MILANO - La Banca centrale europea ha lasciato invariato il costo del denaro allo 0,25% come deciso lo scorso 13 novembre. Si tratta del minimo storico da quando esiste la moneta unica europea. La decisione era attesa dai mercati che restano deboli. Per il momento, sono rimasti invariati anche il tasso marginale allo 0,75% e quello sui depositi a zero. Il governatore Mario Draghi ha chiarito in apertura della sua conferenza stampa che "la politica monetaria resterà accomodante", con tassi bassi su questi livelli o livelli ancor più bassi a lungo. Anche perché le indicazioni sul fronte dell'inflazione (la Bce ha come mandato il mantenimento della dinamica dei prezzi poco sotto il 2%) sono sempre quelle: l'andamento dell'inflazione dovrebbe procedere "sotto tono" per "un periodo prolungato", con le aspettative sui prezzi in linea con l'obiettivo di stabilità. Una situazione di fronte alla quali la Banca centrale è pronta a usare "tutti gli strumenti a disposizione" di fronte ai rischi per la stabilità; pur non avendo individuato a cosa far ricorso, Draghi ha parlato di una "artiglieria potente". Parlando delle decisioni di novembre, quando il costo del denaro è sceso aggiornando il minimo storico, Draghi ha sottolineato che la "reazione è stata positiva" anche se "ci vuole tempo per sentire l'effetto delle nostre decisioni".
La ripresa. La Bce - che ha annunciato una svolta comunicativa con maggiori informazioni economiche, anche se non è ancora pronta la proposta sulla diffusione delle minute in stile Fed - ha alzato le stime sull'andamento della zona euro e stima ora un Pil 2014 a +1,1% (da +1%), mentre nel 2015 farà segnare un +1,5%. Per l'anno che si avvia alla conclusione è confermata una recessione dello 0,4%. Pur restando fermi gli ormai canonici "rischi al ribasso" sulla crescita, per Draghi gli ultimi dati e indicatori sulla fiducia confermano un tasso di crescita positivo anche nel quarto trimestre di quest'anno e una ripresa graduale "ma lenta" nei prossimi mesi.
I prezzi. Contemporaneamente alle stime sul Pil, i tecnici della Bce hanno rivisto le stime di crescita dei prezzi nell'Eurozona, tagliando le previsioni per il 2013 di 0,1 punti all'1,4%, mentre per il prossimo anno le stime sono state abbassate di 0,2 punti con un indice dei prezzi (Hicp) all'1,1%. Draghi ha aggiunto che la crescita dei prezzi per il 2015 è stimata al +1,3%.
I governi. Come di consueto, Draghi ha rivolto l'invito agli Stati membri di "non fermare gli sforzi" per ridurre il deficit. Le politiche di risanamento dei conti pubblici nell'Eurozona dovrebbero favorire la crescita e avere un'ottica di medio termine, "minimizzando gli effetti distorsivi" di un aumento delle tasse, ha spiegato il governatore. "La disoccupazione nell'area dell'euro rimane alta", ha spiegato Draghi, "e gli adeguamenti di bilancio di settore pubblico e settore privato continueranno a pesare sull'attività economica".
Ltro e tassi negativi. Parlando delle aste di liquidità, svolte a cavallo tra fine 2011 e inizio 2012 e grazie alle quali le banche hanno attinto danaro a tre anni e basso costo, Draghi ha spiegato che allora l'incertezza era grande, ma ora la situazione è diversa. Allora le banche usarono la liquidità per acquistare bond governativi, con il risultato che "non molti di questi soldi sono arrivati all'economia". Draghi ha aggiunto: "Se la rifacessimo, vorremmo essere certi che i soldi vengono usati per l'economia e non per rafforzare il sistema bancario". Sull'ipotesi di tassi negativi, il board della Bce "abbiamo avuto una breve discussione", ha spiegato sottolineando il fatto che si è trattato di un confronto, appunto, "breve". "Il messaggio della riunione è che siamo pronti ad agire nell'ambito della forward guidance, ma - ha aggiunto - non abbiamo identificato uno strumento specifico fra quelli a nostra disposizione".
Bankitalia. Un passaggio della conferenza stampa di Draghi è andato anche sul parere che la Bce deve rendere sulla rivalutazione delle quote delle banche nel capitale di Banca d'Italia, progetto che rientra nel decreto Imu in quanto ne fornirebbe parte delle coperture. "Sta seguendo la normale prassi. E' stato trasmesso alle banche centrali nazionali che preparano le proprie opinioni al riguardo. Si tratta della normale procedura. Non so quale sia lo stato preciso della procedura, ma il parere non è stato ancora adottato", ha spiegato Draghi. Secondo quanto riferisce l'Ansa, si attenderebbe il responso di una Banca centrale: quella tedesca non commenta alla domanda se si tratti proprio della Bundesbank.
La ripresa. La Bce - che ha annunciato una svolta comunicativa con maggiori informazioni economiche, anche se non è ancora pronta la proposta sulla diffusione delle minute in stile Fed - ha alzato le stime sull'andamento della zona euro e stima ora un Pil 2014 a +1,1% (da +1%), mentre nel 2015 farà segnare un +1,5%. Per l'anno che si avvia alla conclusione è confermata una recessione dello 0,4%. Pur restando fermi gli ormai canonici "rischi al ribasso" sulla crescita, per Draghi gli ultimi dati e indicatori sulla fiducia confermano un tasso di crescita positivo anche nel quarto trimestre di quest'anno e una ripresa graduale "ma lenta" nei prossimi mesi.
I prezzi. Contemporaneamente alle stime sul Pil, i tecnici della Bce hanno rivisto le stime di crescita dei prezzi nell'Eurozona, tagliando le previsioni per il 2013 di 0,1 punti all'1,4%, mentre per il prossimo anno le stime sono state abbassate di 0,2 punti con un indice dei prezzi (Hicp) all'1,1%. Draghi ha aggiunto che la crescita dei prezzi per il 2015 è stimata al +1,3%.
I governi. Come di consueto, Draghi ha rivolto l'invito agli Stati membri di "non fermare gli sforzi" per ridurre il deficit. Le politiche di risanamento dei conti pubblici nell'Eurozona dovrebbero favorire la crescita e avere un'ottica di medio termine, "minimizzando gli effetti distorsivi" di un aumento delle tasse, ha spiegato il governatore. "La disoccupazione nell'area dell'euro rimane alta", ha spiegato Draghi, "e gli adeguamenti di bilancio di settore pubblico e settore privato continueranno a pesare sull'attività economica".
Ltro e tassi negativi. Parlando delle aste di liquidità, svolte a cavallo tra fine 2011 e inizio 2012 e grazie alle quali le banche hanno attinto danaro a tre anni e basso costo, Draghi ha spiegato che allora l'incertezza era grande, ma ora la situazione è diversa. Allora le banche usarono la liquidità per acquistare bond governativi, con il risultato che "non molti di questi soldi sono arrivati all'economia". Draghi ha aggiunto: "Se la rifacessimo, vorremmo essere certi che i soldi vengono usati per l'economia e non per rafforzare il sistema bancario". Sull'ipotesi di tassi negativi, il board della Bce "abbiamo avuto una breve discussione", ha spiegato sottolineando il fatto che si è trattato di un confronto, appunto, "breve". "Il messaggio della riunione è che siamo pronti ad agire nell'ambito della forward guidance, ma - ha aggiunto - non abbiamo identificato uno strumento specifico fra quelli a nostra disposizione".
Bankitalia. Un passaggio della conferenza stampa di Draghi è andato anche sul parere che la Bce deve rendere sulla rivalutazione delle quote delle banche nel capitale di Banca d'Italia, progetto che rientra nel decreto Imu in quanto ne fornirebbe parte delle coperture. "Sta seguendo la normale prassi. E' stato trasmesso alle banche centrali nazionali che preparano le proprie opinioni al riguardo. Si tratta della normale procedura. Non so quale sia lo stato preciso della procedura, ma il parere non è stato ancora adottato", ha spiegato Draghi. Secondo quanto riferisce l'Ansa, si attenderebbe il responso di una Banca centrale: quella tedesca non commenta alla domanda se si tratti proprio della Bundesbank.