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Le retribuzioni ad agosto battono l'inflazione

Nei primi otto mesi del 2016 la retribuzione oraria media è cresciuta dello 0,7% rispetto al corrispondente periodo del 2015. Il 68,2% dei lavoratori aspetti ancora il rinnovo del contratto nazionale

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MILANO - L'Italia non riparte, ma i consumatori possono tirare un sospiro di sollievo. Mentre il Paese resta in deflazione (ad agosto i prezzi sono cresciuti dello 0,2% su luglio, ma sono calati dello 0,1% rispetto allo stesso periodo del 2015), l'indice istat delle retribuzioni contrattuali orarie risulta invariato rispetto al mese precedente e aumenta dello 0,6% nei confronti di agosto 2015. Complessivamente, nei primi otto mesi del 2016 la retribuzione oraria media è cresciuta dello 0,7% rispetto al corrispondente periodo del 2015. Con riferimento ai principali macrosettori, ad agosto - si legge in una nota dell'istituto - le retribuzioni contrattuali orarie registrano un incremento tendenziale dello 0,8% per i dipendenti del settore privato (0,4% nell'industria e 1,2% nei servizi privati) e una variazione nulla per quelli della pubblica amministrazione.

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I settori che presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono: tessili, abbigliamento e lavorazione pelli (3,1%); commercio (2,0%); trasporti, servizi postali e attività connesse (1,9%). Si registrano variazioni nulle nei settori dell'agricoltura; del legno, carta e stampa; della metalmeccanica; dei servizi di informazione e comunicazione; delle telecomunicazioni e in tutti i comparti della pubblica amministrazione. Inoltre, si registra una variazione negativa dello 0,5% nel settore dell'acqua e servizi di smaltimento rifiuti.

Alla fine di agosto - si legge nel dispaccio dell'istat - i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore per la parte economica riguardano il 31,8% degli occupati dipendenti e corrispondono al 30,6% del monte retributivo osservato. La quota dei dipendenti in attesa di rinnovo per l'insieme dell'economia è pari al 68,2%, invariata rispetto al mese precedente. L'attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto è in media di 39,2 mesi. L'attesa media calcolata sul totale dei dipendenti è di 26,7 mesi, in crescita rispetto a una anno prima (21,4).