Economia

Usa, dialogo a oltranza sul tetto al debito.
Mercati timidi, crollano i rendimenti Btp

Listini Ue in lieve rialzo, Piazza Affari chiude a +0,2%. I Btp tornano a rendere meno dei Bonos spagnoli dopo una settimana perfetta di aste per il Tesoro. Oggi collocati titoli a 3 e 15 anni, cedole in netto calo e spread a 240 punti. La Borsa di Tokyo positiva in scia all'avvicinamento tra Democratici e Repubblicani sull'innalzamento del tetto del debito, Wall Street tira il fiato

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MILANO - L'accordo sul tetto del debito americano, lo spauracchio che avrebbe portato gli Stati Uniti al default tecnico il prossimo 17 ottobre, sembra ora fattibile, per quanto resti una soluzione parziale. Dopo le aperture di Obama è arrivata una proposta concreta da parte dei Repubblicani, che vorrebbero concedere al Tesoro sei settimane di sforamento del tetto a 16.700 miliardi di dollari, per sedersi veramente al tavolo delle trattative. In cambio, il presidente americano vuole metter fine allo shutdown, la chiusura di numerose attività federali scattata perché è mancato l'accordo sul budget di Washington. Durante l'incontro della serata italiana non c'è stato ancora l'ok definitivo - ma la promessa di dialogare a oltranza e sensazioni "positive" - e anche Mario Draghi, intervenendo sul punto dopo aver spiegato la scelta della Bce di promettere tassi bassi a lungo, ha ammonito sui "gravi rischi su scala globale" che potrebbero derivare dalla crisi del debito americano.

Ma l'aver rotto il ghiaccio è bastato ai mercati, che da New York a Tokyo hanno festeggiato il passo avanti reciproco di Democratici e Gop. Ieri Wall Street ha segnato la seconda migliore performance dall'inizio dell'anno, ma oggi tira il fiato in attesa di nuove indicazioni: alla chiusura delle Borse Ue il Dow Jones sale dello 0,4%, il Nasdaq dello 0,5% e lo S&P 500 dell0 0,3%. JP Morgan e Wells Fargo hanno riportato trimestrali contrastanti: in rosso la prima sotto il peso dei costi legali, da record la seconda. L'ottimismo degli investitori si è placato in Europa, dove i mercati erano reduci dalla seduta di corsa di giovedì. Il Ftse Mib di Piazza Affari chiude così in rialzo dello 0,24%, ai massimi dal 26 luglio 2011: positiva Autogrill, mentre tra i titoli peggiori si registra il ribasso di Saipem. Nel resto del Vecchio Continente, Londra segna +0,88%, Francoforte +0,45%, Parigi aggiunge lo 0,04%.

In Italia, dopo l'approvazione della "manovrina" da 1,6 miliardi per rientrare sotto il tetto del 3% di deficit sul Pil, l'attenzione politica si sposta su argomenti quali l'immigrazione e il futuro politico giudiziario di Berlusconi. Lo spread scende a 241 punti base, per un rendimento del decennale italiano inferiore al 4,3%, meno di quello spagnolo. Dopo l'ottimo collocamento del nuovo Btp a sette anni e quello dei Bot annuali di ieri, il buon momento del Tesoro si conferma con l'asta di oggi. L'Italia ha infatti ha piazzato tutti i 6 miliardi di titoli in asta, con rendimenti in calo: 3,5 miliardi di Btp a tre anni, con un tasso sceso al 2,25% dal 2,72%, e 1,25 miliardi di titoli a 15 anni, con il rendimento calato al 4,59% rispetto al 4,89% di un mese fa. Collocati anche 1,25 miliardi di Ccteu con scadenza novembre 2018 a un tasso del 2,32%.

In mattinata, nell'indice Msci Asian per ogni azione in calo se ne sono registrate quattro in crescita. La Borsa di Tokyo ha concluso gli scambi in rialzo dell'1,48%, con il Nikkei che ha beneficiato anche della frenata dello yen. Tra i singoli titoli si registra l'andamento pesante di Fast Retailing (-3%): la holding della catena di abbigliamento Uniqlo ha diffuso ieri conti record sull' esercizio 2012/13, ma stime su quello in corso sotto le attese.

L'euro chiude in rialzo a 1,3563 dollari e 133,32 yen; dopo un'apertura in rialzo, segno di un maggiore ottimismo dei mercati, il biglietto verde chiude stabile sullo yen a quota 98,31. Dal fronte macroeconomico si registra il nuovo rallentamento dell'inflazione tedesca: a settembre i prezzi in Germania sono rimasti invariati su base mensile, mentre sono cresciuti dell'1,4% su base annua. In Spagna, la corsa dei prezzi si è arrestata al +0,5% annuo e in Italia l'Istat ha registrato un +0,9% annuo a settembre, ma un calo dello 0,3% mensile. Dagli Stati Uniti sono arrivate indicazioni negative sulla fiducia dei consumatori, scesa ai minimi da nove mesi a ottobre a causa dello shutdown.

Quanto alle materie prime, l'oro tratta in ribasso mentre in Europa terminano gli scambi: lascia sul terreno il 2,2% a quota 1.267 dollari l'oncia. Pesante anche il petrolio, con il Wti in ribasso dell'1,2% sotto 102 dollari al barile.