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Guido Vianello: “Joshua lo affronterei anche oggi. Sono stato sul ring con Dubois, da sparring mi evitò. Posso batterlo”

Guido Vianello con Daniel Dubois 

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Il peso massimo romano, in grande ascesa, torna sulla sfida di sabato scorso a Wembley e lancia la sfida per arrivare al titolo mondiale
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“Joshua lo affronterei anche domattina. In quanto a Dubois, sono sicuro di poterlo battere”. Guido Vianello, romano, 30 anni: è da poco entrato nella classifica dei primi 15 pesi massimi al mondo per la Wbc, significa che è papabile per una sfida mondiale. Anche lui ovviamente ha assistito alla notte di Wembley per il titolo Ibf, quella del probabile tramonto di Anthony Joshua: “Penso che AJ abbia finito le cartucce, ormai sente esageratamente tutti i colpi che gli arrivano. Certo, è sempre un colpitore temibile e quando ha fatto scattare il destro Dubois è andato indietro e ha sbarrato gli occhi. Glielo avevo visto fare anche quando era sul ring con me”.

Vianello: “Dubois due anni fa mi era superiore, ma le cose ora sono cambiate”

Già, perché pur non essendosi mai affrontati, Vianello e Dubois hanno fatto sedute di sparring: “La prima volta un paio di anni fa. Entrambi ci stavamo preparando a un match e c’era differenza a suo favore, devo ammetterlo. Poi ci siamo ritrovati sei mesi f…

“Joshua lo affronterei anche domattina. In quanto a Dubois, sono sicuro di poterlo battere”. Guido Vianello, romano, 30 anni: è da poco entrato nella classifica dei primi 15 pesi massimi al mondo per la Wbc, significa che è papabile per una sfida mondiale. Anche lui ovviamente ha assistito alla notte di Wembley per il titolo Ibf, quella del probabile tramonto di Anthony Joshua: “Penso che AJ abbia finito le cartucce, ormai sente esageratamente tutti i colpi che gli arrivano. Certo, è sempre un colpitore temibile e quando ha fatto scattare il destro Dubois è andato indietro e ha sbarrato gli occhi. Glielo avevo visto fare anche quando era sul ring con me”.

Vianello: “Dubois due anni fa mi era superiore, ma le cose ora sono cambiate”

Già, perché pur non essendosi mai affrontati, Vianello e Dubois hanno fatto sedute di sparring: “La prima volta un paio di anni fa. Entrambi ci stavamo preparando a un match e c’era differenza a suo favore, devo ammetterlo. Poi ci siamo ritrovati sei mesi fa, prima del mio incontro con Ajagba e del suo con Hrgovic, e stavolta sono stato almeno al suo livello”.

Il retroscena

Il tutto con un retroscena: “Facciamo una prima sessione in cui vado in crescendo. Prima della seconda il suo manager mi chiama mi chiede dei soldi per fare altre sessioni. Accetto, mi serviva un pugile tosto per allenarmi. Ma dopo la seconda seduta lui sparisce. Si è inventato che gli faceva male la mano, ma sono tornato lì per allenarmi con Tony Yoka (francese, ex campione olimpico, ndr) e lui era ancora lì. Quindi era una scusa…”.

I programmi con Bob Arum

Vianello svolge la sua attività negli Stati Uniti, dove ha disputato tutti i suoi match tranne uno a Roma e un altro in Canada, l’ultimo – il suo migliore – vinto contro Makhmudov. Il suo promoter è una leggenda come Bob Arum, uno che ha avuto tra i suoi pugili anche Muhammad Ali: “E’ contentissimo, è venuto in Canada per me. E quando è finito il match con la mia vittoria aveva gli occhi lucidi, dice che nei miei vede la speranza”. Insomma, Guido è ormai abituato alle luci sfavillanti della boxe Usa: “Ma complimenti agli inglesi, lo spettacolo che hanno allestito a Wembley è stato straordinario. Novantaseimila spettatori non sono una cosa che si dimentica. E sul ring due giganti si sono affrontati a viso aperto, forse troppo. E ripeto, avrei fatto valere la mia velocità”.

Riad o una riunione negli Usa

Insomma, un Vianello carico che punta altissimo (“Sono cresciuto anche mentalmente, anche per merito del mio allenatore Simone D’Alessandri con il quale c’è connessione assoluta”). A iniziare dal prossimo incontro: “Mi piacerebbe essere nella card di Riad il prossimo 21 dicembre in occasione della rivincita tra Usyk e Fury. Se non dovesse essere in Arabia, negli Usa a gennaio in un main event”. E l’avversario? “Vanno bene tutti, posso dire uno che incontrerei più in la e non subito: Martin Bakole (colosso del Congo in grande ascesa). Ma se la strada per arrivare al titolo mondiale mi portasse anche adesso sulla sua strada, non mi tirerei indietro”.

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