Venezia 77, aspettando il Leone: stasera la cerimonia, e l'Italia spera
dalla nostra inviata CHIARA UGOLINI
Mancano poche ore alla cerimonia di un'edizione diversa da qualunque altra. Gli italiani sperano. Molte le candidate femminili, sul fronte maschile l'unico nome che si fa è quello dell'attore ucraino naturalizzato inglese Alec Utgoff. Nel corso della cerimonia, per la prima volta un cantante salirà sul palco: sarà Diodato con la sua 'Adesso'
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Mancano poche ore alla serata che concluderà la settantasettesima edizione della Mostra d'arte cinematografica di Venezia, un'annata speciale che rimarrà nella storia per aver sfidato, e per il momento vinto, la paura da coronavirus. La cerimonia, condotta ancora dalla madrina Anna Foglietta, avrà un doppio contributo: la poesia nove marzo duemilaventi che ha emozionato durante il lockdown e che sarà letta dalla drammaturga Mariangela Gualtieri e Diodato,che dopo aver conquistato Sanremo e premio David, si prepara a incantare il pubblico anche nella Sala Grande del Palazzo del cinema con la sua Adesso. Al di là dello show, trasmesso in diretta stasera a partire dalle 19 su Rai Movie, Rai Play, in streaming sul sito ufficiale e sui social della Biennale di Venezia, gli occhi sono tutti puntati su premi e vincitori.
In questa edizione diversa da qualunque altra, che ricorderemo per le mascherine, le docce di gel, le attività distanziate e i saluti da lontano, e che speriamo non debba ripetersi, un'edizione senza gli studios ma con tanto cinema europeo, in cui gli americani si sono collegati via zoom e chi è arrivato si è sottoposto a tre tamponi, ci sono stati molti film italiani che si sono difesi benone. Per questo potrebbero avere uno spazio nel palmares, soprattutto le due registe, Emma Dante e Susanna Nicchiarelli, che hanno buone chance di vedere i loro film, Le sorelle Macaluso e Miss Marx premiati dalla giuria di Cate Blanchett. Ma poi chissà che anche Gianfranco Rosi e il suo Notturno, a sette anni dal Leone d'oro per Sacro GRA, ottenga un riconoscimento.
C'è l'imbarazzo della scelta per le interpretazioni femminili, mentre sul fronte Coppa Volpi maschile l'unico nome che si fa è quello dell'attore ucraino naturalizzato inglese Alec Utgoff, protagonista del film polacco a quattro mani di Malgorzata Szumowska e Michal Englert Non ci sarà mai più la neve, che i fan di Stranger Things riconosceranno subito come lo scienziato russo che non parla una parola di inglese "Smirnoff", come viene ribattezzato dallo sceriffo Hopper, e che in questo film interpreta un misterioso e talentuoso massaggiatore russo che entra nelle case di famiglie borghesi sconnesse e le ricontatta con i loro bisogni e sogni più intimi.
Se Venezia avesse fatto la stessa scelta del festival di Berlino, di unificare i riconoscimenti agli interpreti in un generico miglior performance (sia maschile che femminile) abbinandogli quella alla miglior performance non protagonista, abbiamo la netta sensazione che quest'anno avremmo visto due attrici salire sul palco. Perché sono tanti i personaggi femminili intensi che sono rimasti nel cuore degli spettatori: le due donne innamorate di The World to come che lottano nel duro mondo dell'America delle fattorie del far west, Katherine Waterston e Vanessa Kirby, la quale è in corsa anche per la sua performance di madre distrutta dal dolore di aver perso il figlio neonato nel film ungherese Pieces of a woman. E poi Romola Garai, figlia più piccola di Karl Marx, donna vitale e combattiva, una vita dedicata a migliorare le condizioni dei più deboli, protofemminista eppure così tormentata per la sua vita privata in Miss Marx, ma anche il cast tutto al femminile del film di Emma Dante, dodici attrici per interpretare cinque sorelle. In corsa per la Coppa Volpi femminile c'è naturalmente anche Frances McDormand, straordinaria protagonista diNomadland, ultimo film in gara ma anche tra i favoriti al Leone.
Per il momento l'unica certezza è quella del Leoncino d'oro assegnato ieri da un gruppo di dieci diciottenni provenienti da tutta Italia, alcuni appena diplomati in lockdown, altri che stanno per iniziare l'ultimo anno di liceo, e che hanno scelto di premiare il film distopico messicano Nuevo Orden di Michel Franco. Che racconta una società dove nel bel mezzo del matrimonio di una rampolla di buona famiglia esplode una rivoluzione popolare violentissima che finisce repressa in un colpo di stato militare. Ecco la motivazione: "Le disturbanti immagini di un futuro distopico si rincorrono in un violento crescendo che porta alla caduta della società nel baratro del caos. Per aver mostrato scenari inquietanti, proprio perché plausibili, per aver magistralmente diretto un’opera indispensabile, che si presenta come un severo monito per lo spettatore e per aver lanciato un messaggio universale sulla necessità di agire prima che sia troppo tardi". Chissà che non ci sia anche lui stasera sul palco della Sala Grande.