Economia

Salgono le retribuzioni a settembre.
I salari battono l'inflazione dello 0,5%

Il mese scorso non si sono registrate variazioni mensili, ma nel raffronto annuo le retribuzioni contrattuali sono salite dell'1,4%. L'inflazione, invece, è stata dello 0,9% e tra le due componenti si è registrato il maggior scarto da agosto 2010

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MILANO - Le retribuzioni, pur restando piatte a settembre rispetto ad agosto, scattano dell'1,4 per cento annuo: una performance che permette di distanziare la dinamica dei rincari dei prezzi, regalando agli stipendiati un margine di mezzo punto percentuale rispetto all'inflazione. Come ha comunicato l'Istat, infatti, a settembre le retribuzioni contrattuali orarie sono rimaste ferme su base mensile e sono aumentate dell'1,4% tendenziale; in nove mesi la retribuzione oraria media è cresciuta dell'1,4% su anno. Lo stesso Istituto segnala che con l'inflazione allo 0,9%, a settembre la forbice è stata di 0,5 punti percentuali, mai così larga a favore dei salari da agosto 2010. L'indice delle retribuzioni orarie si è attestato a settembre a quota 104,2 punti, mentre la base 100 risale al dicembre del 2010.

L'aumento è stato dell'1,8% tendenziale nel settore privato e nullo nella Pubblica amministrazione, dove vige lo stop contrattuale che è stato oggetto di proroga nella Legge di Stabilità al vaglio del Senato. A fine settembre erano in vigore 25 contratti collettivi nazionali per la parte economica pari al 49,2% dei dipendenti e corrispondenti al 47,4% del monte retributivo osservato (6,3 milioni di dipendenti). Sono in attesa di rinnovo 49 contratti per 6,5 milioni di dipendenti (di cui 2,9 nel pubblico impiego): la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo è del 50,8% nel totale dell’economia e del 36,4% nel settore privato.



Guardando ai vari settori, l'Istat precisa che a settembre presentano gli incrementi tendenziali maggiori quelli di "alimentari bevande e tabacco" (4,4%), "agricoltura" (3,7%) e  "telecomunicazioni" (2,5%). Si registra un aumento dello 0,1% per il settore tessile, abbigliamento e lavorazione pelli e stazionarietà per tutti i comparti della pubblica amministrazione.

L'Istituto di Statistica proietta anche i dati fin qui registrati, considerando le disposizioni definite dai contratti in vigore, sull'intero 2013: l'indice registrerebbe nel 2013 un incremento dell’1,5%. Con riferimento al semestre ottobre 2013-marzo 2014, in assenza di rinnovi il tasso di crescita tendenziale dell’indice generale risulterebbe dell’1,1%, come media delle variazioni mensili che si ridurrebbero dall’1,5% di ottobre allo 0,9% di marzo 2014.
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