MILANO - Il Fondo monetario internazionale taglia le stime sulla crescita globale, ma i mercati fanno spallucce e continuano a consolidare i rialzi di ieri. Secondo il Fmi, il Pil dell'Italia registrerà un calo dell'1,8% alla fine dell'anno; anche per gli Stati Uniti la crescita sarà meno sostenuta di quanto stimato in precedenza (+1,7%) e a livello globale il ritmo dell'economia sarà del +3,1%. Eppure i mercati azionari chiudono ancora in rialzo, facendo prevalere l'ottimismo nei confronti della stagione delle trimestrali americane, partita oltre le attese con i risultati di Alcoa. Il gigante dell'alluminio ha ampliato le perdite trimestrali a 119 milioni di dollari, ma ha fatto meglio di quanto si aspettassero gli analisti.
Un segnale di fiducia che si è fatto sentire in Asia, poi proseguito in Europa dove le Borse tengono il segno più, anche se con minor vigore rispetto all'inizio di giornata. Non genera tensioni particolari, dunque, la continua preoccupazione per la Grecia: l'accordo di massima trovato con la Troika per le riforme da attuare in cambio di una tranche da 8,1 miliardi di aiuti è stato in parte congelato dall'Eurogruppo. I ministri delle Finanze dell'Ue, infatti, ha deciso di "spacchettare" in due l'assegno per Atene, vincolando la prima tranche da 2,5 miliardi alla realizzazione, entro il 19 luglio, di riforme convincenti per abbattere il deficit pubblico.
Negli Stati Uniti, prima del Fmi già la Casa Bianca aveva rivisto leggermente al ribasso le previsioni: secondo Washington il Pil americano salirà del 2% alla fine dell'anno (+1,7% per il Fondo), ma i progressi si vedono sul versante del deficit grazie ai tagli automatici alla spesa pubblica che - in parte - rallentano la ripresa. Le Borse asiatiche, dopo i recenti timori legati all'affanno della Cina, hanno ritrovato comunque slancio e mostrato fiducia nei confronti dei risultati societari. Da Pechino, inoltre, sono arrivati finalmente segnali meno negativi degli ultimi, con i dati sull'inflazione in giugno in crescita del 2,7% contro un +2,5% atteso tra gli economisti interpellati da Bloomberg.
Dopo la buona performance in Asia, i listini europei hanno porso un po' di smalto nel corso della giornata ma hanno comunque chiuso in terreno positivo. Stona Piazza Affari: il Ftse Mib ha annullato i rialzi per chiudere praticamente invariato (-0,06%). Pesano le popolari e Mediaset, che ha subito il sorpasso di Sky in quanto a ricavi. Gli investitori hanno guardato ancora a Rcs, che ha chiuso in netto rialzo alla vigilia dell'asta per il 15% inoptato del capitale dell'editore del Corriere della Sera. Diego Della Valle, titolare dell'8,8% di Rcs, si è lamentato direttamente con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per le mosse di Fiat, che con oltre il 20% dell'editore è ora primo socio in via Solferino, oltre a controllare il quotidiano torinese la Stampa: secondo Mr. Tod's sarebbe a rischio la libertà di stampa. L'Agcom ha intanto aperto un dossier a riguardo. Proprio i titoli dell'orbita Lingotto (Fiat e Fiat Industrial, che in assemblea ha approvato la fusione con Cnh) sono stati tra i più positivi, all'indomani dell'accelerata sulla fusione con Chrysler con l'esercizio della terza opzione per salire di un altro 3,3% nel capitale di Auburn Hills. Sergio Marchionne ha annunciato 700 milioni di investimenti per i veicoli commerciali della Sevel. Sale Ferragamo, ben intonato con il comparto del lusso in Europa dopo l'acquisto di Loro Piana da parte di Lvmh: l'ennesimo marchio che lascia l'Italia. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi si allarga in area 275 punti base, con un rendimento del 4,4% sul mercato secondario. Nel resto d'Europa, Londra chiude in rialzo dello 0,98%, Francoforte dell'1,12% e Parigi dello 0,52%.
Anche Wall Street si muove in terreno positivo, dopo i guadagni di ieri. Alla chiusura dei mercati europei, il Dow Jones guadagna lo 0,4% come il Nasdaq, mentre lo S&P 500 sale dello 0,6%. In mattinata, la Borsa di Tokyo ha rimbalzato nettamente e chiuso con un consistente progresso, sulla scia della buona performance a New York. L'indice Nikkei ha guadagnato il 2,58% a 14.472,90 punti, il Topix sull'intero listino è cresciuto del 2,07% a 1.196,89 punti.
Sul fronte macroeconomico, mentre l'Ecofin ha confermato la raccomandazione all'Italia di tenere il deficit/Pil sotto il 3%, si registra l'aumento della propensione al risparmio della famiglie italiane. Nel Regno Unito la bilancia commerciale ha registrato un deficit, a maggio, di 8,5 miliardi sterline. Il ministero del Bilancio francese ha intanto annunciato che il deficit statale francese è aumentato a maggio di 3 miliardi di euro rispetto allo stesso mese del 2012, soprattutto a causa di spesa europea eccezionale. Quanto all'area Ocse, la disoccupazione è rimasta ferma all'8% a maggio, con un record del 12,2% per la zona euro, stesso dato dell'Italia. L'euro chiude ai minimi dai primi di aprile sul dollaro sotto quota 1,28. La moneta europea passa di mano a 1,2783 dollari, dopo un minimo di 1,2776 dollari. Contro lo yen, la moneta unica passa di mano a 129,20.
I dati sull'inflazione in Cina hanno portato l'oro ai massimi da due settimane; anche negli Stati Uniti il metallo prezioso si assesta in area 1.250 dollari l'oncia alla chiusura dei mercati Ue. Dopo i cali in Asia, si stabilizza anche il prezzo del petrolio - sostenuto per le tensioni in Egitto - a New York, dove le quotazioni Wti recuperano quota 103 dollari al barile.
Un segnale di fiducia che si è fatto sentire in Asia, poi proseguito in Europa dove le Borse tengono il segno più, anche se con minor vigore rispetto all'inizio di giornata. Non genera tensioni particolari, dunque, la continua preoccupazione per la Grecia: l'accordo di massima trovato con la Troika per le riforme da attuare in cambio di una tranche da 8,1 miliardi di aiuti è stato in parte congelato dall'Eurogruppo. I ministri delle Finanze dell'Ue, infatti, ha deciso di "spacchettare" in due l'assegno per Atene, vincolando la prima tranche da 2,5 miliardi alla realizzazione, entro il 19 luglio, di riforme convincenti per abbattere il deficit pubblico.
Negli Stati Uniti, prima del Fmi già la Casa Bianca aveva rivisto leggermente al ribasso le previsioni: secondo Washington il Pil americano salirà del 2% alla fine dell'anno (+1,7% per il Fondo), ma i progressi si vedono sul versante del deficit grazie ai tagli automatici alla spesa pubblica che - in parte - rallentano la ripresa. Le Borse asiatiche, dopo i recenti timori legati all'affanno della Cina, hanno ritrovato comunque slancio e mostrato fiducia nei confronti dei risultati societari. Da Pechino, inoltre, sono arrivati finalmente segnali meno negativi degli ultimi, con i dati sull'inflazione in giugno in crescita del 2,7% contro un +2,5% atteso tra gli economisti interpellati da Bloomberg.
Dopo la buona performance in Asia, i listini europei hanno porso un po' di smalto nel corso della giornata ma hanno comunque chiuso in terreno positivo. Stona Piazza Affari: il Ftse Mib ha annullato i rialzi per chiudere praticamente invariato (-0,06%). Pesano le popolari e Mediaset, che ha subito il sorpasso di Sky in quanto a ricavi. Gli investitori hanno guardato ancora a Rcs, che ha chiuso in netto rialzo alla vigilia dell'asta per il 15% inoptato del capitale dell'editore del Corriere della Sera. Diego Della Valle, titolare dell'8,8% di Rcs, si è lamentato direttamente con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per le mosse di Fiat, che con oltre il 20% dell'editore è ora primo socio in via Solferino, oltre a controllare il quotidiano torinese la Stampa: secondo Mr. Tod's sarebbe a rischio la libertà di stampa. L'Agcom ha intanto aperto un dossier a riguardo. Proprio i titoli dell'orbita Lingotto (Fiat e Fiat Industrial, che in assemblea ha approvato la fusione con Cnh) sono stati tra i più positivi, all'indomani dell'accelerata sulla fusione con Chrysler con l'esercizio della terza opzione per salire di un altro 3,3% nel capitale di Auburn Hills. Sergio Marchionne ha annunciato 700 milioni di investimenti per i veicoli commerciali della Sevel. Sale Ferragamo, ben intonato con il comparto del lusso in Europa dopo l'acquisto di Loro Piana da parte di Lvmh: l'ennesimo marchio che lascia l'Italia. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi si allarga in area 275 punti base, con un rendimento del 4,4% sul mercato secondario. Nel resto d'Europa, Londra chiude in rialzo dello 0,98%, Francoforte dell'1,12% e Parigi dello 0,52%.
Anche Wall Street si muove in terreno positivo, dopo i guadagni di ieri. Alla chiusura dei mercati europei, il Dow Jones guadagna lo 0,4% come il Nasdaq, mentre lo S&P 500 sale dello 0,6%. In mattinata, la Borsa di Tokyo ha rimbalzato nettamente e chiuso con un consistente progresso, sulla scia della buona performance a New York. L'indice Nikkei ha guadagnato il 2,58% a 14.472,90 punti, il Topix sull'intero listino è cresciuto del 2,07% a 1.196,89 punti.
Sul fronte macroeconomico, mentre l'Ecofin ha confermato la raccomandazione all'Italia di tenere il deficit/Pil sotto il 3%, si registra l'aumento della propensione al risparmio della famiglie italiane. Nel Regno Unito la bilancia commerciale ha registrato un deficit, a maggio, di 8,5 miliardi sterline. Il ministero del Bilancio francese ha intanto annunciato che il deficit statale francese è aumentato a maggio di 3 miliardi di euro rispetto allo stesso mese del 2012, soprattutto a causa di spesa europea eccezionale. Quanto all'area Ocse, la disoccupazione è rimasta ferma all'8% a maggio, con un record del 12,2% per la zona euro, stesso dato dell'Italia. L'euro chiude ai minimi dai primi di aprile sul dollaro sotto quota 1,28. La moneta europea passa di mano a 1,2783 dollari, dopo un minimo di 1,2776 dollari. Contro lo yen, la moneta unica passa di mano a 129,20.
I dati sull'inflazione in Cina hanno portato l'oro ai massimi da due settimane; anche negli Stati Uniti il metallo prezioso si assesta in area 1.250 dollari l'oncia alla chiusura dei mercati Ue. Dopo i cali in Asia, si stabilizza anche il prezzo del petrolio - sostenuto per le tensioni in Egitto - a New York, dove le quotazioni Wti recuperano quota 103 dollari al barile.