MILANO - Dalla politica all'economia. Nel giorno che sancisce l'uscita dell'Italia dalla procedura europea d'infrazione per eccesso di deficit, liberando circa 12 miliardi di euro da destinare ad investimenti infrastrutturali, tornano alte le preoccupazione per il tessuto economico globale perché la crescita resta lenta e fragile. In attesa che domani gli Stati Uniti confermino il dato preliminare del Pil (+2,5% su base annua nel primo trimestre), il Fondo monetario internazionale ha abbassato dall'8% a "circa il 7,75%" la sua previsione di crescita della Cina nel 2013: "In un clima mondiale debole ed incerto, ci attendiamo una crescita dell'economia cinese di circa il 7,75% quest'anno e più o meno lo stesso l'anno prossimo" ha detto a Pechino il direttore generale aggiunto del Fmi. In precedenza il Fondo aveva già tagliato le sue previsioni di crescita annuale dall'8,2 all'8%, mentre lo scorso anno l'ex Impero Celeste era cresciuto del 7,8%, l'incremento più debole degli ultimi 13 anni, e nel primo trimestre dell'anno si è fermato al 7,7%.
Le preoccupazioni si riversano comunque sui listini, reduci da un martedì di rialzi. A Milano, Piazza Affari chiude in ribasso dell'1,6%. Sotto osservazione Rcs nel giorno del cda per deliberare sull'aumento di capitale da 400 milioni, domani l'assemblea, ma il titolo chiude invariato. Su Finmeccanica pesa invece l'incertezza al vertice, dopo che il ministero dell'Economia ha annunciato in vista dell'assemblea di domani il rinvio della nomina del presidente e della sostituzione di due consiglieri. Segno negativo anche per le altre Borse europee: Londra cede il 2%, Francoforte chiude a -1,7% e Parigi a -1,89%. Torna a salire lo spread: la differenza di rendimento tra Btp e Bund tedeschi sale di una decina di punti a quota 265 punti base, con i titoli italiani che rendono il 4,2%. L'euro chiude in rialzo a 1,2957 dollari. Il ribasso del biglietto verde, che arretra inoltre a quota 101,10 sullo yen, è legato ai rendimenti dei titoli di Stato Usa, saliti così tanto negli ultimi giorni da aver innescato oggi le prese di beneficio. Seduta in rosso anche per Wall Street, sui timori per le mosse della Fed: il Dow Jones cede lo 0,9% alla chiusura dei mercati europei, l'S&P 500 perde l'1% e il Nasdaq lo 0,7%.
Non semplificano la situazione - dunque - i timori per il possibile rallentamento del piano di acquisto di titoli di Stato negli Stati Uniti da parte della Federal Reserve che per il momento immette sul mercato 85 miliardi di dollari al mese; ieri però la fiducia dei consumatori è tornata ai massimi dal 2008, un dato che potrebbe convincere la Fed del progressivo rinforzarsi della prima economia del mondo. Come non bastasse, l'Ocse ha abbassato le previsioni sul Pil italiano al -1,8% per il 2013 e ha segnalato le difficoltà che rimangono per l'Eurozona. In questo contesto il Tesoro italiano ha fatto il pieno in asta di Bot, collocando tutti gli 8 miliardi di titoli a 6 mesi con il rendimento medio in rialzo allo 0,538% dal minimo storico dello 0,503% registrato a fine aprile. In aumento anche la domanda, con un rapporto di copertura a 1,58 da 1,40. A livello macroeconomico, in Europa la disoccupazione tedesca ha confermato le attese rimanendo stabile al 6,9% a maggio. Bene, in Italia, il clima di fiducia delle imprese, salito a 79,8 da 74,9 di aprile. Un dato positivo, diffuso proprio mentre i fallimenti hanno toccato livelli record nel primo trimestre dell'anno con 3.500 procedure avviate.
In mattinata, la Borsa di Tokyo ha chiuso la seduta in leggero aumento (+0,1%), al termine di una giornata incerta e influenzata dall'andamento dello yen. Sul fronte delle materie prime, l'oro è in rialzo a 1.384 dollari l'oncia, segnando un progresso dello 0,4%. In calo, invece, il petrolio con il Wti che viene scambiato intorno a 94 dollari, con una flessione di quasi un punto percentuale.
Le preoccupazioni si riversano comunque sui listini, reduci da un martedì di rialzi. A Milano, Piazza Affari chiude in ribasso dell'1,6%. Sotto osservazione Rcs nel giorno del cda per deliberare sull'aumento di capitale da 400 milioni, domani l'assemblea, ma il titolo chiude invariato. Su Finmeccanica pesa invece l'incertezza al vertice, dopo che il ministero dell'Economia ha annunciato in vista dell'assemblea di domani il rinvio della nomina del presidente e della sostituzione di due consiglieri. Segno negativo anche per le altre Borse europee: Londra cede il 2%, Francoforte chiude a -1,7% e Parigi a -1,89%. Torna a salire lo spread: la differenza di rendimento tra Btp e Bund tedeschi sale di una decina di punti a quota 265 punti base, con i titoli italiani che rendono il 4,2%. L'euro chiude in rialzo a 1,2957 dollari. Il ribasso del biglietto verde, che arretra inoltre a quota 101,10 sullo yen, è legato ai rendimenti dei titoli di Stato Usa, saliti così tanto negli ultimi giorni da aver innescato oggi le prese di beneficio. Seduta in rosso anche per Wall Street, sui timori per le mosse della Fed: il Dow Jones cede lo 0,9% alla chiusura dei mercati europei, l'S&P 500 perde l'1% e il Nasdaq lo 0,7%.
Non semplificano la situazione - dunque - i timori per il possibile rallentamento del piano di acquisto di titoli di Stato negli Stati Uniti da parte della Federal Reserve che per il momento immette sul mercato 85 miliardi di dollari al mese; ieri però la fiducia dei consumatori è tornata ai massimi dal 2008, un dato che potrebbe convincere la Fed del progressivo rinforzarsi della prima economia del mondo. Come non bastasse, l'Ocse ha abbassato le previsioni sul Pil italiano al -1,8% per il 2013 e ha segnalato le difficoltà che rimangono per l'Eurozona. In questo contesto il Tesoro italiano ha fatto il pieno in asta di Bot, collocando tutti gli 8 miliardi di titoli a 6 mesi con il rendimento medio in rialzo allo 0,538% dal minimo storico dello 0,503% registrato a fine aprile. In aumento anche la domanda, con un rapporto di copertura a 1,58 da 1,40. A livello macroeconomico, in Europa la disoccupazione tedesca ha confermato le attese rimanendo stabile al 6,9% a maggio. Bene, in Italia, il clima di fiducia delle imprese, salito a 79,8 da 74,9 di aprile. Un dato positivo, diffuso proprio mentre i fallimenti hanno toccato livelli record nel primo trimestre dell'anno con 3.500 procedure avviate.
In mattinata, la Borsa di Tokyo ha chiuso la seduta in leggero aumento (+0,1%), al termine di una giornata incerta e influenzata dall'andamento dello yen. Sul fronte delle materie prime, l'oro è in rialzo a 1.384 dollari l'oncia, segnando un progresso dello 0,4%. In calo, invece, il petrolio con il Wti che viene scambiato intorno a 94 dollari, con una flessione di quasi un punto percentuale.