Economia

Tassi Bce fermi, il Pil usa oltre le attese.
Borse europee in rosso, Milano cede l'1,7%

Gli investitori attendono ora le parole del governatore della Banca centrale europea, Mario Draghi. Domani in arrivo i dati sull'occupazione negli Stati Uniti. L'euro risale sopra 1,36 sul dollaro dopo le previsioni della Bce. Pesante Tokyo che cede l'1,5% dopo aver perso il 2% alla vigilia. Listini Ue sui minimi da 7 settimane, lo spread torna verso 240 punti

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MILANO - Seduta in rosso per le principali Borse del Vecchio continente che si sono portate sui minimi dai sette settimane in attesa della riunione del consiglio direttivo della Banca centrale europea, che ha seguito quella della Banca d'Inghilterra dove sono stati mantenuti invariati allo 0,5% i tassi. Come da attese, anche l'Eurotower non ha toccato il costo del denaro tenendolo al minimo storico dello 0,25%, ma il governatore Mario Draghi ha ribadito di essere pronto a utilizzare tutti gli "strumenti a disposizione" di fronte al rischio di instabilità. Draghi ha però lanciato una stoccata alle banche che hanno utilizzato l'Ltro (i finanziamenti illimitati all'1%) solo per rafforzarsi: "Prima di lanciarne un altro voglio essere certo che il credito vada all'economia". Di certo con l'inflazione ancora lontana dalla soglia obiettivo del 2% continuerà la politica monetaria espansiva sin qui condotta da Francoforte, ma si sgonfiano le aspettative di nuove operazioni di liquidità.

Insieme all'Eurotower, l'attenzione dei mercati si concentra sugli Usa da dove emerge un'accelerazione della crescita economica nel terzo trimestre, con il Pil che sale del 3,6%. Lo afferma il Dipartimento del Commercio, che aveva inizialmente stimato una crescita del 2,8%: il dato è superiore alle attese degli analisti, che stimavano un +3,1%. Gli ordini alle fabbriche, invece, sono scesi dello 0,9% a ottobre. Domani, poi, arriveranno i dati definitivi sull'occupazione a novembre dopo che i sussidi alla disoccupazione sono calati di 23mila unità a quota 298mila contro attese per 320mila persone: un'indicazione che - per forza di cose - condizionerà la prossime mosse della Fed ancora indecisa sui tempi del tapering, la progressiva riduzione degli stimoli monetaria all'economia americana (oggi la banca centrale inietta sul mercato 85 miliardi di dollari al mese sotto forma di acquisto di bond). A Wall Street, mentre in Europa terminano gli scambi, il Dow Jones cede lo 0,3%, lo S&P500 lo 0,4% e il Nasdaq lo 0,2%; importante la performance di Apple, che si sarebbe accordata con China Mobile per distribuire gli iPhone sul mercato più dinamico al mondo.

In questo contesto a Milano Piazza Affari accelera in rosso e cede alla fine l'1,75%. In rosso anche le altre Borse europee: il Dax di Francoforte cede lo 0,61% a 9.084,85 punti, il Cac 40 di Parigi arretra dell'1,17% a 4.099,91 punti, il Ftse 100 di Londra segna -0,18% a 6.498,33 punti, l'Ibex di Madrid lascia sul terreno l'1,56% a 9.392,1 punti. Tra i singoli titoli milanesi si è guardato a Telecom dopo che l'Antitrust brasiliana ha multato Telefonica imponendo la vendita del Brasile o l'uscita da Telco. Tra o bancari, dopo l'iniziale rialzo passa in terreno negativo anche il Banco Popolare.

Risale dopo le parole di Draghi lo spread, la differenza di rendimento tra Btp e Bund tedeschi che torna verso 240 punti con i titoli di Stato che sono scambiati con un tasso del 4,2% sul mercato secondario. Prima della decisione della Bce, la Spagna ha intanto collocato titoli di Stato a 5 anni con tassi in calo ai minimi da luglio 2005. Il rendimento medio sul quinquennale è sceso al 2,722% dal 2,871% dell'asta di novembre. Sul fronte macroeconomico, si regista anche il tasso di disoccupazione in Francia salito al 10,9% nel terzo trimestre, il massimo da oltre 16 anni. Il governo inglese, inveve, rivede in forte crescita le precedenti stime del Pil all'1,4% dallo 0,6% nel 2013 e al 2,4% dall'1,8% nel 2014. L'euro chiude in deciso rialzo a 1,3657 dollari e 139,14 yen sulla scia delle nuove previsioni economiche della Bce.

Ancora una seduta negativa, in mattinata, per la Borsa di Tokyo sulla ripresa dello yen che ha spinto gli investitori a continuare nelle vendite. L'indice Nikkei dei titolo guida ha lasciato sul terreno l'1,5%, dopo aver ceduto oltre il 2% la vigilia. Il più ampio indice Topix ha perso lo 0,91%. Sul fronte delle materie prime, a New York il contratto a gennaio del petrolio avanza di mezzo punto percentuale alla chiusura delle Borse europee a 97,7 dollari al barile. L'oro con consegna a febbraio cala di due punti percentuali a 1.221 dollari l'oncia.