MILANO - Il colpo di Stato in Egitto non spaventa le Borse europee, che piuttosto mettono il turbo quando il presidente della Bce, Mario Draghi, assicura che la politica dell'Eurotower resterà accomodante "a lungo"; la Bce non ha toccato infatti il tasso di sconto, mantenendo per il secondo mese consecutivo il costo del denaro fermo allo 0,5%, e Draghi ha espressamente citato l'opzione di "tassi più bassi". Passa così in secondo piano il fatto che la ripresa economica è ancora spostata "più avanti nell'anno" e che permangano "rischi al ribasso" sull'Eurozona. In precedenza anche la Banca d'Inghilterra, nel giorno del debutto del canadese Mark Carney alla sua guida, aveva lasciato invariati il tasso al minimo storico dello 0,5% e confermato il programma di acquisto bond a 375 miliardi di sterline.
Spinte da Draghi, le Borse europee consolidano in chiusura il rimbalzo avviato in mattinata dopo i cali di ieri. A Milano, Piazza Affari chiude con un guadagno del 3,44%. Balzano anche le altre: Francoforte +2,11%, Londra +3,08%, Parigi +2,9%. Recupera anche Lisbona, che si risolleva dallo scivolone di ieri con un balzo del 3,73%. Tra i singoli titoli del listino milanese si mettono in evidenza le banche, accompagnate da Fondiaria-Sai. Chiudono sulla falsariga positiva del mattino anche Exor, la holding degli Agnelli che controlla Fiat, e Pirelli, mentre Telecom Italia Media avvicina il +20% dopo l'annuncio della cessione di Mtv per 10 milioni. Il discorso del governatore centrale smorza anche la tensione sullo spread: la differenza di rendimento tra Btp e Bund tedeschi si riduce sotto quota 275 punti base, con un rendimento sul mercato secondario del 4,4% per il decennale italiano. Nel resto d'Europa, Portogallo e Grecia rimangono osservati speciali. L'euro scende invece a quota 1,29 sul dollaro, vicino ai minimi dell'ultimo mese.
Oltreoceano, con Wall Street chiusa per il giorno dell'Indipendenza, cresce l'attesa per il dato del lavoro negli Stati Uniti: ieri il settore privato ha comunicato di aver creato, a giugno, più occupati di quanto previsto e domani il tasso di disoccupazione potrebbe scendere al 7,5%. Un dato positivo sul fronte della ripresa, ma che potrebbe spingere la Federal Reserve e Ben Bernanke ad accelerare la riduzione degli stimoli da 85 miliardi di euro al mese (sotto forma di acquisto bond): da quando il governatore americano ha annunciato la possibile revisione degli aiuti dopo l'estate, lo scorso 22 maggio, le Borse mondiali hanno bruciato oltre 4 mila miliardi di dollari.
In mattinata, la Borsa di Tokyo ha terminato gli scambi in calo dello 0,26%, in una seduta condizionata dai dubbi circa la tenuta dell'Eurozona e dal caos politico in Egitto. L'indice Nikkei cede 36,63 punti, a 14.018,93, malgrado lo yen, pur in frazionale ripresa su dollaro ed euro, si tenga su livelli deboli. Tuttavia, secondo il governatore della BoJ, Haruhiko Kuroda, grazie alla politica monetaria, l'economia giapponese è in ripresa e i prezzi al consumo sono destinati a spostarsi in territorio positivo battendo la deflazione: "Continueremo con allentamento monetario quantitativo e qualitativo (Qqe), con l'obiettivo di raggiungere il target di inflazione al 2%" in due anni. Ieri sera a Wall Street, nella breve seduta prefestiva, il Dow Jones ha guadagnato lo 0,4%, il Nasdaq è salito dello 0,3% e lo S&P 500 è aumentato dello 0,1%.
La crisi egiziana pesa soprattutto sulle quotazioni delle materie prime con il petrolio che, dopo il balzo di ieri, resta in area 101 dollari al arile. Malgrado non ci siano state ripercussioni fino a ora, gli investitori temono per le possibili ripercussioni sul Canale di Suez, vitale arteria per gli approvvigionamenti di petrolio verso Europa e Nord America. Si stabilizza anche l'oro, che registra una lieve flessione ma non si discosta molto da quota 1.250 dollari l'oncia alla chiusura delle Borse europee.
Spinte da Draghi, le Borse europee consolidano in chiusura il rimbalzo avviato in mattinata dopo i cali di ieri. A Milano, Piazza Affari chiude con un guadagno del 3,44%. Balzano anche le altre: Francoforte +2,11%, Londra +3,08%, Parigi +2,9%. Recupera anche Lisbona, che si risolleva dallo scivolone di ieri con un balzo del 3,73%. Tra i singoli titoli del listino milanese si mettono in evidenza le banche, accompagnate da Fondiaria-Sai. Chiudono sulla falsariga positiva del mattino anche Exor, la holding degli Agnelli che controlla Fiat, e Pirelli, mentre Telecom Italia Media avvicina il +20% dopo l'annuncio della cessione di Mtv per 10 milioni. Il discorso del governatore centrale smorza anche la tensione sullo spread: la differenza di rendimento tra Btp e Bund tedeschi si riduce sotto quota 275 punti base, con un rendimento sul mercato secondario del 4,4% per il decennale italiano. Nel resto d'Europa, Portogallo e Grecia rimangono osservati speciali. L'euro scende invece a quota 1,29 sul dollaro, vicino ai minimi dell'ultimo mese.
Oltreoceano, con Wall Street chiusa per il giorno dell'Indipendenza, cresce l'attesa per il dato del lavoro negli Stati Uniti: ieri il settore privato ha comunicato di aver creato, a giugno, più occupati di quanto previsto e domani il tasso di disoccupazione potrebbe scendere al 7,5%. Un dato positivo sul fronte della ripresa, ma che potrebbe spingere la Federal Reserve e Ben Bernanke ad accelerare la riduzione degli stimoli da 85 miliardi di euro al mese (sotto forma di acquisto bond): da quando il governatore americano ha annunciato la possibile revisione degli aiuti dopo l'estate, lo scorso 22 maggio, le Borse mondiali hanno bruciato oltre 4 mila miliardi di dollari.
In mattinata, la Borsa di Tokyo ha terminato gli scambi in calo dello 0,26%, in una seduta condizionata dai dubbi circa la tenuta dell'Eurozona e dal caos politico in Egitto. L'indice Nikkei cede 36,63 punti, a 14.018,93, malgrado lo yen, pur in frazionale ripresa su dollaro ed euro, si tenga su livelli deboli. Tuttavia, secondo il governatore della BoJ, Haruhiko Kuroda, grazie alla politica monetaria, l'economia giapponese è in ripresa e i prezzi al consumo sono destinati a spostarsi in territorio positivo battendo la deflazione: "Continueremo con allentamento monetario quantitativo e qualitativo (Qqe), con l'obiettivo di raggiungere il target di inflazione al 2%" in due anni. Ieri sera a Wall Street, nella breve seduta prefestiva, il Dow Jones ha guadagnato lo 0,4%, il Nasdaq è salito dello 0,3% e lo S&P 500 è aumentato dello 0,1%.
La crisi egiziana pesa soprattutto sulle quotazioni delle materie prime con il petrolio che, dopo il balzo di ieri, resta in area 101 dollari al arile. Malgrado non ci siano state ripercussioni fino a ora, gli investitori temono per le possibili ripercussioni sul Canale di Suez, vitale arteria per gli approvvigionamenti di petrolio verso Europa e Nord America. Si stabilizza anche l'oro, che registra una lieve flessione ma non si discosta molto da quota 1.250 dollari l'oncia alla chiusura delle Borse europee.