MILANO - La crisi non allenta la sua presa sul commercio: nonostante la presenza di segnali di miglioramento rispetto al 2012, l'estate 2013 segna l'ennesimo momento nero del settore. Secondo le rilevazioni dell'Osservatorio Confesercenti, tra luglio e agosto hanno aperto 2.656 nuove imprese commerciali in sede fissa e hanno cessato l'attività 5.574, con saldo negativo a quota 2.918 negozi.
Di fatto - spiega la Confesercenti - si annulla la "ripresina" messa a segno nel bimestre precedente di quest'anno. Nei mesi di maggio e giugno 2013, infatti, si è rilevata l'apertura di 7.546 nuove imprese, 3.532 in più rispetto al numero di iscrizioni avvenuto tra marzo e aprile. Un piccolo boom (+88% sul periodo marzo-aprile) che aveva permesso, per la prima volta, un'inversione di tendenza, portando a chiudere il terzo bimestre del 2013 con un saldo positivo, sebbene esiguo, di 1.422 imprese.
Complessivamente, nei primi otto mesi dell'anno si registra nel commercio al dettaglio in sede fissa un saldo negativo di 14.246 imprese, a fronte di 18.208 nuove aperture e 32.454 chiusure. Si tratta comunque di un miglioramento, anche se debole, del saldo di natimortalità registrato nei primi otto mesi del 2012, negativo per 15.772 esercizi. Il miglior risultato del 2013 è da addebitarsi principalmente all'aumento delle nuove iscrizioni (+ 2.015 rispetto al 2012), un dato che compensa il più lieve incremento delle chiusure (+489 sullo scorso anno).
Alla crisi del commercio in sede fissa corrisponde una relativa vitalità degli esercizi su area pubblica, che dall'inizio del 2013 registrano 1.972 imprese in più. Rispetto al numero di aziende rilevate ad agosto 2012, il numero di imprese nel comparto è aumentato in un anno di 6.396 unità, mentre per il commercio in sede fissa si è assistito a una diminuzione di 4.800 imprese. Per quanto riguarda il commercio su area pubblica, da segnalare che la percentuale di imprenditori stranieri nel settore è ormai arrivata al 67%.
Di fatto - spiega la Confesercenti - si annulla la "ripresina" messa a segno nel bimestre precedente di quest'anno. Nei mesi di maggio e giugno 2013, infatti, si è rilevata l'apertura di 7.546 nuove imprese, 3.532 in più rispetto al numero di iscrizioni avvenuto tra marzo e aprile. Un piccolo boom (+88% sul periodo marzo-aprile) che aveva permesso, per la prima volta, un'inversione di tendenza, portando a chiudere il terzo bimestre del 2013 con un saldo positivo, sebbene esiguo, di 1.422 imprese.
Complessivamente, nei primi otto mesi dell'anno si registra nel commercio al dettaglio in sede fissa un saldo negativo di 14.246 imprese, a fronte di 18.208 nuove aperture e 32.454 chiusure. Si tratta comunque di un miglioramento, anche se debole, del saldo di natimortalità registrato nei primi otto mesi del 2012, negativo per 15.772 esercizi. Il miglior risultato del 2013 è da addebitarsi principalmente all'aumento delle nuove iscrizioni (+ 2.015 rispetto al 2012), un dato che compensa il più lieve incremento delle chiusure (+489 sullo scorso anno).
Alla crisi del commercio in sede fissa corrisponde una relativa vitalità degli esercizi su area pubblica, che dall'inizio del 2013 registrano 1.972 imprese in più. Rispetto al numero di aziende rilevate ad agosto 2012, il numero di imprese nel comparto è aumentato in un anno di 6.396 unità, mentre per il commercio in sede fissa si è assistito a una diminuzione di 4.800 imprese. Per quanto riguarda il commercio su area pubblica, da segnalare che la percentuale di imprenditori stranieri nel settore è ormai arrivata al 67%.