MILANO - A maggio le retribuzioni contrattuali orarie restano ferme rispetto ad aprile, mentre crescono dell'1,4% su base annua, superando il tasso d'inflazione (all'1,1%). Lo rileva l'Istat. Il sorpasso, però, che conferma quanto registrato ad aprile, non è dovuto al progredire degli stipendi, ma piuttosto alla alla caduta dei prezzi registrata nell'ultimo periodo.
Sempre a maggio, erano in attesa di rinnovo 52 accordi (15 appartenenti alla pubblica amministrazione) relativi a circa 6,7 milioni di dipendenti (2,9 milioni nel settore pubblico): nel complesso la quota di dipendenti che aspetta il rinnovo è pari al 52,3%, il livello più alto da febbraio 2011. Il mese scorso è stato recepito un solo accordo mentre ne sono scaduti due. L'intesa in entrata riguarda i lapidei, invece sono venuti a scadenza gli accordi relativi a pubblici esercizi-alberghi e pulizia locali. A maggio i mesi di attesa per i lavoratori con il contratto scaduto sono in media pari a circa due anni, in diminuzione rispetto all'anno precedente (30,3 mesi); mentre l'attesa media calcolata sul totale dei dipendenti è di 12,6 mesi, in crescita a livello tendenziale (8,9).
Tornando agli stipendi, complessivamente nei primi cinque mesi del 2013 la retribuzione oraria media è salita dell'1,4% rispetto allo stesso periodo del 2012. Infatti sono quattro mesi, da febbraio, che l'indice annuo è fermo a un aumento dell'1,4%. Tornando a maggio, per i dipendenti del privato il rialzo è dell'1,9%, invece per quelli del pubblico la variazione è pari a zero. D'altra parte il congelamento degli stipendi per gli statali va ormai avanti dall'inizio del 2011. Nel dettaglio le retribuzioni che a maggio segnano l'aumento maggiore riguardano il settore degli alimentari (+5,8%).
Sempre a maggio, erano in attesa di rinnovo 52 accordi (15 appartenenti alla pubblica amministrazione) relativi a circa 6,7 milioni di dipendenti (2,9 milioni nel settore pubblico): nel complesso la quota di dipendenti che aspetta il rinnovo è pari al 52,3%, il livello più alto da febbraio 2011. Il mese scorso è stato recepito un solo accordo mentre ne sono scaduti due. L'intesa in entrata riguarda i lapidei, invece sono venuti a scadenza gli accordi relativi a pubblici esercizi-alberghi e pulizia locali. A maggio i mesi di attesa per i lavoratori con il contratto scaduto sono in media pari a circa due anni, in diminuzione rispetto all'anno precedente (30,3 mesi); mentre l'attesa media calcolata sul totale dei dipendenti è di 12,6 mesi, in crescita a livello tendenziale (8,9).
Tornando agli stipendi, complessivamente nei primi cinque mesi del 2013 la retribuzione oraria media è salita dell'1,4% rispetto allo stesso periodo del 2012. Infatti sono quattro mesi, da febbraio, che l'indice annuo è fermo a un aumento dell'1,4%. Tornando a maggio, per i dipendenti del privato il rialzo è dell'1,9%, invece per quelli del pubblico la variazione è pari a zero. D'altra parte il congelamento degli stipendi per gli statali va ormai avanti dall'inizio del 2011. Nel dettaglio le retribuzioni che a maggio segnano l'aumento maggiore riguardano il settore degli alimentari (+5,8%).