MILANO - L'attacco in Siria si allontana: il presidente americano Barack Obama apre alla soluzione diplomatica e i mercati tirano un sospiro di sollievo. Anche perché gli Stati Uniti sono alle prese con le trattative per innalzare il livello del debito: serve un'intesa entro inizio novembre, ma Democratici e Repubblicani sono ancora lontani dal trovare un accordo. In Italia, invece, Pdl e Pd hanno siglato una tregua sul fronte Berlusconi: il voto della giunta per le elezioni chiamata ad esprimersi sulla decadenza da senatore dell'ex premier slitta a giovedì prossimo. Si lavora per raggiungere un compromesso che tenga in vita il governo.
A risentire delle tensioni, finora, è stato lo spread, che oggi si allarga leggermente a 247 punti base. I titoli di Stato italiani rendono sul mercato secondario il 4,5%, più di quanto rendano i Bonos spagnoli che vedono la propria la differenza di rendimento con i bund tedeschi a quota 243. E il conto delle recenti instabilità viene pagato dal Tesoro, che deve alzare notevolmente le cedole offerte perché gli investitori sottoscrivano il debito italiano: la cedola Bot a un anno - ne sono stati piazzati 8,5 miliardi con una domanda di 1,36 volte l'offerta - passa da 1,053 a 1,34%, al top dal dicembre del 2012. Scende invece il rendimento per i 3 miliardi di Bot flessibili con scadenza a dicembre: da 0,599 a 0,509%. Secondo l'analisi a caldo di Ig Markets, "il risultato è stato in linea con le attese in termini di rendimento. Ovviamente il forte rialzo dei tassi ha attirato l'attenzione degli operatori, visto che la domanda in termini assoluti è stata di circa mezzo miliardo superiore a quella di agosto" e nel complesso "l'asta ha risentito di tutte le incertezze politiche che sono affiorate nelle ultime settimane". Anche la Germania, intanto, ha registrato un netto rialzo dei tassi in asta: i Bund decennali rendono più del 2%.
Della tregua al Senato beneficia, invece, Mediaset che torna sugli scudi a Piazza Affari e trascina in rialzo il listino milanese. Il Ftse Mib svetta in Europa e chiude in rialzo dell'1,33%. Nel resto del Vecchio continente i listini avanzano in ordine sparso: Londra chiude praticamente invariata a +0,07%, Parigi segna +0,06% alla fine degli scambi. Più convinta Francoforte, che chiude in positivo dello 0,58%. L'euro segna un rialzo a 1,3295 dollari dopo aver toccato un massimo di seduta di 1,3301 dollari. Sul fronte macroeconomico arrivano segnali positivi dall'Europa e da Confindustria. Secondo il presidente della Commissione Ue, José Barroso, la "ripresa è vicina", mentre per il Centro studi di Confindustria "la recessione in Italia è finita". Cala intanto a sorpresa il tasso di disoccupazione in Gran Bretagna, sceso al 7,7%. Sempre sul fronte macroeconomico si segnala il tasso di inflazione tedesco, invariato all'1,5% annuo adagosto.
Negli Stati Uniti si registra il netto calo (-13,5%) delle richieste di mutui, ai minimi dall'ottobre del 2008. Così dopo la buona seduta di ieri, alla chiusura dei mercati europei il Dow Jones si muove in rialzo dello 0,4%, mentre il Nasdaq - reduce da massimi degli ultimi 13 anni - cede lo 0,4%. Sul listino tecnologico finisce sotto pressione Apple all'indomani della presentazione dei nuovi iPhone, che hanno deluso gli analisti: Ubs e BofA hanno bocciato le strategie di Cupertino.
In mattinata, chiusura invariata per la Borsa di Tokyo (+0,01%) dopo due giorni di solidi guadagni, pari a un totale del 4% circa, con l'euforia alimentata dall'assegnazione a Tokyo dei Giochi olimpici estivi del 2020 e dei risultati economici positivi, segnale di una ripresa in corso in Giappone. Sul fronte delle materie prime, il petrolio a ottobre è praticamente invariato in area 107 dollari al barile; le scorte di petrolio settimanali sono scese negli Usa di 219mila barili. L'oro a dicembre scivola ancora in area 1.360 dollari l'oncia.
A risentire delle tensioni, finora, è stato lo spread, che oggi si allarga leggermente a 247 punti base. I titoli di Stato italiani rendono sul mercato secondario il 4,5%, più di quanto rendano i Bonos spagnoli che vedono la propria la differenza di rendimento con i bund tedeschi a quota 243. E il conto delle recenti instabilità viene pagato dal Tesoro, che deve alzare notevolmente le cedole offerte perché gli investitori sottoscrivano il debito italiano: la cedola Bot a un anno - ne sono stati piazzati 8,5 miliardi con una domanda di 1,36 volte l'offerta - passa da 1,053 a 1,34%, al top dal dicembre del 2012. Scende invece il rendimento per i 3 miliardi di Bot flessibili con scadenza a dicembre: da 0,599 a 0,509%. Secondo l'analisi a caldo di Ig Markets, "il risultato è stato in linea con le attese in termini di rendimento. Ovviamente il forte rialzo dei tassi ha attirato l'attenzione degli operatori, visto che la domanda in termini assoluti è stata di circa mezzo miliardo superiore a quella di agosto" e nel complesso "l'asta ha risentito di tutte le incertezze politiche che sono affiorate nelle ultime settimane". Anche la Germania, intanto, ha registrato un netto rialzo dei tassi in asta: i Bund decennali rendono più del 2%.
Della tregua al Senato beneficia, invece, Mediaset che torna sugli scudi a Piazza Affari e trascina in rialzo il listino milanese. Il Ftse Mib svetta in Europa e chiude in rialzo dell'1,33%. Nel resto del Vecchio continente i listini avanzano in ordine sparso: Londra chiude praticamente invariata a +0,07%, Parigi segna +0,06% alla fine degli scambi. Più convinta Francoforte, che chiude in positivo dello 0,58%. L'euro segna un rialzo a 1,3295 dollari dopo aver toccato un massimo di seduta di 1,3301 dollari. Sul fronte macroeconomico arrivano segnali positivi dall'Europa e da Confindustria. Secondo il presidente della Commissione Ue, José Barroso, la "ripresa è vicina", mentre per il Centro studi di Confindustria "la recessione in Italia è finita". Cala intanto a sorpresa il tasso di disoccupazione in Gran Bretagna, sceso al 7,7%. Sempre sul fronte macroeconomico si segnala il tasso di inflazione tedesco, invariato all'1,5% annuo adagosto.
Negli Stati Uniti si registra il netto calo (-13,5%) delle richieste di mutui, ai minimi dall'ottobre del 2008. Così dopo la buona seduta di ieri, alla chiusura dei mercati europei il Dow Jones si muove in rialzo dello 0,4%, mentre il Nasdaq - reduce da massimi degli ultimi 13 anni - cede lo 0,4%. Sul listino tecnologico finisce sotto pressione Apple all'indomani della presentazione dei nuovi iPhone, che hanno deluso gli analisti: Ubs e BofA hanno bocciato le strategie di Cupertino.
In mattinata, chiusura invariata per la Borsa di Tokyo (+0,01%) dopo due giorni di solidi guadagni, pari a un totale del 4% circa, con l'euforia alimentata dall'assegnazione a Tokyo dei Giochi olimpici estivi del 2020 e dei risultati economici positivi, segnale di una ripresa in corso in Giappone. Sul fronte delle materie prime, il petrolio a ottobre è praticamente invariato in area 107 dollari al barile; le scorte di petrolio settimanali sono scese negli Usa di 219mila barili. L'oro a dicembre scivola ancora in area 1.360 dollari l'oncia.