Joachim Loew (ansa)

Germania, tocca ai campioni in carica. Loew: ''Siamo pronti, ma sono migliorati tutti''

I tedeschi sfidano all'esordio il Messico: ''Il Mondiale è una cosa speciale per tutti, anche per chi l'ha già conquistato. Difficile vincere due volte di fila, ma ci crediamo. Neuer? E' perfettamente guarito''

2 minuti di lettura
MOSCA - Arrivano i campioni, finalmente. Al Luzhniki di Mosca la Germania di Joachim Loew esordisce contro il Messico (domenica alle 17 italiane): "Siamo carichi, non vediamo l'ora di scendere in campo. Il Mondiale è una cosa speciale per tutti, anche per chi l'ha già vinto".
Le è piaciuta Portogallo-Spagna?
"Certamente. Già la grande partita inaugurale, con la vittoria della Russia, ha permesso alla nazione ospitante di entrare bene nella competizione, con l'entusiasmo giusto, e questo è un bene per tutto. Poi Portogallo-Spagna ci ha detto che la Coppa è iniziata, con tutti i crismi. Partita fantastica, enorme tensione agonistica e grandi campioni in campo, emozioni, tutto. Abbiamo visto cos'è il Mondiale. Adesso tocca a noi".
Siete più forti di quattro anni fa?
"Tutte le squadre cambiano, si evolvono, a volte migliorano. Noi ci sentiamo migliorati, abbiamo l'esperienza di chi ha già vinto nel 2014 o di chi già era presente fin dal 2010, ci abbiamo aggiunto i nostri migliori giovani. Ma anche le altre nazionali hanno fatto passi in avanti. Il Brasile è sicuramente migliore di quattro anni fa. La Spagna e la Francia pure. L'Inghilterra, non dimenticate l'Inghilterra. Sono nazionali con giocatori di primissimo livello, che appartengono ai migliori club del mondo e che disputano le partite più importanti ogni anno. Quindi ci sarà enorme equilibrio".
Sogna un altro 7-1 in semfinale, come in Brasile?
"Niente affatto. Il sogno o la speranza, anzi l'ambizione, è di arrivarci in semifinale, e di vincerla, e di andare in finale. Un 7-1 in semifinale alla squadra padrona di casa, che per giunta era il Brasile, è qualcosa di irripetibile".
Ma lei che sensazioni ha? Le stesse del 2014 o diverse?
"Le ambizioni sono le stesse: arrivare in fondo. Le qualità per farlo ci sono, vedremo se riusciremo a mettere in pratica quello che sappiamo fare. E' molto difficile vincere due Mondiali di fila, l'ultimo a riuscirci fu il Brasile nel 1958 e 1962, anche perché in quattro anni cambiano molte cose. Però ci crediamo. Avverto la tensione giusta, anche i dubbi giusti, perché alla vigilia di una World Cup tutti hanno dubbi, e non vedono l'ora di scendere in campo per scioglierli, o per affrontarli. Per esperienza so che in un torneo simile bisogna vivere giorno per giorno e partita dopo partita, come se ognuna fosse la finale. Mai pensare troppo più in là. Ora c'è il Messico e quello è il nostro obiettivo, niente altro. Squadra veloce in attacco, con giocatori pericolosi palla al piede e nell'uno contro uno. Li abbiamo studiati bene e sappiamo di dover fare attenzione".
Manuel Neuer viene da una stagione in cui ha giocato solo tre partite ufficiali, l'ultima a settembre 2017: secondo lei è davvero pronto?
"L'ho visto allenarsi ogni giorno nell'ultimo mese, ha sempre partecipato a ogni seduta di lavoro. E' tranquillo, il piede infortunato è perfettamente guarito, lui è stabile, sicuro. Lo vedo reattivo, rapido, coi riflessi giusti. Davvero non ha problemi. Ultimamente ho rivisto il Neuer di sempre".
Vi presentate col vecchio portiere ma col nuovo centravanti, Timo Werner del Lipsia, 22 anni.
"E' con noi dallo scorso anno, in Confederations Cup ha fatto bene, e anche dopo. La sua dote più evidente è la rapidità nei movimenti, da cui scaturisce la sua capacità di dare profondità alla manovra, creando variazioni. Ha dunque caratteristiche fondamentali per esaltare il nostro modo di giocare. In più segna tanto. Abbiamo molta fiducia in lui. Ma anche in Draxler, che un anno fa era il nostro capitano e che è uno dei miei preferiti, per il suo talento e la sua personalità. Ozil? Si è allenato bene, è pronto, ma la formazione non ve la dico perché ho ancora 2-3 dubbi e prima ne devo parlare coi giocatori".