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Repubblica delle Idee 2025, la diretta. Saviano racconta Rossella Casini. Diego Bianchi e la “social-democrazia”

Repubblica delle Idee 2025, la diretta. Saviano racconta Rossella Casini. Diego Bianchi e la “social-democrazia”
La seconda giornata del festival da Bologna. Molinari: “Trump è il regista della guerra tra Israele e Iran”
1 minuti di lettura

Repubblica delle Idee è alla seconda giornata: tra gli ospiti di oggi, ci saranno Maurizio Landini e Giuseppe Conte per la politica, Corrado Augias e Roberto Saviano per la cultura, Emma per la musica, e ancora Diego Bianchi “Zoro” e Andrea Pennacchi – Prenotati gratis

Punti chiave

Pennacchi chiude la serata con lo spettacolo “Bestie. I confini dell’umanità”

La serata in piazza Maggiore si chiude con lo spettacolo “Bestie. I confini dell’umanità” con Andrea Pennacchi.

Diego Bianchi: “Sarebbe facile fare satira da destra”

Diego Bianchi racconta un aneddoto: “La Russa mi disse che avrebbe voluto una Propaganda live di destra. Eppure sarebbe così facile fare satira da destra”.

Diego Bianchi e la “Social-democrazia”

Diego Bianchi, Zoro, dialoga con Concetto Vecchio di “Social-democrazia” in piazza Maggiore.

Saviano: “Ora Brusca è più libero di me”

Scoppia un applauso da parte del pubblico quando Saviano si allaccia al presente, e parlando dei collaboratori di giustizia, ragiona sul fatto che Giovanni Brusca è ora libero, "più di me". Ma senza la collaborazione di giustizia, sottolinea Saviano, "non si arriverebbe alla conoscenza. Non sapremmo elementi fondanti".

Saviano: “Chi ama cerca la felicità. Rossella ragionava così davanti a un capo inferocito”

Rossella Casini chiede di fermare una faida in nome dell'amore, racconta Saviano sul palco di piazza Maggiore. "Chi ama cerca la felicità. Lei ragiona con questo tipo di argomenti dinnanzi a un capo inferocito e in guerra. Lei è la più stupida e ingenua delle ragazzine o una Giovanna D'Arco? Entrambe le cose. Lei non è contro la mafia in nome dei diritti, ma in nome dell'amore". .

Saviano racconta la storia di Rossella Casini, vittima della 'ndrangheta

Roberto Saviano narra la storia di Rossella Casini, raccontata nel libro L'amore mio non muore, diventato anche spettacolo teatrale. "È sempre emozionante essere in questa piazza. Partire da questa storia per indagare un sentimento è stata per me una sorta di sfida. Incontro la sua storia quasi per caso, perché stavo censendo la storia di donne che avevano pagato con la vita la loro sfida alle organizzazioni criminali". È un libro denso di amore. "Mi ritrovo a dover entrare e cercare di ricostruire la vita di una ventenne toscana che sognava di fare la psicologa, e ho solo una fotografia: tutto il resto è sparito. Ho solo quello sguardo. Viene da chiedersi: ma come sei finita in quei guai? Il suo modo di vivere l'amore è refrattario alle sintassi ordinarie, ho potuto ricostruire".

Roberto Saviano in piazza Maggiore

“Indagine su un amore” è il monologo di Roberto Saviano, salito sul palco di piazza Maggiore (anche lui tra gli applausi).

Zorzi e Astroviktor nel chiostro dell’Arena del Sole

Il pomeriggio nel chiostro dell’Arena del Sole si chiude con due talk: Tommaso Zorzi parla dell’“Eterna danza tra immagine e realtà” mentre Astroviktor spiega “Che cos’è lo spazio”.

Conte: “Lavoro costantemente per un’alternativa a Meloni”

Giuseppe Conte, che non riuscirà a essere in piazza Maggiore per un ritardo ferroviario, ha lasciato un messaggio per la piazza: “Continuo a lavorare costantemente per un’alternativa al governo Meloni”.

Augias: “Perché il 7 ottobre i servizi segreti israeliani non hanno scoperto nulla?”

“Sono sconvolto dall'attacco all'Iran, anche se non credo alla Terza guerra mondiale – continua Augias – Ma questa condizione di guerra strisciante ci fa vivere tutti in uno stato angoscioso e penosissimo. Ho apprezzato, da un punto di vista tecnico, l'azione del Mossad che ha scovato appartamenti degli Ayatollah e dei massimi rappresentati delle forze armate israeliane. Ma se i servizi segreti sono in grado di condurre un'operazione così rischiosa, perché il 7 ottobre del 2023 non hanno scoperto nulla?". Ancora applausi – Guarda la lectio completa

Augias: “Non c’è futuro se non si ha conoscenza del passato”

Come affrontare la rivoluzione dell'IA, la più grande che stiamo affrontando? "Conoscendo la storia. Non c'è futuro se non si ha una conoscenza del passato" è la risposta di Augias. Partono gli applausi della piazza. "Mi fa piacere" dice la firma di Rep. Poi chiede un applauso ancora più convinto. "Capisco di non avere il tono di voce di Landini che non smuove i referendum ma le piazze sì. Il mio tono di voce l'ho imparato dal mio maestro: Eugenio Scalfari”. Ancora applausi.

Augias: “La premier è ondivaga su Trump, Europa e Russia. Non possiamo permettercelo”

"Come popolo nel Novecento ci siamo accaparrati la fama di volta gabbana" esordisce Augias e prosegue "Durante la Seconda guerra mondiale Mussolini vuole entrare in guerra a ogni costo, ignaro del fatto che noi quella guerra non potevano combatterla. Non avevamo né armi né attrezzature. Però il 10 giugno 1940 entriamo in guerra. In ritardo. Il ritardo denota quello che si verifica anche oggi. Vedete che la presidente di consiglio si chiede 'che faccio?'. Trump, l'Europa, la Russia. Siamo ondivaghi, una grande potenza può essere ondivaga. Noi no, dovremmo avere una linea più ferma. Continuiamo a perpetuare nel 2025 gli stessi errori che ci hanno nuociuto durante il Novecento".

Standing ovation per Augias

Standing ovation per Corrado Augias all’arrivo in piazza Maggiore: nella sua lectio si domanda “Ma noi italiani chi siamo?”

De Carlo: “La comicità parte dal fallimento”

Francesco De Carlo è stato il primo comico italiano a esibirsi al Comedy Cellar di New York, il tempio della stand up comedy americana. Sul palco di piazza Maggiore prova a spiegare "Che cosa è l'Italia" chiacchierando con Caterina Giusberti.
"Sto dopo Emma e prima di Corrado Augias, quando me recapita" scherza. "La comicità parte dal fallimento" racconta. "Il lavoro di noi comici è prendere qualcosa che non fa ridere e trasformarlo in una cosa divertente".
Dice del suo spettacolo "Mortacci tour" sull'antica Roma. Il suo personaggio preferito è Nerone. "Un narcisista, che obbligava tutti ad andare ai suoi concerti. Non vi lamentate dei politici di oggi, c'è qualcosa di peggiore di Trump".

Il comico Francesco De Carlo in piazza Maggiore

Il comico Francesco De Carlo sale sul palco di piazza Maggiore: dialoga con Caterina Giusberti dopo un momento di stand-up comedy.

Emma: “Lavoro a un nuovo album”

L'incontro si conclude con un annuncio di Emma: sta lavorando a un nuovo album. "Sto lavorando al mio futuro 'bambino' o 'bambina', quando il disco sarà pronto tornerò"

Emma: “C’è poca ‘sorellanza’, il nemico peggiore delle donne sono le donne stesse”

Poi si parla della questione femminile nella musica: "Le cose stanno cambiando - dice Emma - Ci sono tante donne di successo, poi sicuramente dobbiamo sgomitare un po' di più. In tutti gli ambienti le donne devono lavorare di più. Ma il nemico peggiore delle donne sono le donne stesse. Le cose peggiori me le scrivono le donne. C'è poca sorellanza ma quella che c'è resiste, è reale e può fare molte cose".

Emma: “Rispetto i giovani che decidono di fermarsi, auguro loro di tornare quando vorranno”

Inizia il dialogo con Viola Giannoli, che le chiede perché ha rinunciato a Sanremo, perché ha detto "no grazie", e se anche nella musica c'è il rischio burnout. "Nel mio caso non c’è stato, mi piace solo andare in vacanza come voi. Ma ho grande rispetto per chi decide di fermarsi, auguro ai giovani che lo fanno di tornare quando saranno pronti". E racconta del rapporto con la fama. "Ho un pubblico di belle persone, non ho mai messo filtri con il mio pubblico. Un rapporto diretto. Se è troppo lo dico".

Emma canta in piazza Maggiore

In piazza Maggiore è arrivata Emma: canta la sua Mezzo mondo. Scende dal palco e si mescola con il pubblico cantando Apnea. Poi dialoga con Viola Giannoli.

Marzano: “Quando si attraversa l’anoressia nulla fa più paura”

“Prima di intervenire su Gaza avevo bisogno di aspettare”, spiega Michela Marzano. “Ma non ho paura perché quando una persona attraversa l’anoressia non teme più nulla”.

Landini: “Sbarra sottosegretario? Lui mi accusava di voler entrare in politica”

Landini poi commenta la nomina dell'ex segretario della Cisl, Luigi Sbarra, a sottosegretario al Sud, nominato dalla premier Giorgia Meloni. "Se vi ricordate, anche durante questa campagna elettorale tutti compresi, anche la persona di cui stiamo parlando, da mesi aveva dichiarato che tutto quel che la Cgil sta facendo lo fa perché il suo segretario vuole andare in politica e fare un partito. Proprio quello che ci accusava è andato in politica". Poi, più in generale, Landini rimanda alla valutazione di ognuno su quella nomina. "Io considero l'esperienza sindacale non come un lavoro, ma quasi come una missione, e ho sempre pensato che ci vuole coerenza tra quel che dici e quello che fai, poi ognuno risponde della sua coerenza e della sua coscienza, ma come ha detto qualcuno: il bel tacer non fu mai scritto. Io ho sempre pensato che il sindacato dev'essere un soggetto autonomo e indipendente dai partiti, dai governi e dalle imprese perché devi rispondere alle persone che rappresenta, e deve costruire con quelle persone la sua azione". – Guarda l’intervento

Landini: “La Cgil deve necessariamente cambiare”

"Nell'ultimo mese e mezzo ho girato l'Italia e ho visto una partecipazione come non avevo mai visto – continua Landini – La Cgil ha parlato a tantissime persone con cui non aveva mai parlato. Non è che dopo questo mese e mezzo, due mesi torniamo a fare quello che facevamo prima. La Cgil deve necessariamente cambiare. Deve tornare sui territori e riaprire le camere del lavoro. Non ho ancora i dati precisi sul voto, ma a naso ci sono anche tanti lavoratori dipendenti, magari iscritti alla Cgil, che a votare non sono andati e bisogna capire il perché. In questo Paese c'è una crisi della solidarietà. Solidarietà significa che quelli che stanno meglio sono pronti a battersi per quelli che stanno peggio. E dobbiamo recuperare quella cosa lì”.


Landini: “Non solo il referendum, va cambiata anche la legge elettorale”

"C'è da cambiare anche la legge elettorale, non solo il referendum" e il meccanismo del quorum, dice Landini. "Il quorum nasce in un Paese dove il 95 per cento andava a votare. Oggi sei in una situazione che non hai più legge elettorale proporzionale, hai premi di maggioranza, a votare va il 60-65 per cento quando va bene. La maggioranza prima, con un sistema proporzionale col 95 per cento che votava, rappresentava davvero il corpo elettorale. Oggi hai una contraddizione: dentro al Parlamento chi fa le leggi non rappresenta la maggioranza in questo Paese".

Landini contro il governo: “Dire che non ci sono soldi per aumentare salari è una bugia pura”

Landini all'attacco del governo sul fisco. "La vertenza sul fisco la apriamo noi nei prossimi mesi. Che non significa solo far pagare meno tasse a chi già le paga ma di andare a prendere i soldi dove sono. In questi anni sono aumentati i profitti, lo dice Mediobanca non la Cgil: dal 2019 ad oggi c'è stato un aumento che non ha precedenti nella storia e l'80 per cento di questi utili non è stato reinvestito ma suddiviso tra azionisti. Dire che non ci sono soldi per aumentare i salari è una bugia pura".

Landini: “Maggiori entrate del governo dall’Irpef dei lavoratori dipendenti”

Il segretario Landini ha poi fatto notare che le “maggiori entrate sbandierate dal governo provengono dall’Irpef dei lavoratori dipendenti”.

Referendum, Landini: “Il problema ora è come proseguire la nostra lotta, quelle leggi vanno cambiate”

Maurizio Landini riflette sul referendum: "Per quei 13 milioni che ci hanno votato abbiamo il dovere di non fermarci alle ragioni che ci hanno portato a fare referendum, perché quelle leggi balorde vanno cambiate, il nostro problema è come proseguire questa lotta. Anche perché 13 milioni di persone oggi non possono essere considerate maggioranza, ma nessuno è mai arrivato a questo livello, nemmeno il governo, che ha raccolto il 27% reale di voti ma ha il 55% in Parlamento e può fare le leggi"

Referendum, Landini: “La politicizzazione è stata un problema”

Landini analizza il risultato del referendum: “Un problema per il quorum è stato la politicizzazione del voto. Se diventa un voto pro o contro il governo, questo ha buon gioco nel sottrarsi e nel dire non andate a votare. Avremmo cancellato leggi sia fatte da loro ma anche da altri governi di sinistra, per esempio Renzi”.

Marzano e “La vita fragile”

Michela Marzano parla della “Vita fragile” all’Arena del Sole con Maria Novella De Luca.

Landini in piazza Maggiore

Il segretario generale della Cgil Maurizio Landini apre la giornata in piazza Maggiore con Walter Galbiati e Valentina Conte.

Finanziamento al cinema, Salvatores: “Giusto rivendicare diritti ma stiamo vivendo il peggiore dei mondi possibili”

“Sul problema del finanziamento al cinema pare che il governo abbia deciso come stanziare i finanziamenti – commenta Gabriele Salvatores – È vero che c’è stato un momento in cui i finanziamenti sono stati dati a pioggia, ma era una bolla che si è sgonfiata. Adesso c’è tanta gente senza lavoro, però il cinema è un comparto finanziato mentre ci sono guerre in corso, c’è gente che non riesca a arrivare alla sera. È giusto rivendicare i nostri diritti ma con la coscienza che stiamo vivendo il peggiore dei mondi possibili. Se devo scegliere tra un ospedale o un cinema scelgo un ospedale. Poi credo che la cultura sia fondamentale e non vorrei che il nostro paese avesse paura della cultura: qualsiasi regime autoritario ha avuto paura della cultura”.

Salvatores: “Volevo fare la rockstar ma la perdita dei capelli mi ha fatto cambiare idea”

E ancora, Gabriele Salvatores continua a raccontare: “Volevo fare la rockstar ma la perdita dei capelli mi ha fatto cambiare idea. Mio padre voleva che facessi l’avvocato. Gli ho detto ‘non ce la faccio’, lui è stato bravo e poi mi ha detto ‘se vuoi fai anche l’idraulico ma sii il miglior idraulico’. Mia madre cuciva i costumi per la mia compagnia teatrale e batteva a macchina i copioni. Sono cresciuto con il cinema indipendente americano – Easy Rider, Cinque pezzi facili – l’America che mi piaceva e che forse non c’è più.

Salvatores: “Bologna è una capitale culturale. Grazie per avermi adottato”

Gabriele Salvatores, regista premio Oscar, insieme a Arianna Finos compie un viaggio nel tempo e nello spazio parlando del suo cinema. Rende omaggio al capoluogo emiliano. “Con Bologna ho un rapporto speciale perché è una capitale culturale. È una città che ha fatto la cultura in Italia soprattutto dagli anni Settanta in poi quando è nato il Dams, è stato un punto di rottura: si diceva fosse un covo di drogati, ma ha fatto nascere tantissime cose, il cinema, i fumetti, il teatro. Sono venuto a viverci per due anni. Mi ha adottato, grazie Bologna”.

Salvatores racconta i “Film della nostra vita” da Napoli a NY

Gabriele Salvatores, con Arianna Finos, ripercorre i “Film della nostra vita” da Napoli a New York.

Massimo Bottura: “Ecco perché servo sei tortellini”

Massimo Bottura è profondamente legato alla cultura emiliana, ma “maneggiare la tradizione in Emilia all’inizio è stato difficile – ammette – Mi ha aiutato la cultura: in Emilia non abbiamo le Dolomiti o la costiera amalfitana, per questo siamo stati costretti a creare un paesaggio di idee per vivere la nostra vita come un sogno. Ho sempre guardato la tradizione in maniera critica e non nostalgica”. Semplice da dire, ma difficile da fare. “All'inizio le persone mi guardavano con due occhi così. ‘Ma chi è questo che serve sei tortellini che camminano sul brodo?’ Servivo sei tortellini per raccontare una storia che va dalla montagna al Po. Un critico gastronomico li mangiò tutti in una volta e disse. ‘Sei tortellini sono sempre sei tortellini’. Capii che c'era una montagna da scalare”.

Bottura: “Vivevo a New York, in una settimana ho comprato la mia osteria preferita a Modena che stava per chiudere”

Dall'intelligenza artificiale all'intelligenza gastronomica. Se ne parla nell'Hub Gusto con Eleonora Cozzella, ospite Massimo Bottura, chef patron dell'Osteria Francescana, ristorante con tre stelle Michelin, due volte numero uno nella classifica dei 50 migliori ristoranti del mondo. Bottura ha ripercorso la storia che lo ha portato ad aprire il suo ristorante pluripremiato. “Vivevo a New York, mio fratello mi chiamò e mi disse: stanno vendendo la tua osteria preferita a Modena – racconta – Una settimana dopo ero già a tavola per chiudere il contratto. L'Osteria Francescana è un piccolo ristorante con grandi sogni”.

Bottura svela i segreti della cucina

Massimo Bottura svela i segreti della cucina nell’Hub Gusto con Eleonora Cozzella.

Boscato: “Chi ha talento è chi sa prendere le decisioni migliori”

Cristiano Boscato, che è stato allievo di Umberto Eco ed è semiotico, nonostante guidi un'azienda informatica, dà la sua definizione di talento: "Ne parlo dal punto di vista aziendale. Il 95 per cento dei nostri lavori ha un unico comune denominatore, ha un unico verbo: prendere decisioni. Chi ha talento - spiega - è colui che sa prendere le decisioni migliori, il talento è questo. In questi anni il prendere decisioni è sempre stato associato alle competenze verticali, quindi se sono bravo a fare codici, prendo decisioni su questo. In passato per questo mi sono sentito inferiore rispetto ai miei colleghi ingegneri informatici, ma oggi le materie umanistiche stanno avendo un nuovo revamping, perché abbiamo bisogno di persone che siano in grado di reinterpretare il mondo". Raffaella Campaner sottolinea che l'Alma Mater oggi ha 97mila studenti, con il 14 per cento di studenti che proviene da 142 Paesi diversi. "Da prorettrice vorrei fare viaggiare all'estero tutti e 97mila - spiega - ma per ragioni economiche non posso farlo, ma sono possibilità che cerchiamo di dare il più possibile a tutti. Ma intanto gli studenti internazionali consentono di fare scambi in casa, creando una comunità molto ricca".

Boscato e Campaner parlano di ricerca di talenti e AI generation

"La ricerca dei talenti e la AI generation": è il tema dell’incontro con Cristiano Boscato, ad di Dinova Interacta, e Raffaella Campaner, docente dell'Università di Bologna e prorettrice alle relazioni internazionali. Dialogano con Emanuela Giampaoli.

Inchingolo (Ferrovie dello Stato): “Nelle stazioni e sui treni arriveranno i piatti tradizionali”

Il territorio si può scoprire con Ferrovie dello Stato che mette sul piatto, nei prossimi cinque anni, 100 miliardi di euro che saranno destinati soprattutto in sovrastrutture. “È uno sforzo importante che punta a modernizzare il paese – racconta il manager Giuseppe Inchingolo – Il treno entro 500 chilometri è il mezzo più comodo, ma anche su tratte più lunghe è il più sostenibile. Puntiamo alla sostenibilità con le nostre eccellenze: il Frecciarossa 1000 è al 94 per cento riciclabile, ma i prossimi che arriveranno lo saranno al 97 per cento. Cambiamo la prospettiva della mobilità del Paese grazie all’alta velocità che sarà incrementata fino a 2.700 chilometri, arrivando al Sud. Poi grazie al progetto ‘Stazioni del territorio’, le stazioni diventeranno centri nevralgici ospitando diversi servizi, come spazi di coworking. Inchingolo spiega poi che prossimamente alle macchinette delle stazioni o nei vagoni ristoranti “si potranno trovare prodotti e piatti tradizionali per far vivere un’esperienza italiana. Stiamo cercando di capire come attrezzare i treni per proporre i nostri prodotti che hanno esigenze di conservazione particolari”.

Padre Paolo Benanti: “La ‘mummificazione digitale’ è molto delicata”

Intelligenza artificiale e post-mortem. Interviene padre Paolo Benanti, teologo e già consigliere di papa Francesco in materia di etica e tecnologia: “L'idea di preservare qualcuno dopo la morte è antichissima, ci hanno provato gli egizi millenni fa. Alleviare il momento del lutto con una “copia digitale” del defunto è un passaggio molto delicato. Che succede, per esempio, se la mia copia digitale in mano a una azienda chiede 5 dollari per non trattare male l'utente o per fornire altri servizi? La commercializzazione di questa interfaccia, in un ambito così delicato, dovrà essere necessariamente regolamentata. Ma a questo punto mi chiedo se si tratti di una mummificazione digitale, più che di una copia digitale”.

Cristianini: “Un’IA che esegue gli stessi compiti degli esseri umani? Non siamo lontani”

Di intelligenza artificiale si parla al cinema Modernissimo nell'hub Italian Tech curato da Federico Ferrazza: ospiti Nello Cristianini, docente all'Università di Bath, e padre Paolo Benanti, collegato da Washington, teologo, docente e consigliere di Papa Francesco sull’etica della tecnologia. “Le macchine sono in grado di comprendere anche il linguaggio umano, perché si è passati dalla programmazione all'addestramento dei computer – spiega Cristianini – È possibile che una macchina sia più intelligente di un essere umano? Per compiti specifici la risposta è sì. Negli ultimi 4-5 anni in molte attività l'intelligenza artificiale ha raggiunto e superato l'abilità degli esseri umani, anche se non in tutti i campi. Da qualche anno le grandi aziende di ricerca si stanno spingendo nel campo di quella che definiamo l'intelligenza artificiale generale, ovvero una IA in grado di eseguire gli stessi compiti degli essere umani. Non ci siamo ancora, ma non siamo lontani. Ecco perché nel mio ultimo libro parlo di sovrumano, intendendo tutto ciò che supera i limiti umani. Dovremo abituarci a queste cose”.

Con Inchingolo e Miola alla scoperta dell’Italia

Si parte alla scoperta dell’Italia, un puzzle con tanti colori che compongono un Paese meraviglioso nella sua complessità, con Giuseppe Inchingolo, manager di Ferrovie dello Stato, e Giacomo Miola, vicepresidente Consiglio di Slowfood che festeggerà i suoi 40 anni l'anno prossimo. A condurre il dialogo c’è Aldo Fontanarosa.

Ezio Mauro con il reading su Lenin

Nella sala grande dell’Arena del Sole comincia la lettura scenica de “Il segreto di Lenin” di e con Ezio Mauro. Tratto dal suo libro La mummia di Lenin, lo spettacolo è un viaggio dentro i retroscena dell’imbalsamazione del leader dei bolscevichi, il cui corpo è conservato nel mausoleo nella piazza Rossa a Mosca. Sulle note dell’Internazionale, buio in sala, Mauro ripercorre l’ascesa e la caduta di Lenin.

Benanti e Cristianini si confrontano sull’IA

Al cinema Modernissimo, per l’hub Italian Tech, Paolo Benanti e Nello Cristianini approfondiscono il tema dell’intelligenza artificiale con Federico Ferrazza.

Maruotti (segretario Anm): “Con separazione delle carriere meno democrazia”

Nella Cappella Farnese si discute della riforma delle separazione delle carriere, che è contestata dai magistrati. Secondo Rocco Maruotti, segretario generale dell'Anm, "la separazione dei poteri garantisce i diritti fondamentali, che devono essere preservati. Quindi bisogna stare tutti attenti - avverte - perché dietro a questa riforma della separazione delle carriere, vi è un tentativo di complessivo riassetto dei poteri dello Stato in senso, penso, meno democratico. Questa non è una riforma che interessa solo i magistrati, ma tutti i cittadini".

Lo psicologo Lancini: “La dipendenza da Internet non esiste”

"La dipendenza da Internet non esiste - afferma lo psicologo Lancini - nessuno la sa misurare, invece possiamo dire che la società di oggi è molto pornografizzata nel senso che li riprendiamo in ogni istante della loro vita. Genitori e insegnanti sono come operatori televisivi. Le emozioni sono sovraesposte". E ancora, sul web: ““Internet è il luogo dove oggi gli adolescenti vanno - spiega Lancini - All’inizio pensavamo che lì si sentissero soli invece abbiamo capito che sperimentano la solitudine nel rapporto con i genitori perché con loro non riescono ad affrontare le loro emozioni: paura, tristezza, rabbia. Sono emozioni che disturbano i genitori perché non li fanno sentire adeguati” – Guarda l’intervento integrale

Lingiardi: “L'intelligenza artificiale non ha empatia, il medico sarà insostituibile”

Lo psicanalista Vittorio Lingiardi a conclusione dell'Hub Salute: “L'empatia non è una caratteristica dell'intelligenza artificiale. L'aspetto umano del medico rimarrà insostituibile. La sfida è utilizzare il contributo delle nuove tecnologie per riconoscere ancora di più la componente umana. L'altra sfida riguarda la vigilanza epistemica: a livello scolastico non viene sufficientemente insegnato un approccio scientifico. Insegnare e divulgare in maniera più attenta è fondamentale per formare un pubblico e una società più attenti ai diritti della scienza e del paziente”.

Maruotti e Casolari tra diritto e Costituzione

Nella Cappella Farnese inizia l'incontro "Giustizia e Costituzione" moderato dal capo della redazione di Bologna Giovanni Egidio, con Rocco Maruotti, segretario generale dell'Anm, e Federico Casolari, docente di diritto dell'Europa all'Università di Bologna.

Burioni: “I no-vax come piloti che credono alla terra piatta”

Roberto Burioni cita Giulio Cesare parlando di disinformazione medica. “Gli uomini credono volentieri a quello che desiderano”. “L'irrazionalità – spiega il virologo – può essere amplificata da una libertà che riteniamo fondamentale: la libertà di opinione. La corte suprema statunitense disse che la libertà di parola è sacrosanta, ma non corrisponde al diritto di urlare “al fuoco” in un teatro affollato. Quando leggo quotidianamente che i vaccini causano la morte è come dire che Bologna è in Lombardia. Sono felice che non venga arrestato chi dice che la terra è piatta, ma allo stesso tempo quella persona non dovrebbe essere messa in condizione di guidare un aereo”.

Lancini e Stancanelli scandagliano i problemi degli adolescenti

Lo psicologo Matteo Lancini, autore del saggio Chiamami adulto, e la scrittrice Elena Stancanelli, che ha scritto il libro Ti bacio il cuore, insieme a Laura Pertici immaginano il futuro partendo dalla condizione degli adolescenti, dei figli e dei nipoti, con le loro problematiche.

Burioni: “Il medico non ascolta e conforta più il paziente”

Il virologo Roberto Burioni sulla violenza crescente nei confronti dei medici: “Trent'anni fa i pazienti non si sarebbero sognati di non dare del lei a un medico, figura che veniva considerata un gradino sotto quella del sindaco. Oggi i medici vengono addirittura aggrediti. Questo dice molto di come è cambiato il rapporto con i pazienti. La medicina è diventata troppo paternalistica? Non credo. Forse però il medico, nel diventare un bravissimo scienziato, ha perso quella dimensione fatta di ascolto, di cura, di confronto col paziente. Chi fa medicina deve riconoscere che ha a che fare con persone con timori e paure che vanno ascoltati. Se il medico non riconosce che un elemento molto importante della sua retribuzione è il piacere di confortare le persone, questo è un grosso problema”.

Piccolo: “Noi maschi? Siamo messi male”

“Noi maschi? Siamo messi male – commenta Francesco Piccolo – L’uomo nuovo non esiste diceva Carla Lonzi che cito nel mio ultimo libro (Son qui m’ammazzi, Einaudi). I maschi progressisti pensano di aver risolto la questione. Ma non è così. Un esempio? Io mi ritengo evoluto e progressista. La sceneggiatrice con la quale lavoro mi dice sempre durante le nostre riunioni “aspetta fammi finire di parlare”. Evidentemente, ritengo senza rendermene conto che quello ho da dire sia troppo intelligente e troppo urgente, che non posso aspettare e la interrompo. Ogni volta mi dico che non lo farò più e ogni volta lei mi chiede di non interromperla”.

Lingiardi: “Medicina costantemente sotto processo”

Su sfiducia, rabbia e frustrazione nei confronti della scienza medica incalza Vittorio Lingiardi: “Dobbiamo recuperare fiducia nella medicina che oggi è costantemente sotto processo. La medicina, come tutte le scienze, è il luogo del dubbio, ma anche della cura. Fidarsi dei medici oggi è più difficile, perché lavorano in contesti complessi, trascurati, attaccati da fanatismi e semplificazioni. La relazione tra medico e paziente non può essere più come nell'Ottocento: oggi è vero che questa relazione è più frantumata, ma non bisogna scordarsi il momento della relazione tra medico e paziente come antefatto della cura”.

Piccolo: “Migrante di sinistra mentre anziana che ne ha paura è di destra? È tutto più complesso”

Francesco Piccolo con Dario Olivero sul palco di Repubblica delle Idee risponde a una domanda sul ruolo degli intellettuali: “Io credo che l’impegno degli scrittori sia quello di guardare. Anche se oggi l’automatismo è stare in mezzo alla battaglia. Riconoscersi in una parte politica è naturale. Io mi ritengo di sinistra, ma se fossi in campo avrei difficoltà a guardare quello che non va nella parte politica nella quale mi riconosco. Il referendum? Non mi aspettavo il no alla cittadinanza: non pensavo che la gente andasse a votare per dire no. Credo che il risultato debba farci riflettere. È di sinistra il migrante davanti al supermercato e invece la signora anziana che in cassa ne ha paura è di destra? Le cose sono più complesse di così” – Guarda tutto l’intervento

Burioni: “Medicina alternativa? Bisogna ristabilire un rapporto di fiducia con i pazienti”

Roberto Burioni sottolinea l’importanza di ristabilire un contatto con il paziente: "Le finte terapie oncologiche, le medicine alternative prive di qualunque efficacia penetrano i desideri delle persone e questo ci fa capire quanto ci si debba sforzare per ristabilire un rapporto con i pazienti. La medicina è questione di fiducia".

Roberto Burioni e Vittorio Lingiardi al Modernissimo, Piccolo all’Arena del Sole

Doppio appuntamento alle 15: al cinema Modernissimo, Roberto Burioni e Vittorio Lingiardi dialogheranno con Daniela Minerva sul tema “Salute, il corpo vivente”. Nella sala De Berardinis dell’Arena del Sole, invece, Francesco Piccolo salirà sul palco con Dario Olivero: parleranno dei “Libri della nostra vita”.

Massini: “Trump alimenta la rabbia altrui come il Mein Kampf nel 1924”

RepIdee25, Massini: "Trump alimenta la rabbia altrui come il Mein Kampf fece nel 1924"

Antifascismo, Ponzani: “Smontare mistificazioni del passato e i discorsi delle istituzioni come Meloni”

Michela Ponzani: “Possiamo seminare quanto vogliamo ma se nel discorso pubblico viene demolito l’antifascismo ogni santo giorno, se parlano un linguaggio palesemente eversivo tutti i giorni, non useranno mai quelle parole. Se Ignazio La Russa vuole tenere il busto di Mussolini in casa sua va bene, meno quando diventa presidente del Senato. Noi abbiamo la responsabilità di smontare le mistificazioni del passato, da storica questo è il mio compito, smontare i discorsi dei vertici delle istituzioni, a partire dalla nostra presidente del consiglio Giorgia Meloni”.

Sabbadini: “Se salta la coesione sociale salta la democrazia”

“Se salta la coesione sociale salta la democrazia”, è l’allarme lanciato da Linda Laura Sabbadini. “Una serie di Paesi che non riescono a tenere il ritmo dell’Europa. Siamo ultimi come tasso d’occupazione femminile e giovanile” – Guarda tutto l’intervento

Ponzani: “No al processo alla Resistenza della premier”

Michela Ponzani invita a ricordare la storia: “Invece di avviare ogni anno il processo alla Resistenza come fa ogni 25 Aprile la nostra presidente del Consiglio, occorre ricordare la Resistenza. O meglio quei ragazzi che invece che credere all’odio e alla paura si sono rivoltati a quel progetto antropologico e autoritario, hanno fatto una scelta difficile e dolorosa che ci ha regalato la democrazia”.

Folli: “Il sovranismo è nemico dell’Europa. Ma il nazionalismo è più pericoloso”

“L’Europa vista dall’Italia” è l’incontro che vede confrontarsi il giornalista Stefano Folli con Linda Laura Sabbadini, studiosa di cambiamenti sociali, già direttrice dell’Istat, moderati da Claudio Tito che chiede agli ospiti quali sono i sentimenti degli italiani. “Si sentono profondamente europei – spiega Sabbadini – E c’è un atteggiamento critico nei confronti di Putin e di Trump. Questo può meravigliarci per certi versi perché ci diciamo che c’è una crisi della democrazia, con una tendenza ad andare verso posizioni di destra o sovraniste. Ma nel momento finale del pericolo queste forze non vincono, c’è come una reazione”. “Il sovranismo ha bisogno di un nemico esterno e un forte sentimento di identità unitaria – aggiunge Folli – Il nazionalismo è un po’ diverso dal sovranismo. È nemico dell’Europa ma è meno pericoloso del nazionalismo che per ora si vede soprattutto nei paesi dell’Est. Il sovranismo può integrarsi, mentre il nazionalismo duro e intransigente non è recuperabile”.

Ponzani: “Abbiamo avuto una democrazia senza cultura democratica”

Michela Ponzani aggiunge: “Noi italiani abbiamo rimosso il tema delle guerre che abbiamo scatenato in tutta Europa. Ci eravamo illusi che la pace mondiale potesse riguardarci all’infinito, invece non è così, negli Usa abbiamo Trump, la politica di Israele ha un governo fascista, di ultradestra e colonialista che affama la popolazione civile, è tutto sotto i nostri occhi. Che fare? Ripartire dai principi in Europa sulle libertà immaginati dopo il 1945. Abbiamo avuto una democrazia senza cultura democratica, non possiamo immaginare un futuro se cresciamo generazioni a pane e odio, pane e nazionalismo”.

L’Europa vista da Folli e Sabbadini

Stefano Folli e Linda Laura Sabbadini, assieme a Claudio Tito, danno uno sguardo all’“Europa vista dall’Italia”.

Garimberti: “Putin fuori dal Cremlino? Solo con i piedi all’insù”

Terzo mandato per Trump? "La Costituzione non lo prevede, ma lui continua a ripeterlo. Bisognerà prenderlo sul serio", osserva Molinari. "E anche Putin rischia di uscire dal Cremlino solo con i piedi all'insù e Xi Jinping è avviato sulla stessa strada. E' uno scenario possibile", concorda Garimberti

Molinari: “L’Europa può diventare un satellite tra gli imperi. Rischiamo molto”

"L'Europa in questo scenario è l'anello debolissimo, ha un ritardo clamoroso nella costruzione dell'Europa stessa, non ha mai costruito una politica estera e una difesa comuni" denuncia Paolo Garimberti. "Oggi siamo costretti a pensare un esercito europeo - gli fa eco Maurizio Molinari - perché il futuro sarà con tre imperi: America, Russia e Cina. E l'Europa rischia di essere un satellite, mentre avrebbe dovuto essere uno degli imperi. Bisogna essere onesti: rischiamo molto".

“M, anatomia dei regimi” con Ponzani e Scurati

Michela Ponzani e Antonio Scurati, autore della serie di successo M. Il figlio del secolo su Benito Mussolini, parlano dell’“Anatomia dei regimi” assieme a Carlo Bonini.

Israele-Iran, Garimberti: “Putin si sente forte. E Trump subisce il suo fascino”

"Putin potrebbe avere un ruolo importante - osserva Paolo Garimberti - si sente forte. E Trump subisce il fascino di Putin, ha una fascinazione per queste forme di 'democratura', come è stata chiamata quella del leader russo, per gli autocrati. A Trump piacerebbe spingere sempre più in là il potere del governo rispetto al potere del Congresso. E mentre la Cina si è schierata con l'Iran, Putin si è posto come interlocutore possibile". Molinari definisce Trump "il presidente americano più filo-russo di sempre", davanti al quale Putin alza il tiro. Garimberti sottolinea che la differenza tra Trump e Putin è quella "tra un palazzinaro di Manhattan e un uomo del Kgb. Putin è molto più bravo".

Massini: “Ecco perché Trump dorme più in alto di chiunque a New York”

Stefano Massini prosegue raccontando altri episodi della storia di Trump che chiariscono la sua figura. Quando, a un certo punto, “lui decide di costruirsi la torre più alta di tutta Manhattan, per dormire più in alto di chiunque altro. Scopre che non si può, per una legge esistente sugli edifici privati. Al suo avvocato viene un’idea. Alla base dell’edificio privato col nome di Trump a caratteri cubitali, si crea uno sventramento totale, con negozi, boutique, caffè: chiunque potrà entrare, e l’edificio sarà ibrido, né pubblico né privato. Trump arriva a 202 metri di altezza, 58 piani. Dorme più in alto di chiunque altro a Nyc, e nessuno può dirgli niente. Lui si è vantato più volte di questo: “Quando lo Stato ti proibisce qualcosa, tu trovi sempre il modo di aggirare la norma e usarla a tuo vantaggio”. Ricordo che questo è il presidente degli Stati Uniti. Se da questa parte dell’oceano il danaro era lo sterco del diavolo, negli Usa invece il modo di rapportarsi con i soldi è completamente diverso: vengono detti, manifestati. Lui ha una totale osmosi con l’oro: nelle scritte, dei lingotti, la card d’oro con la sua effigie sopra” – Guarda l’intervento integrale

Israele-Iran, Molinari: “Trump è il regista di questa guerra”

Maurizio Molinari analizza il conflitto in corso in Medio Oriente: "Se i missili iraniani la notte scorsa avessero fatto 1.000 o 2.000 morti, e non solo due come è avvenuto solo per caso, Israele non avrebbe esitato un'ora a usare tutte le armi che ha a disposizione. Ma non c'è dubbio che il regista di questa guerra sia Trump che vuole l'accordo con l'Iran. Ha promesso agli americani di porre fine ai conflitti, ma visto che per le resistenze di Putin non riesce a fare la pace in Ucraina, cerca l'accordo con Iran".

Garimberti e Molinari raccontano “Come cambia l’America”

"Come cambia l'America" è il tema dell'incontro tra i due editorialisti di Repubblica Paolo Garimberti e Maurizio Molinari. All'indomani dell'attacco di Israele all'Iran cercano di fare il punto sullo scacchiere geopolitico. A partire dalla domanda che tutti si fanno: "Cosa farà Trump?".

Massini: “Trump è post-democratico, è insieme destra e sinistra”

Per parlare di Donald Trump bisogna partire dalla “B” di business. Da questo concetto comincia “L’alfabeto di Trump” di Stefano Massini, che dialoga con Stefano Cappellini all’Arena del Sole in una sala De Berardinis piena. “Come iniziò la mia storia con Trump? Nel novembre 2016 andai a New York a presentare un mio libro all’indomani della sua prima storica vittoria. Passai attorno a Central Park e idi una marea di persone che protestava sotto la Trump tower. Lui scese e fece un gesto tremendo in faccia a questa gente. Ma voi ve lo immaginate Mattarella che fa la stessa cosa? Questo mi ha fatto venire voglia di approfondire chi era quella persona: è incredibile, letteralmente, che col suo trascorso sia arrivato alla Casa Bianca. Noi dall’Italia, ne sono convinto, non abbiamo in realtà capito chi è Trump. E’ oltre ogni forma di classificazione con i nostri schemi. È una figura che si presenta non solo come non-sinistra e non-destra, ma come colui che è antesignano di un modo ultra e post-democratico di concepire le istituzioni. Lui è l’opposizione di se stesso, perché incarna l’io e l’anti io. Lui incarna il bisogno di felicità che è riportato nella Costituzione americana”.

L’alfabeto di Trump con Massini e Cappellini

L’alfabeto di Trump con lo scrittore Stefano Massini e il vicedirettore Stefano Cappellini ora sul palco della sala De Berardinis.

Turismo, il caso di Cavallino Treponti: “In Italia non ci conoscono ma a Monaco di Baviera sì”

Il programma della sala Salmon si apre con un dibattito sul futuro del turismo con la sindaca di Riccione Daniela Angelini e quella di Cavallino Treporti, Roberta Nesto. Ne parlano con Giulia Cimpanelli. Quello di Cavallino Treponti è un caso: “La nostra è la prima destinazione balneare in Italia e accoglie soprattutto turisti tedeschi: in Italia non è conosciuta ma se andiamo a Monaco di Baviera sì – spiega Nesto – Come tutte le città balneari siamo a fisarmonica, abbiamo 13.500 residenti ma oggi quando sono partita eravamo in 150mila, ma i servizi, il demanio, la raccolta della nettezza urbana e sanità vengono tarate sui numero dei residenti. Chiediamo che ci siano provvedimenti come è già stato fatto per le comunità montane. È una battaglia di sopravvivenza” – Guarda tutto l’incontro

Veneziani: “Cercare i dettagli che vanno oltre il visibile per portare i capolavori del passato nel futuro"

Tutte le poltrone della sala De Berardinis sono occupate. Come rendere interessante un’opera d’arte nel 2025? Perché i capolavori del passato ci parlano ancora? Dalla Merda d’artista di Piero Manzoni all’orinatoio di Duchamp “passando per i social che offrono immagini anche delle nostre tasche”, Jacopo Veneziani mostra al pubblico alcune opere partendo dal concetto di punctum, “dettagli e particolari che fanno entrare gli osservatori dentro le opere d’arte attraverso un particolare che punge chi guarda”. Ecco allora gli angeli e i demoni nella “Morte di San Francesco”, attribuito a Giotto, ad Assisi, oppure la tenda che cela il cardinale Filippo Archinto in Tiziano. E ancora “il volto malvagio in un dipinto di Rosso Fiorentino che sembra uscito da un film di fantascienza”. In un mondo dove “il tempo medio di permanenza davanti a un’opera d’arte nei musei è di 8 secondi”, per Veneziani occorre oggi “cercare quei dettagli che permettono di andare oltre il visibile, per traghettare i capolavori del nostro passato nel futuro" – L’intervento integrale

Jacopo Veneziani sul “Futuro nei capolavori della pittura”

Lo storico dell’arte Jacopo Veneziani apre la seconda giornata di RepIdee nella sala De Berardinis dell’Arena del Sole con una lezione sul “Futuro nei capolavori della pittura” – Guarda la diretta

Il programma della seconda giornata

Ecco il programma della seconda giornata di Repubblica delle Idee, tra Arena del Sole, piazza Maggiore, cinema Modernissimo e Cappella Farnese. Tra gli ospiti Maurizio Landini, Giuseppe Conte, Corrado Augias, Roberto Saviano, Emma, Diego Bianchi “Zoro” e Andrea Pennacchi. – Come prenotarsi

La rassegna stampa con Bottura e Pertici

Luca Bottura e Laura Pertici commentano i principali fatti del giorno dalla libreria Coop Ambasciatori – Segui la diretta

In piazza Maggiore Francesco De Carlo

Sul palco di piazza Maggiore è salito il comico Francesco De Carlo.

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