad accogliere e curare chi ha bisogno, ma il nostro tema è fermare le bombe”.
Il governatore De Pascale: “La politica è pigra nell’immaginare il futuro”
Giovanni Egidio, caporedattore di Repubblica Bologna, accoglie sul palco il sindaco di Bologna Matteo Lepore e il presidente della Regione Michele De Pascale. “Immaginare il futuro è una delle pagine più difficili, su cui la politica ha mostrato più pigrizia”, riflette De Pascale pensando al titolo di questa edizione di RepIdee. “Le scelte quotidiane degli amministratori devono avere una visione di futuro. Anche Repubblica delle Idee in questi anni è stato momento di dibattito e confronto che ci ha aiutato a riflettere”.
Metsola: “Bologna è una città di pionieri. Stampa libera strumento di difesa”
In scaletta anche un videomessaggio della presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola: “L’Europa deve mostrare determinazione e coraggio. Senza una stampa libera e indipendente non c’è democrazia, in questi tempi il suo ruolo è essenziale. Grazie per questo spazio di confronto”. Per Metsola sui temi delle guerre e dell’immigrazione “l’Europa è forte solo se è unita. Ha bisogno di tutti, delle vostre idee e della vostra voce”. E poi: “Bologna è una città di pionieri”.
Orfeo: “L’Europa è una delle nostre bussole”
Dalla sala De Berardinis dell’Arena del Sole si apre ufficialmente Repubblica delle Idee 2025. A fare gli onori di casa il direttore Mario Orfeo. “Repubblica si fa con tutti quelli che lavorano per Repubblica, è una comunità che ha un’identità speciale, la sua riconoscibilità la rende alla vigilia dei 50 anni unica nel panorama dell’informazione e dell’editoria italiana. Ma si fa soprattutto con e per i lettori, che sono il nostro termometro. Qui parleremo molto di quello che sta succedendo nel mondo, con grandissimi ospiti italiani e internazionali. L’Europa è una delle nostre bussole: è stata al centro della nostra attenzione con la manifestazione ideata da Michele Serra che ha portato 50mila persone in piazza del Popolo”.
L’inaugurazione in diretta
Con il direttore Mario Orfeo, il presidente della Regione Michele De Pascale, il sindaco di Bologna Matteo Lepore, il capo della redazione di Bologna Giovanni Egidio – e in video la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola – l’inaugurazione di Repubblica delle Idee – Segui la diretta
Pievani: “Il dl Sicurezza per i giovani che vogliono difendere l’ambiente è terrificante”
Telmo Pievani ha criticato il dl Sicurezza. “Mia figlia studia Scienze ambientali, spesso è andata a manifestare con i Fridays for future. Ora se lo fa rischia di essere identificata. È terrificante”.
La lectio di Pievani: “Le amebe? Affrontano le crisi unendosi”
Nella sala Salmon Telmo Pievani, filosofo della biologia, ha aperto i lavori con una lectio che critica le politiche di Donald Trump e affronta le crisi globali, ambientali e sociali, partendo dall'evoluzione delle specie viventi e dalla vita delle amebe. "Sono esseri che sono sopravvissuti per 5 miliardi di anni. Il motivo? Sono organismi unicellulari ma in caso di crisi si mettono insieme e diventano una cosa sola. Hanno inventato la cooperazione e hanno accettato la realtà intorno a loro".
Il cruciverba sui 50 anni di Repubblica
Repubblica delle Idee continua con un gioco. L’Arena del Sole si sta riempiendo di pubblico e appassionati di enigmi. A tenere banco è il cruciverba di Stefano Bartezzaghi, assieme a Gregorio Botta. Al pubblico è stato consegnato uno schema da risolvere, lo stesso proiettato sul maxischermo sul palco. Il tema è la storia del quotidiano, mentre ci si avvicina ai 50 anni dalla fondazione l’anno prossimo. Uno orizzontale: “Natalia?”. Dal pubblico dicono “Augias!”. “Errore”, risponde Bartezzaghi. È Aspesi. Il gioco prosegue con le risposte dal pubblico.
La diretta del “Cruciverba live” con Bartezzaghi e Botta
Il primo degli appuntamenti nella sala De Berardinis dell’Arena del Sole è un “Cruciverba live” sui cinquant'anni di Repubblica con Stefano Bartezzaghi e Gregorio Botta – Segui la diretta video
Il programma di oggi
Il festival si apre con la politica e le interviste a Elly Schlein e Pierluigi Bersani. Si alterneranno tra gli altri Gustavo Zagrebelsky e Massimo Recalcati. In piazza arriva anche il regista palestinese premio Oscar Basel Adra. - Leggi il programma
La rassegna stampa in diretta con Luca Bottura e Laura Pertici
Dalla libreria Coop Ambasciatori il primo appuntamento di RepIdee 2025: Laura Pertici e Luca Bottura commentano insieme i principali fatti del giorno e le prime pagine dei quotidiani.