Economia

Spread giù, Mediaset su a Piazza Affari
Il calo delle vendite Ue zavorra la Borse

Sugli scudi il titolo del Biscione. Intanto, l'indice Pmi servizi rilevato da Hsbc per la Cina si è stabilizzato a quota 51,3 punti: la crescita di Pechino, quindi, rallenta, ma rimane costante. Si allenta la tensione sul debito pubblico italiano, nonostante la condanna di Berlusconi. Debole Wall Street

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MILANO - Smaltita la delusione per il dato sul lavoro negli Usa inferiore alle attese e assorbito il contraccolpo della condanna di Silvio Berlusconi, le Borse europee non riescono nel rimbalzo nonostante i segnali in arrivo dalla Cina dove l'indice Pmi servizi rilevato da Hsbc, sembra essersi stabilizzato: a luglio è risultato invariato a 51,3 punti rispetto al mese precedente. Una lettura sopra 50 punti è segno di un'economia in espansione, mentre sotto questo livello si parla di contrazione. "L'indice Pmi servizi si è stabilizzato su un relativo basso livello di crescita - ha commentato Hongbin Qu, capo economista Cina di Hsbc - ma i margini di guadagno continuano a essere sotto pressione. Senza un sostanzioso incremento di domanda, la crescita dei servizi è destinata a restare opaca".

In Europa pesa anche il calo delle vendite al dettaglio. E così a Milano Piazza Affari chiude una seduta priva di spunti in calo dello 0,13%, mentre nel resto del Vecchio continente solo Parigi resta sopra la parità con l'indice Cac 40 che avanza dello 0,16%. Francoforte lima uno 0,09%, Londra cede lo 0,43%. Tra i singoli titoli vola Mediaset sostenuta da alcuni report positivi. Vendite, invece, su Telecom Italia dopo la maxi causa avviata da Vodafone e il taglio a rating, con outlook negativo, deciso da Fitch. L'euro chiude debole a 1,3249 dollari e 130,59 yen sulla scia del calo delle vendite al dettaglio nell'Eurozona e della possibilità che la Bce tagli nuovamente i tassi di interesse. Si allentano, invece, le tensioni sul debito pubblico italiano. Nonostante la condanna di Berlusconi, infatti, la maggioranza di governo sembra tenere e, così, lo spread, la differenza di rendimento tra Btp e Bund, è in calo sotto quota 260 punti con i titoli italiani che rendono il 4,2%.

In calo anche Wall Street: dopo il record di venerdì scorso, alla chiusura dei mercati europei il Dow Jones cede lo 0,3%, mentre l'S&P 500 e il Nasdaq sono invariati. Non basta , quindi, a sostenere le quotazione l'indice Ism che misura l'andamento del settore dei servizi in Usa salito a 56 punti a luglio dai 52,2 punti di giugno. Il dato supera le attese degli analisti, che avevano previsto una lettura a 53 punti.

In mattinata la Borsa di Tokyo ha chiuso la seduta con un netto calo dell'1,44%, risentendo proprio del rimbalzo dello yen causato dai deludenti dati sull'occupazione Usa. Alla chiusura l'indice Nikkei 225 è sceso di 208,12 punti 14.258 punti. L'indice Topix ha perso lo 0,96% a 1.184,74 punti. Bassi i volumi, con 1,99 miliardi di titoli scambiati sul mercato principale.

Sul fronte delle materie prime, l'oro torna stabilmente sopra quota 1.300 dollari dopo i dati Usa sul mercato del lavoro - inferiori alle attese - che fanno ritornare l'interesse degli investitori per i beni rifugio: il metallo con consegna immediata è scambiato a 1.310 dollari.  Il prezzo del petrolio è stabile a quota 106 dollari al barile.