MILANO - Fine settimana a ritmi blandi per i mercati globali, rimasti orfani degli spunti di Wall Street e delle rilevazioni macroeconomiche americane in occasione del Thanksgiving, mentre domani la seduta sarà a mezzo servizio per il Black Friday che avvia la stagione dello shopping natalizio. Ieri, però, la Borsa di New York ha fatto in tempo ad archiviare nuovi record (il 38esimo dell'anno per lo S&P e il 44esimo per il Dow Jones) grazie ai dati macroeconomici migliori delle previsioni sul fronte dell'occupazione, del manifatturiero e della fiducia dei consumatori che fanno ben sperare per l'imminente stagione degli acquisti. Così il Dow Jones è salito dello 0,15% a 16.097,33 punti. Il Nasdaq è cresciuto dello 0,67%, a quota 4.044,75 e lo S&P 500 ha lo 0,25% a 1.807,23 punti.
Abbastanza per restituire il buonumore ai listini europei in scia anche ai dati macroeconomici arrivati nel corso della giornata. In primo luogo si è messa in evidenza la disoccupazione tedesca: il tasso dei senza lavoro a novembre è rimasto stabile al 6,9%, in linea con le attese. In ripresa l'andamento dei prezzi, con l'inflazione tedesca allo 0,2% mensile a novembre e all'1,3% annuo, sopra le attese. In Italia, invece, è tornata a salire la fiducia delle imprese con l'indice a 83,2 punti a novembre dai precedenti 79,9. A livello di Eurozona, la fiducia economica a novembre è salita di 0,8 punti, quella del business è tornata positiva dopo venti mesi e l'Italia ha registrato l'incremento maggiore tra le principali economie. La Spagna, intanto, certifica l'uscita dalla recessione con una crescita del Pil dello 0,1% nel terzo trimestre, mentre la variazione annua resta negativa (-1,1%). Segnali positivi per Madrid sono arrivati anche dall'inflazione, che è ripartita con un timido +0,3% annuo a novembre. In questo contesto, Piazza Affari rafforza i guadagni con il Ftse Mib che chiude la seduta in rialzo dello 0,92% sospinto dalle banche e torna oltre quota 19mila punti. Tra i singoli titoli si guarda ancora a Mps, interessata dall'operazione di ricapitalizzazione da 3 miliardi. In cima al listino svetta Fiat. Segni positivi anche per gli altri mercati del Vecchio continente: il Dax di Francoforte avanza dello 0,39% a 9.387,7 punti dopo aver toccato un record di 9.399,63 punti; il Cac 40 di Parigi cresce dello 0,22% e il Ftse 100 di Londra segna +0,08%.
L'euro chiude in rialzo a 1,3603 dollari, dopo aver aggiornato a 1,3617 il proprio massimo da un mese sul biglietto verde, e 139,01 yen, non lontano dal top degli ultimi quattro anni e mezzo di 139,26 yen toccato in giornata. Lo spread, la differenza tra il rendimento di Btp e Bund, è invariato in area 235 punti base per un rendimento del 4,04% del decennale italiano ai minimi dal 28 maggio scorso.
Un trend confermato anche dalla ultime aste del Tesoro che ieri ha collocato bene 7 miliardi di Bot semestrali, mentre oggi ha venduto 2,5 miliardi di Btp con scadenza marzo 2024 con una domanda da parte degli investitori pari a oltre 3,8 miliardi. Il tasso è sceso al 4,01% dal 4,11% del mese scorso, toccando i minimi dallo scorso 29 aprile. Stefano Sardelli, consigliere Assiom Forex, spiega che il "test internazionale, dopo i noti avvenimenti politici di ieri, ha avuto un esito positivo". Il rendimento "ai minimi da aprile scorso, ma che non scende come molti si attendevano sotto la soglia del 4%, è in linea con il sentiment del mercato che continua ad essere molto positivo". Secondo Vincenzo Longo di Ig Markets, "il calo però ha pesato sulla domanda, dato che in termini assoluti la richiesta è stata più bassa rispetto alle aste di ottobre di circa 800 milioni di euro". Quanto all'andamento dello spread, per Sardelli "sembra risentire bene del quadro generale, forte anche dell'ampia liquidità a disposizione del Tesoro in ragione del grande successo dell'emissione del Btp Italia di due settimane fa".
In mattinata, l'ottima performance americana aveva di nuovo spinto le Borse asiatiche, con Tokyo capace di raggiungere i massimi dal dicembre del 2007. La Piazza nipponica era reduce da due giorni fiacchi, ma il nuovo balzo conferma che novembre si appresta a chiudersi come miglior mese del 2013. A trainare ancora una volta i listini del Sol levante ci ha pensato lo yen, ai minimi sul dollaro. Bene i gruppi dell'export verso il mercato statunitense all'indomani dei dati macro che hanno indicato un'economia in salute, grazie agli stimoli della Fed. Il Nikkei ha chiuso in crescita dell'1,8%, mentre i profitti dell'industria cinese a ottobre aiutano Shanghai (+0,8%).
Lieve rialzo per l'oro: il metallo con consegna immediata sale a 1245 dollari l'oncia, mentre - come rivela il Wall Streetle autorità finanziarie di controllo nel Regno Unito e in Germania hanno lanciato un'inchiesta su presunte manipolazioni dei prezzi dell'oro e dell'argento da parte delle banche. Il prezzo del petrolio è praticamente invariato sopra 92 dollari.
Abbastanza per restituire il buonumore ai listini europei in scia anche ai dati macroeconomici arrivati nel corso della giornata. In primo luogo si è messa in evidenza la disoccupazione tedesca: il tasso dei senza lavoro a novembre è rimasto stabile al 6,9%, in linea con le attese. In ripresa l'andamento dei prezzi, con l'inflazione tedesca allo 0,2% mensile a novembre e all'1,3% annuo, sopra le attese. In Italia, invece, è tornata a salire la fiducia delle imprese con l'indice a 83,2 punti a novembre dai precedenti 79,9. A livello di Eurozona, la fiducia economica a novembre è salita di 0,8 punti, quella del business è tornata positiva dopo venti mesi e l'Italia ha registrato l'incremento maggiore tra le principali economie. La Spagna, intanto, certifica l'uscita dalla recessione con una crescita del Pil dello 0,1% nel terzo trimestre, mentre la variazione annua resta negativa (-1,1%). Segnali positivi per Madrid sono arrivati anche dall'inflazione, che è ripartita con un timido +0,3% annuo a novembre. In questo contesto, Piazza Affari rafforza i guadagni con il Ftse Mib che chiude la seduta in rialzo dello 0,92% sospinto dalle banche e torna oltre quota 19mila punti. Tra i singoli titoli si guarda ancora a Mps, interessata dall'operazione di ricapitalizzazione da 3 miliardi. In cima al listino svetta Fiat. Segni positivi anche per gli altri mercati del Vecchio continente: il Dax di Francoforte avanza dello 0,39% a 9.387,7 punti dopo aver toccato un record di 9.399,63 punti; il Cac 40 di Parigi cresce dello 0,22% e il Ftse 100 di Londra segna +0,08%.
L'euro chiude in rialzo a 1,3603 dollari, dopo aver aggiornato a 1,3617 il proprio massimo da un mese sul biglietto verde, e 139,01 yen, non lontano dal top degli ultimi quattro anni e mezzo di 139,26 yen toccato in giornata. Lo spread, la differenza tra il rendimento di Btp e Bund, è invariato in area 235 punti base per un rendimento del 4,04% del decennale italiano ai minimi dal 28 maggio scorso.
Un trend confermato anche dalla ultime aste del Tesoro che ieri ha collocato bene 7 miliardi di Bot semestrali, mentre oggi ha venduto 2,5 miliardi di Btp con scadenza marzo 2024 con una domanda da parte degli investitori pari a oltre 3,8 miliardi. Il tasso è sceso al 4,01% dal 4,11% del mese scorso, toccando i minimi dallo scorso 29 aprile. Stefano Sardelli, consigliere Assiom Forex, spiega che il "test internazionale, dopo i noti avvenimenti politici di ieri, ha avuto un esito positivo". Il rendimento "ai minimi da aprile scorso, ma che non scende come molti si attendevano sotto la soglia del 4%, è in linea con il sentiment del mercato che continua ad essere molto positivo". Secondo Vincenzo Longo di Ig Markets, "il calo però ha pesato sulla domanda, dato che in termini assoluti la richiesta è stata più bassa rispetto alle aste di ottobre di circa 800 milioni di euro". Quanto all'andamento dello spread, per Sardelli "sembra risentire bene del quadro generale, forte anche dell'ampia liquidità a disposizione del Tesoro in ragione del grande successo dell'emissione del Btp Italia di due settimane fa".
In mattinata, l'ottima performance americana aveva di nuovo spinto le Borse asiatiche, con Tokyo capace di raggiungere i massimi dal dicembre del 2007. La Piazza nipponica era reduce da due giorni fiacchi, ma il nuovo balzo conferma che novembre si appresta a chiudersi come miglior mese del 2013. A trainare ancora una volta i listini del Sol levante ci ha pensato lo yen, ai minimi sul dollaro. Bene i gruppi dell'export verso il mercato statunitense all'indomani dei dati macro che hanno indicato un'economia in salute, grazie agli stimoli della Fed. Il Nikkei ha chiuso in crescita dell'1,8%, mentre i profitti dell'industria cinese a ottobre aiutano Shanghai (+0,8%).
Lieve rialzo per l'oro: il metallo con consegna immediata sale a 1245 dollari l'oncia, mentre - come rivela il Wall Streetle autorità finanziarie di controllo nel Regno Unito e in Germania hanno lanciato un'inchiesta su presunte manipolazioni dei prezzi dell'oro e dell'argento da parte delle banche. Il prezzo del petrolio è praticamente invariato sopra 92 dollari.