Economia

Bernanke ridà fiducia ai mercati.
Asta Btp, tassi in calo sui tre anni

Secondo il presidente della Fed l'economia americana ha bisogno ancora di stimoli nel breve periodo. Si stemperano le preoccupazioni sulla stretta al programma di acquisto di bond, Wall Street chiude su nuovi livelli record. Le Borse Ue in rialzo, ma sotto i massimi dell'apertura. Il Tesoro colloca titoli a tre anni poco sotto il massimo di 3,5 miliardi, cedola al 2,33%. Il rendimento sui trent'anni oltre il 5%. Piazza Affari invariata, spread a 285 punti

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MILANO - "Politiche monetarie altamente accomodanti. E' ciò di cui ha ancora bisogno l'economia americana nel prossimo futuro". E' bastata questa frase di Ben Bernanke per ridare fiducia agli investitori, preoccupati dal "tapering", cioè la riduzione e quindi lo stop al piano di sostegno all'economia della Fed annunciato dalla Banca centrale americana. Ma sia il banchiere centrale Usa, che le minute del Fomc (il board che decide la politica monetaria in seno alla Fed) mostrano quanto i governatori americani vadano con i piedi di piombo in questo disimpegno. Alle parole di Bernanke, pronunciate da Cambridge, nel Massachusetts, si unisce infatti quanto emerso nella riunione del 18 e 19 giugno scorsi.

Dai verbali si legge la chiara volontà, da parte di molti banchieri, di vedere una più robusta crescita del mercato del lavoro prima di interrompere gli stimoli. Le ultime rilevazioni hanno mostrato una sostenuta creazione di nuovi posti di lavoro, oltre le attese, anche se il tasso di disoccupazione è rimasto stabile al 7,6% perché più americani si sono messi in cerca di occupazione. Lo stesso Bernanke ha però precisato una cosa che molte volte i mercati sembrano accantonare: quando anche il tasso di disoccupazione tornasse sotto il 7%, cioè non significherebbe abbandonare la politica accomodante. Un conto, infatti, è il programma di acquisto di bond da 85 miliardi di dollari al mese, un altro è l'idea di mettere mano ai tassi, che resteranno ai minimi (vicino allo zero) almeno fino al 2015 e aspettano di vedere la disoccupazione almeno al 6,5% prima di essere modificati. Proprio sul fronte del lavoro, i dati di oggi dicono che le richieste di sussidi per la disoccupazione negli Usa, nell'ultima settimana censita, sono saliti oltre le attese a quota 360mila.

Quanto all'Italia, all'indomani dell'asta di Bot superata con rendimento in rialzo ma senza grandi scossoni nonostante la bocciatura di S&P, il Tesoro ha passato anche la prova del nove dell'asta di Btp a medio e lungo termine. Sono stati collocati 3,38 miliardi di titoli a tre anni, poco meno dei massimi 3,5 miliardi prefissati, con un tasso in leggero calo dal 2,38 al 2,33%. Piazzati anche 1,461 miliardi di euro di titoli con scadenza a 30 anni, ma in questo caso il rendimento è salito dal 4,985% al 5,19% e la domanda è stata di 1,3 volte l'offerta. Complessivamente sono stati collocati 6,35 miliardi di euro di titoli, compresi 1,5 miliardi di euro di Ccteu a cinque anni: anche in questo caso i tassi sono leggermente saliti. Lo spread, la differenza di rendimento tra i decennali italiani e quelli tedeschi, si conferma in rialzo sopra 285 punti dopo l'asta, per una cedola vicina al 4,5% sul mercato secondario. Sul mercato obbligazionario pesa di più il mancato collocamento dell'intero ammontare previsto che il tasso in calo sul medio termine. I conti pubblici italiani, anche considerando il peggioramento delle stime operato dal Fmi, restano sotto la lente di Bruxelles, che potrebbe chiedere interventi aggiuntivi in caso di aggravarsi della recessione. "Al momento", chiosa però il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, "non è prevista una manovra bis". Anche la Ue fa sapere che - per ora - si tratta di "pura speculazione".

A Piazza Affari il Ftse Mib, particolarmente nervoso, chiude invariato dopo un avvio sprint e un passaggio in territorio negativo. Resta alta l'attenzione su Rcs, che ha chiuso l'asta per l'inpotato nel secondo giorno utile, e sulle Popolari: il governatore Ignazio Visco ha di nuovo suggerito un cambio di governance in direzione della forma di spa. Tra i titoli più positivi si annovera anche Mediaset. Bene le altre Piazze Ue che, pur sotto ai massimi di giornata, chiudono in rialzo: Francoforte cresce dell'1,14%, Parigi dello 0,74% e Londra dello 0,59%.

Wall Street
, che ieri non ha fatto in tempo a cogliere il discorso del governatore, conferma i rialzi con il Dow Jones che chiude a +1,1% fissando un nuovo massimo, a 15460,92 punti superando il precedente record di fine maggio. In forte rialzo anche il Nasdaq che ha registrato un incremento dell'1,63% a 3578,30 punti.

Brillano Google dopo l'annuncio del lancio del nuovo telefonino e Microsoft alle prese con una rivoluzione interna.

A livello macroeconomico, la Bce ha sottolineato nuovamente i rischi al ribasso per l'economia europea, garantendo che i tassi di interesse resteranno a questi livelli (minimi storici dello 0,5%) "o ancora più in basso a lungo". In Francia, a giugno l'inflazione ha registrato un tasso dello 0,2%, mentre il rialzo annuo dei prezzi è stato dello 0,9% oltre le stime degli analisti. Negli Stati Uniti sono andati sotto le attese i prezzi dell'import a giugno, con un calo dello 0,2%. L'euro  chiude in rialzo a 1,3059
dollari, dopo aver toccato un massimo da tre settimane sopra quota 1,32: le parole di Bernanke, viste dal fronte valutario, significano che l'economia americana è sì in ripresa ma ben lontana dal reggersi sulle sue gambe. Il cambio con lo yen è a quota 129,21.

Se dalla sponda occidentale dell'Atlantico - per bocca di Bernanke - arriva qualche rassicurazione (ma di carattere "verbale", perché la sostanza non cambia), anche da Oriente si confermano le ultime indicazioni. Il riferimento è al Giappone e alla sua Banca centrale (BoJ), che ha confermato il target di inflazione al 2% in due anni e ha aggiornato per il settimo mese di fila la sua valutazione sull'economia. L'opinione è che il Sol Levante stia "iniziando a riprendersi moderatamente" in scia al miglioramento della fiducia delle imprese e dei solidi consumi. Tuttavia, al termine del board di due giorni, la BoJ ha limato le stime sulla crescita per l'anno fiscale 2013, portandole dal 2,9% al 2,8%. Resta ferma la politica ultraespansiva (l'obiettivo è espandere la base monetaria di circa 700 miliardi di dollari l'anno), senza misure aggiuntive. La Borsa di Tokyo ha archiviato la seduta in rialzo dello 0,39%, ma meglio ancora hanno fatto le altre Piazze asiatiche, rassicurate da Bernanke.

Il prezzo del petrolio, dopo i rialzi in Asia, cala: il light crude Wti scende sotto quota 105 dollari al barile, mentre l'oro registra un netto balzo delle quotazioni che salgono di oltre due punti percentuali anche nel pomeriggio sopra la soglia di 1.280 dollari l'oncia.