MILANO - Bruxelles ha promosso gli sforzi di rigore compiuti dall'Italia, e ora lascia spazio alle misure per la crescita. Così Piazza Affari tira un sospiro di sollievo e - come il resto d'Europa - non segue la scia dei pesanti ribassi di Tokyo. Il commissario Olli Rehn ha ufficializzato che mercoledì proporrà l'uscita del Belpaese dalla procedura comunitaria che mette sotto osservazione chi ha un deficit troppo elevato; un provvedimento che per l'economia tricolore significa 12 miliardi di risorse liberate. Un "tesoretto" da spendere secondo le indicazioni che la stessa Commissione rilascerà per ogni singolo Paese, e che per l'Italia cominciano con il consueto "continuare sulla via del consolidamento dei conti pubblici". Spending review, quindi, ma nel menù di Bruxelles per l'Italia ci sono anche più credito bancario, occupazione giovanile e alleggerimento del Fisco.
La buona notizia per il governo di Enrico Letta, che ha ricordato come le risorse si libereranno nel 2014, arriva in un momento di massima volatilità sui mercati finanziari e così l'ennesima seduta difficile di Tokyo non incide sui listini del Vecchio Continente. A Milano Piazza Affari chiude in rialzo dell'1,55%. Tra i singoli titoli spicca Rcs nel giorno della riunione dei soci del patto dell'editore del Corriere della Sera: bisogna fare il punto su quanti aderiranno all'aumento di capitale da 400 milioni (il cda è chiamato a deliberare giovedì prossimo). Scatta Fiat, dopo che il Wall Street Journal ha quantificato in 20 miliardi di dollari il valore della "manovra" che porterà il Lingotto al controllo di Chrysler e da lì alla quotazione a Wall Street. Brillante anche Saras nel giorno del via all'Opa parziale di Rosneft sul 7,3% del capitale. Nel resto d'Europa, con Londra chiusa per festività, Parigi ha recuperato lo 0,97%, Francoforte lo 0,94%.
Lo spread tra Btp e Bund è in calo a quota 258 punti base; i titoli decennali italiani vengono scambiati sul mercato secondario con un rendimento intorno al 4%. Non si sono registrati scossoni dopo che la Germania ha collocato Bubills a 12 mesi per 2,125 miliardi, con un rendimento medio praticamente nullo (0,0011%) e domanda forte. Negli Stati Uniti Wall Street è chiusa per il "Memorial Day" (venerdì scorso indici sulla parità). Ferma anche Londra per il "Spring may holiday".
In Europa, dunque, non è arrivato l'effetto negativo della Borsa di Tokyo, che questa mattina ha terminato la prima seduta della settimana in forte ribasso: -3,22% con l'indice Nikkei dei titoli principali che perde 469,80 punti a 14.142,65 punti. A pesare sulla Piazza nipponica sono state le parole del governatore Haruhiko Kuroda, che ha accennato alla possibilità di rialzare i tassi senza creare squilibri per l'economia in ripresa; lo yen si è rafforzato notevolmente e ha così penalizzato il mercato azionario. L'euro, però, chiude stabile a 1,2937 dollari e 130,71 yen.
Quanto alle materie prime, il petrolio quota 93,56 dollari al barile, in calo dello 0,6%. L'oro è invece ancora in recupero: il lingotto con consegna immediata guadagna lo 0,6% a 1.395 dollari l'oncia. Sul metallo prezioso, segnala Bloomberg, pesa la grande volatilità dovuta alle incognite sul ritmo futuro dell'azione delle Banche centrali nel supporto all'economia. Gli hedge fund hanno così hanno tagliato le loro posizioni lunghe e sono al livello "meno ottimista" sulle dinamiche del prezzo dell'oro degli ultimi cinque anni.
La buona notizia per il governo di Enrico Letta, che ha ricordato come le risorse si libereranno nel 2014, arriva in un momento di massima volatilità sui mercati finanziari e così l'ennesima seduta difficile di Tokyo non incide sui listini del Vecchio Continente. A Milano Piazza Affari chiude in rialzo dell'1,55%. Tra i singoli titoli spicca Rcs nel giorno della riunione dei soci del patto dell'editore del Corriere della Sera: bisogna fare il punto su quanti aderiranno all'aumento di capitale da 400 milioni (il cda è chiamato a deliberare giovedì prossimo). Scatta Fiat, dopo che il Wall Street Journal ha quantificato in 20 miliardi di dollari il valore della "manovra" che porterà il Lingotto al controllo di Chrysler e da lì alla quotazione a Wall Street. Brillante anche Saras nel giorno del via all'Opa parziale di Rosneft sul 7,3% del capitale. Nel resto d'Europa, con Londra chiusa per festività, Parigi ha recuperato lo 0,97%, Francoforte lo 0,94%.
Lo spread tra Btp e Bund è in calo a quota 258 punti base; i titoli decennali italiani vengono scambiati sul mercato secondario con un rendimento intorno al 4%. Non si sono registrati scossoni dopo che la Germania ha collocato Bubills a 12 mesi per 2,125 miliardi, con un rendimento medio praticamente nullo (0,0011%) e domanda forte. Negli Stati Uniti Wall Street è chiusa per il "Memorial Day" (venerdì scorso indici sulla parità). Ferma anche Londra per il "Spring may holiday".
In Europa, dunque, non è arrivato l'effetto negativo della Borsa di Tokyo, che questa mattina ha terminato la prima seduta della settimana in forte ribasso: -3,22% con l'indice Nikkei dei titoli principali che perde 469,80 punti a 14.142,65 punti. A pesare sulla Piazza nipponica sono state le parole del governatore Haruhiko Kuroda, che ha accennato alla possibilità di rialzare i tassi senza creare squilibri per l'economia in ripresa; lo yen si è rafforzato notevolmente e ha così penalizzato il mercato azionario. L'euro, però, chiude stabile a 1,2937 dollari e 130,71 yen.
Quanto alle materie prime, il petrolio quota 93,56 dollari al barile, in calo dello 0,6%. L'oro è invece ancora in recupero: il lingotto con consegna immediata guadagna lo 0,6% a 1.395 dollari l'oncia. Sul metallo prezioso, segnala Bloomberg, pesa la grande volatilità dovuta alle incognite sul ritmo futuro dell'azione delle Banche centrali nel supporto all'economia. Gli hedge fund hanno così hanno tagliato le loro posizioni lunghe e sono al livello "meno ottimista" sulle dinamiche del prezzo dell'oro degli ultimi cinque anni.