Economia

Borse Ue deboli, spread in discesa.
Preoccupa ancora la disoccupazione

Il Black Friday spinge i consumi, e dà il via allo shopping di Natale con Wall Street a seduta ridotta. I mercati europei condizionati dalla pioggia di dati macroeconomici arrivati da tutto il Vecchio continente. S&P taglia il rating dell'Olanda. I Btp calano al 4,03%

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MILANO - Con Wall Street a mezzo servizio per il Black Friday che avvia lo shopping natalizio (all'indomani della chiusura per la festa del Ringraziamento), a dare la direzione ai mercati è la pioggia di dati macroeconomici arrivati dall'Europa. Sotto osservazione l'Italia con la disoccupazione che a ottobre è rimasta al livello record del 12,5%, mentre dalla zona euro arrivano, timidi, segnali di ripresa. Indicazioni che - per forza di cose - condizioneranno la prossima riunione della Bce, in agenda a Francoforte giovedì prossimo. Con la disoccupazione che fatica a scendere, ma soprattutto l'inflazione lontana dall'obiettivo del 2% annuo, il governatore Mario Draghi potrebbe spingere l'acceleratore su nuove misure straordinarie dopo aver ribadito alla Germania che "il mandato della Bce è chiaro. I prezzi non devono salire troppo, ma neppure scendere troppo". Nel frattempo è arrivato il taglio del rating dell'Olanda deciso da S&P a dimostrazione che gli eccessi di austerity pagano sempre meno.  

Un buon termometro della situazione economica arriverà anche dagli Stati Uniti, dove il Black Friday, la giornata che avvia lo shopping natalizio, darà indicazioni sullo stato dei consumi. Un aumento rispetto al 2012 mostrerebbe una crescente fiducia tra gli americani, un calo sarebbe il segnale che la ripresa resta fragile. Alla chiusura delle Borse europee, il Dow Jones avanza dello 0,32%, l'S&P dello 0,31% stabilmente oltre quota 1.800, mentre il Nasdaq recupera lo 0,5% consolidandosi oltre la soglia dei 4mila punti.

In questo contesto, a Milano, Piazza Affari chiude in calo dello 0,09%, mentre nel resto del Vecchio continente Francoforte è salita dello 0,21%, Parigi è invariata come Londra. In calo, invece, il rendimento dei titoli di Stato italiani che dopo il buon esito della tre giorni di aste scende, sul mercato secondario, al 4,04% ai minimi da sei mesi: si restringe anche lo spread con la Germania. La "febbre" del rischio italiano tra gli investitori oscilla così in area 235 punti.

Sul fronte macroeconomico deludono anche le vendite al dettaglio in Germania che a ottobre hanno registrato una flessione mensile dello 0,8%, mentre le stime indicavano un incremento dello 0,5 per cento. In calo anche i consumi delle famiglie francesi che il mese scorso si sono ridotti dello 0,2% dopo aver fatto segnare un -0,1% in settembre. Nonostante tutto, però, l'euro è in rialzo a 1,3614 dollari (1,3580 alla vigilia) e a 139,18 yen.

In mattinata la Borsa di Tokyo ha chiuso in calo dello 0,41% dopo aver toccato il nuovo massimo da quasi sei anni: tuttavia, nonostante le vendite, il listino nipponico chiude la terza settimana consecutiva in rialzo salutando novembre con un progresso di oltre il 9%. L'indice Nikkei termina a 15.661,87 punti, dopo essere salito fino a 15.727,96, il livello più alto dal dicembre 2007, sulla scia dello yen debole. La moneta nipponica tocca il minimo da 5 anni sull'euro e il minimo da 6 mesi sul dollaro. Oltre le prese di beneficio sul listino nipponica ha pesato la produzione industriale cresciuta dello 0,5% a fronte di attese vicini al 2%, mentre il tasso di disoccupazione è rimasto stabile al 4%. In aumento dello 0,9%, invece, i consumi.

Sul fronte delle materie prime, l'oro è in calo a 1.242,65 dollari da 1.244,13 della vigilia. Il metallo giallo a novembre ha perso oltre il 6% segnando la peggiore performance mensile dallo scorso giugno.  Il prezzo del petrolio resta stabile sopra 92 dollari al barile.