“La sfida a Canelo gliela ho lanciata. Non mi ha risposto ma io intanto ci ho provato”. Se, come diceva Galileo, “Chi mira più in alto si differenzia più altamente”, allora Ivan Zucco è uno da tenere d’occhio visto che ha pensato bene di provare ad affrontare il re della categoria, il messicano Canelo Alvarez. Il peso supermedio di Verbania, 27 anni, stasera contro il francese Baptiste Castagnaro, sarà uno dei protagonisti della riunione che Repubblica trasmetterà live streaming stasera a partire dalle 20 e che vedrà impegnato anche il fortissimo spagnolo Sandor Martin, uno in attesa di sfida mondiale. Un due giorni di boxe, visto che domenica 16 si replicherà con due match titolati nell’ambito di una serata dedicata alla leggenda Primo Carnera.
Zucco, l’artista del ko
Alvarez a parte, oggettivamente fuori portata, Zucco è uno dei pugili più interessanti del panorama nazionale. La vittoria contro l’inglese Brown per strategia e gestione del match è stato il primo salto di qualità verso livelli internazionali molto interessanti. Un match vinto ai punti, anche se Zucco ha pugni pesanti che ne fanno una sorta di artista del ko: su 17 incontri disputati e tutti vinti, ne ha risolti 14 pima del limite. “Il ko è adrenalinico, mi piace e non lo nego. Ma non salgo mai sul ring con l’idea del ko a ogni costo, mi farebbe commettere errori e mi esporrebbe alla boxe di rimessa dei miei avversari”. Un po’ come capitato in occasione con il serbo Nikolic, quando ha conquistato l’internazionale Wbc, quando ha preso un colpo che gli ha fatto rischiare il tappeto: “Invece mi ha fatto solo incazzare. Basta andare a vedere come è finito quell’incontro, ko alla seconda ripresa”.
Il padre ex pugile e allenatore
Zucco ha una passione polivalente per lo sport (“ho provato con basket, calcio, karate, nuoto, rugby”), però la boxe lo ha catturato nel nome del padre: “Nasce tutto da lui, che è anche il mio allenatore. E’ stato un buon pugile amatoriale, voleva passare professionista ma a 21 anni si è dovuto fermare per un problema fisico”.
Social ma non troppo. Tanto conta il ring
Perito informatico, nel presente e nel futuro c’è però vede solo la boxe: “Per fortuna, ma anche per merito, sono di quelli che in Italia riesce a vivere dei proventi del pugilato”. Pacchetto completo, compresi i social: “Ci sono pugili, anche molto forti, che li ignorano. Penso invece che al giorno d’oggi un pugile deve essere attivo anche da quale punto di vista. Poi certo, se vai dul ring e non combini niente non c’è post che tenga…”. Determinazione sul ring, tanta normalità fuori: “Sono single, quando non mi alleno esco con gli amici, vado ai concerti. Insomma sono un ragazzo come tanti altri”. Stasera Castagnaro: “Prometto di fare un bel match e portare a casa un’altra vittoria. Entro la fine dell’anno voglio fare un match che mi faccia conoscere definitivamente a livello mondiale”.