Economia

Bernanke: "Politica accomodante a lungo".
Le Borse Ue si rafforzano, spread a 290

Il numero uno della Federal Reserve in audizione al Congresso: "Politica accomodante appropriata a lungo". I listini Ue recuperano terreno dopo la trimestrale di BofA. A seguire, la Banca centrale Usa pubblicherà il beige book. Salgono i rendimenti dei titoli di Stato in Portogallo dopo la crisi politica, spread Btp-Bund poco sopra 290 punti. Il Nikkei chiude a +0,1%

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MILANO - Ben Bernanke, il numero uno della Federal Reserve, torna il protagonista assoluto della scena internazionale. Dopo aver rassicurato i mercati sul disimpegno della Banca centrale americana dal programma di sostegno all'economia, il numero uno della Fed è tornato in audizione al Congresso. "La riduzione del quantitative easing", cioè gli stimoli monetari, "non è su un percorso prefissato", si legge nel discorso per l'Aula. Dipenderà, cioè, dall'andamento dell'economia americana; ma viste le attuali condizioni e la disoccupazione ancora elevata "la politica ultra accomodante è appropriata a lungo", ha precisato continuando sulla falsariga delle sue ultime dichiarazioni da "colomba". Bernanke aveva annunciato la graduale sospensione del programma di acquisto di bond da 85 miliardi al mese a partire da fine 2013, per arrivare alla sua interruzione definitiva l'anno prossimo. L'annuncio aveva scatenato pesanti correzioni sui mercati "drogati" di liquidità, con gli investitori impauriti all'idea di perdere il sostegno della Fed, ma il tiro era stato corretto a stretto giro con varie rassicurazioni.

Di fronte a queste dichiarazioni passano in secondo piano le tematiche europee. I listini Ue, inizialmente deboli, si rafforzano e chiudono in territorio positivo anche grazie alle trimestrali positive di Bank of America e Yahoo!. Londra ha recuperato lo 0,24%, Parigi lo 0,55% e Francoforte lo 0,65%. Fa ancora meglio Piazza Affari, dove il Ftse Mib chiude in rialzo dell'1,06% sostenuto dalle banche. Tra i singoli titoli milanesi, sotto osservazione Fonsai dopo l'arresto della famiglia Ligresti. Le quotazioni della compagnia assicurativa schizzano al rialzo dopo l'iniziale contraccolpo. Resta poi alta l'attenzione su Rcs, venduta dopo che l'editore del Corsera ha annunciato che è stato sottoscritto il 5,6% dell'inoptato (il 92,7% del capitale complessivo), chiudendo all'ipotesi di un nuovo socio forte. Sale Pirelli mentre il giudice di Milano ha condannato Tronchetti Provera a 1 anno e 8 mesi per la vicenda dei dossier illeciti ai tempi di Telecom Italia.

Sul versante obbligazionario, c'era attesa per l'asta di titoli di Stato portoghesi a 12 mesi, che ha registratro come da previsioni un rialzo dei tassi con domanda in calo, pagando le conseguenze dell'incertezza politica. Lisbona ha venduto 1,2 miliardi di euro di titoli ad un anno con rendimenti in rialzo all'1,72% dall'1,23% e domanda pari a 1,8 volte l'importo offerto, in calo da 2,2 precedente. Attesa anche per l'asta tedesca. In Italia, lo spread tra Btp e Bund sale a quota 295 punti base, con una cedola del 4,5% per il decennale italiano sul mercato secondario: ad alimentare lo spread è il calo dei bund tedeschi dopo il successo dell'asta odierna da 5 miliardi. A livello macroeconomico la disoccupazione del Regno Unito rimane stabile al 7,8%, mentre Bankitalia - dopo aver aggiornato il record di debito pubblico per il Tesoro - ha peggiorato le previsioni sul Pil tricolore, visto ora in calo dell1,9% nel 2013. Sempre in Italia si registra un forte aumento della povertà, ai massimi dal 2005.

Le parole del governatore americano fanno cambiare umore anche a Wall Street: il Dow Jones si muove poco sopra la parità in linea con la debolezza di ieri legata anche ai conti di Coca Cola. In chiusura il Dow Jones ha guadagnato lo 0,12%, il Nasdaq lo 0,32%, mentre l'S&P 500 è salito dello 0,2%. Sul fronte immobiliare, le richieste di mutui Usa nell'ultima settimana sono diminuite del 2,6%. Giù nettamente (-9,9%) anche gli avvii dei cantieri di nuove unità abitative a giugno e anche i permessi (-7,5%) per nuove costruzioni.

In mattinata, in Oriente aveva prevalso la cautela in attesa di nuove da Washington. La Borsa di Tokyo ha chiuso gli scambi a +0,11%, con uno scatto nel finale dopo una giornata di scambi fiacchi. La Bank of Japan ha pubblicato i verbali delle sue ultime riunioni, dai quali è emerso un sostanziale immobilismo e la scelta unanime di non mettere in campo altre misure per frenare i picchi dei tassi di interesse. Sul fronte valutario, lo yen si è portato ai minimi da tre settimane nei confronti del dollaro. Il biglietto verde ha guadagnato nei confronti di tutte le altre valute e secondo Anshu Jain, co-amministratore delegato di Deutsche Bank intervistato da Bloomberg, "la reindustrializzazione e la nuova spinta dei consumi delle famiglie Usa lasciano presagire a una lunga, forte fase di crescita per l'economia americana, con effetti benefici per il dollaro". Il cambio tra euro chiude sotto quota 1,31 dollari, mentre il biglietto verde riprende quota dopo dell'audizione di Ben Bernanke al Congresso: la moneta europea passa di mano a 1,3098 dollari.

I prezzi del petrolio si stabilizzano dopo il nuovo calo, maggiore delle stime, per le scorte di greggio: gli stoccaggi Usa sono scesi di 6,9 milioni di barili. Il future sul Wti con consegna dicembre azzerano le perdite e qha azzerato le perdite e quotano 106 dollari il barile. L'oro spot perde qualche decimo di punto percentuale, rimanendo sopra la soglia di 1.281 dollari l'oncia.