Economia

Asta Bot, i tassi al minimo storico.
Borse Ue deboli, rally di Tokyo

Il Tesoro colloca 6,5 miliardi di titoli annuali, il rendimento scende allo 0,688%. Lo spread è stabile in area 235 punti base, Miano chiude a -0,54%. Il dollaro si rafforza su yen ed euro, spingendo il listino nipponico che chiude a +2,2%. Termina il Comitato centrale del Partito in Cina, avanti con le riforme. Ocse: segnali positivi per l'Italia

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MILANO - Le oscillazioni del mercato valutario, legate alle mosse della Fed e della Bce oltre che alle aspettative sull'andamento dell'economia, dettano la linea al comparto azionario. Così la Borsa di Tokyo vola grazie allo yen debole e tocca il picco più alto da tre settimane, mentre il biglietto verde si rafforza dopo le indicazioni migliori delle aspettative giunte dalle rilevazioni sul mercato del lavoro americano della scorsa settimana. Sul versante obbligazionario, invece, il Tesoro italiano riesce a incassare il dividendo della ritrovata stabilità globale vendendo Bot annuali con i tassi ai minimi storici dall'entrata in vigore della moneta unica.

L'euro chiude sopra 1,34 dollari, mentre il biglietto verde avanza al top da un mese sullo yen. La divisa unica aveva toccato un minimo a 1,3358 dollari sulla scia della scommessa degli investitori, che puntano su un rapido avvio del "tapering" - il ridimensionamento degli stimoli monetari della Federal Reserve attualmente fissati a 85 miliardi al mese - alla luce dei positivi dati macro degli Usa. Sensazione confermata dalle parole del governatore della Fed di Dallas, Richard Fisher, secondo il quale il programma di stimoli all'economia non può andare avanti per sempre. Intanto l'indice della Fed di Chicago sull'attività delle imprese si è attestato a quota +0,14 dai +0,13 punti fatti segnare in agosto. La media mobile degli ultimi tre mesi è così risalita a -0,03 punti dai -0,15 punti di settembre.

La prospettiva del tapering torna a farla da padrona a Wall Street: il Dow Jones perde lo 0,20%, il Nasdaq è invariato a 3.919,92 punti mentre lo S&P 500 cede lo 0,2%. In Europa, i mercati chiudono deboli: Londra cede lo 0,02%, Francoforte lo 0,34%, Parigi lo 0,61% e Milano lo 0,54%. Sul listino di Piazza Affari, l'attenzione del mercato si è concentrata su Intesa Sanpaolo, che è uscita da Generali cedendo il suo pacchetto dell'1,3% della compagnia triestina: ha incassato 348 milioni, di cui 63 di plusvalenza, che uniti ai proventi di una precedente vendita portano il conto del "disimpegno" a un utile di 82 milioni. Tra le popolari si segnala il ritorno all'utile nei nove mesi per Bpm e Banco; pesante Atlantia, che ha accusato il collocamento da parte di Toti dell'11% di Gemina, con cui è in programma la fusione. Bene invece Finmeccanica, che ha chiuso in netto rialzo. Tra le compagnie estere si segnala il ritorno all'utile di Vodafone, che aumenta il programma di investimenti.

Lo spread, la differenza tra il rendimento offerto dai Btp e i Bund decennali, rimane stabile in area 235 punti base, per una cedola del bond italiano al 4,1% sul mercato secondario. Il Tesoro ha venduto tutti i 6,5 miliardi di euro di Bot annuali previsti, con un rendimento in calo allo 0,688% (da 0,999% dell'asta di ottobre). Il precedente minimo storico risale a maggio, a quota 0,703%. In miglioramento anche la domanda, con un rapporto di copertura salito a 1,80 da 1,72 precedente. Un buon viatico, insomma, per l'asta di Btp a tre e trent'anni in agenda per domani. Un incoraggiamento all'Italia è arrivato anche dall'Ocse, il cui superindice sull'economia è arrivato a 100,7 punti a settembre. Per il Belpaese proseguono i segnali positivi, con un risultato di 100,9 punti dai 100,7 di agosto. Previsioni sull'economia tricolore sono arrivate da Moody's: l'agenzia di rating vede un Pil 2013 fra -2 e -1% (tre mesi fa era fra -2,5% e -1,5%) e fra zero e +1% nel 2014 (era -0,5% e +0,5%). Continua però la crescita della disoccupazione, attesa fra 12 e 13% nel 2014. Di simile tenore le considerazioni di Bankitalia, che parla di ripresa in vista ma ancora di incertezza sulle prospettive.

In mattinata, tornando a Tokyo, l'indice guida Nikkei ha guadagnato il 2,2% e chiuso le contrattazioni a 14.588,68 punti, quotazione migliore dal 23 ottobre e il più ampio guadagno percentuale giornaliero da inizio settembre. Sul fronte macroeconomico si registra il calo dell'inflazione in Italia allo 0,8% annuo a ottobre, mentre in Gran Bretagna rallenta al 2,2% dal 2,7% precedente; in Germania, intanto, la lettura finale dell'indice dei prezzi al consumo segna un +1,2% su base annua e un +0,2% su base mensile, valori che rispecchiano le previsioni. Occhi puntati anche sulla Cina, dove si è concluso il summit di quattro giorni del Comitato centrale del Partito comunista cinese. E' stata presa la decisione di "approfondire in modo completo le riforme" economiche che Pechino intende affrontare sulla via di una serie di liberalizzazioni, come riporta l'agenzia Xinhua. I leader si sono impegnati a varare riforme fiscali e rurali, allentare i controlli sugli investimenti e lasciare che il mercato giochi un ruolo "decisivo" nell'allocazione delle risorse.

Prosegue infine il trend al ribasso dell'oro: mentre in Europa terminano gli scambi, il contratto a dicembre a New York lima qualcosa e si porta sotto 1.280 dollari l'oncia. Quello del petrolio greggio, sempre a dicembre, oscilla intorno a 95 dollari al barile.