MILANO - Il Monte dei Paschi di Siena crolla in Borsa e trascina al ribasso il listino principale milanese, che chiude in rosso dello 0,77%. Il titolo Mps ha perso oltre otto punti percentuali, travolto dallo scandalo derivati, che ha costretto alle dimissioni da presidente dell'Abi Giuseppe Mussari, ex numero uno dell'istituto senese a cui vengono constestati i casi Alexandria e Santorini. Per Rocca Salimbeni è così andato in fumo - nel giro di due giorni - il rally scattato dopo l'annuncio del 7 gennaio dell'allentamento dei requisiti di liquidità di Basilea 3. Nel resto d'Europa, Parigi ha ceduto lo 0,39%, mentre Londra è avanzata dello 0,34% e Francoforte l'ha seguita a ruota (+0,19%).
Dopo le buone trimestrali di Google e Ibm diffuse nella serta di martedì, Wall Street tratta con gli indici in leggero rialzo. Alla chiusura degli scambi in Europa, il Dow Jones segna +0,3% in linea con il Nasdaq, mentre lo S&P 500 è sulla parità. Pesano ancora in modo negativo le misure anti-deflazionistiche annunciate ieri dalla Banca del Giappone cui si aggiungono i timori per le trattative negli Usa sul debito americano: la più grande minaccia per l'economia globale secondo gli esperti interpellati da Bloomberg, che si potrebbe sbloccare con un'estensione dei termini di sforamento del tetto al debito fino al 19 maggio da parte della Camera.
L'euro chiude stabile sotto quota 1,33 dollari. La moneta unica passa di mano a 1,3279 dollari dopo aver toccato un massimo di 1,3354 dollari. Lo yen è in rialzo dopo che i mercati hanno accolto con delusione le misure della BoJ che partiranno dal 2014. L'euro è scambiato a 117,59 yen mentre il dollaro/yen è a quota 88,53. Il differenziale di rendimento tra Btp e Bund si allarga in area 265 punti base, con i titoli italiani che rendono il 4,18%. Sul versante obbligazionario il Portogallo, che sta offrendo sul mercato il primo bond dal salvataggio del 2011 (con scadenza ottobre 2017), sta procedendo con una raccolta ordini superiore alle aspettative oltre 8 miliardi.
Sul fronte macroeconomico è andata meglio delle attese l'economia spagnola, scesa meno del previsto nel 2012 segnando una flessione dell'1,3% secondo la Banca di Spagna. In Gran Bretagna la disoccupazione è scesa ai minimi dal 2011 al 7,7%, mitigando sui mercati la delusione per il sensibile peggioramento della fiducia delle imprese francesi, calata a gennaio ai minimi dal gennaio 2009, dopo un lieve miglioramento a fine 2012. Quest'ultimo dato è stato reso noto dall'Istituto di statistica Insee, che ha precisato che l'indice che misura l'andamento degli affari delle imprese dell'Esagono è sceso di 3 punti rispetto a dicembre, a quota 86 a gennaio, collocandosi "di gran lunga al di sotto della media a lungo termine", pari a 100 punti. Negli Stati Uniti, infine, si è registrata la crescita del 5,6% dei prezzi delle case nei dodici mesi conclusi lo scorso novembre.
A condizionare la seduta, si diceva, il terzo ribasso consecutivo alla Borsa di Tokyo, che ha toccato i nuovi minimi da tre settimane scontando la delusione degli investitori nipponici per le misure anti-deflazionistiche annunciate ieri dalla Banca del Giappone, causa a sua volta di un incremento delle prese di beneficio. Alla tendenza negativa ha inoltre contribuito un nuovo rafforzamento dello yen sui mercati valutari, penalizzante per i comparti maggiormente esposti sul fronte dell'export. In chiusura l'indice Nikkei dei 225 titoli-guida è piombato così a quota 10.486,99 dopo aver bruciato 222,94 punti pari al 2,08%. Il premier giapponese, Shinzo Abe, ha quindi annunciato un cambiamento "che fa epoca" alla Boj: l'intenzione è quella di cambiare politica monetaria e nominare un nuovo governatore più in sintonia con le posizioni del governo, quando scadrà, entro due mesi, il mandato dell'attuale numero uno, Masaaki Shirakawa.
Sul fronte delle materie prime, il prezzo del petrolio si muove in calo a New York, dove fa segnare una flessione dello 0,2% a 96,49 dollari in corrispondenza della chiusura delle contrattazioni europee. In calo anche l'oro, quotato a 1.686,2 dollari l'oncia (-0,4%).
Dopo le buone trimestrali di Google e Ibm diffuse nella serta di martedì, Wall Street tratta con gli indici in leggero rialzo. Alla chiusura degli scambi in Europa, il Dow Jones segna +0,3% in linea con il Nasdaq, mentre lo S&P 500 è sulla parità. Pesano ancora in modo negativo le misure anti-deflazionistiche annunciate ieri dalla Banca del Giappone cui si aggiungono i timori per le trattative negli Usa sul debito americano: la più grande minaccia per l'economia globale secondo gli esperti interpellati da Bloomberg, che si potrebbe sbloccare con un'estensione dei termini di sforamento del tetto al debito fino al 19 maggio da parte della Camera.
L'euro chiude stabile sotto quota 1,33 dollari. La moneta unica passa di mano a 1,3279 dollari dopo aver toccato un massimo di 1,3354 dollari. Lo yen è in rialzo dopo che i mercati hanno accolto con delusione le misure della BoJ che partiranno dal 2014. L'euro è scambiato a 117,59 yen mentre il dollaro/yen è a quota 88,53. Il differenziale di rendimento tra Btp e Bund si allarga in area 265 punti base, con i titoli italiani che rendono il 4,18%. Sul versante obbligazionario il Portogallo, che sta offrendo sul mercato il primo bond dal salvataggio del 2011 (con scadenza ottobre 2017), sta procedendo con una raccolta ordini superiore alle aspettative oltre 8 miliardi.
Sul fronte macroeconomico è andata meglio delle attese l'economia spagnola, scesa meno del previsto nel 2012 segnando una flessione dell'1,3% secondo la Banca di Spagna. In Gran Bretagna la disoccupazione è scesa ai minimi dal 2011 al 7,7%, mitigando sui mercati la delusione per il sensibile peggioramento della fiducia delle imprese francesi, calata a gennaio ai minimi dal gennaio 2009, dopo un lieve miglioramento a fine 2012. Quest'ultimo dato è stato reso noto dall'Istituto di statistica Insee, che ha precisato che l'indice che misura l'andamento degli affari delle imprese dell'Esagono è sceso di 3 punti rispetto a dicembre, a quota 86 a gennaio, collocandosi "di gran lunga al di sotto della media a lungo termine", pari a 100 punti. Negli Stati Uniti, infine, si è registrata la crescita del 5,6% dei prezzi delle case nei dodici mesi conclusi lo scorso novembre.
A condizionare la seduta, si diceva, il terzo ribasso consecutivo alla Borsa di Tokyo, che ha toccato i nuovi minimi da tre settimane scontando la delusione degli investitori nipponici per le misure anti-deflazionistiche annunciate ieri dalla Banca del Giappone, causa a sua volta di un incremento delle prese di beneficio. Alla tendenza negativa ha inoltre contribuito un nuovo rafforzamento dello yen sui mercati valutari, penalizzante per i comparti maggiormente esposti sul fronte dell'export. In chiusura l'indice Nikkei dei 225 titoli-guida è piombato così a quota 10.486,99 dopo aver bruciato 222,94 punti pari al 2,08%. Il premier giapponese, Shinzo Abe, ha quindi annunciato un cambiamento "che fa epoca" alla Boj: l'intenzione è quella di cambiare politica monetaria e nominare un nuovo governatore più in sintonia con le posizioni del governo, quando scadrà, entro due mesi, il mandato dell'attuale numero uno, Masaaki Shirakawa.
Sul fronte delle materie prime, il prezzo del petrolio si muove in calo a New York, dove fa segnare una flessione dello 0,2% a 96,49 dollari in corrispondenza della chiusura delle contrattazioni europee. In calo anche l'oro, quotato a 1.686,2 dollari l'oncia (-0,4%).