MILANO - Il rafforzamento della crescita americana, certificato anche dal Fondo monetario internazionale, sostiene i corsi azionari dei listini asiatici e, seppur in misura più contenuta, anche di quelli Europei. Il Fondo aggiornerà le proprie previsioni per l'economia mondiale in gennaio: a ottobre aveva previsto per il Pil americano una crescita del 2,6% nel 2014, a fronte del +1,6% nel 2013 ed è probabile che dopo il +4,1% del terzo trimestre, che ha stupito tutti, riveda di nuovo le stime. A questo si aggiunge la crescita dello 0,2% dei redditi a novembre, mentre le spese personali salgono dello 0,5% al top da cinque mesi; l'indice della Fed di Chicago raggiunge quota 0,6 punti; la fiducia dei consumatori, misurata dall'indice Michigan, è salita in dicembre a 82,5 da 75,1 di novembre. Numeri che spingono in alto Wall Street: alla chiusura dei listini europei il Dow Jones e lo S&P500 salgono dello 0,5% aggiornando i loro massimi storici, mentre il Nasdaq avanza dello 0,9% al top dalla primavera del 2000. Apple festeggia con un netto rialzo l'accordo con China Mobile per la distribuzione degli iPhone agli abbonati cinesi.
In Italia, intanto, prosegue il cantiere della politica con il cosiddetto Salva-Roma e il tema del lavoro, messo in agenda da Matteo Renzi, mentre il Senato deve dare il via libera definitivo alla Legge di Stabilità, sulla quale c'è la fiducia del governo. Sul mercato borsistico l'avvicinarsi delle feste natalizie lima il volume di scambi, ma non toglie spunti agli investitori così Piazza Affari chiude in rialzo dello 0,71%, mentre tra le altre Piazze europee l'indice Ftse 100 guadagna l'1,09%, il Cac di Parigi sale dello 0,51%, il Dax di Francoforte avanza dello 0,94%.
Tra i singoli titoli milanesi, seduta movimentata per Telecom, che apre in terreno leggermente positivo poi vira improvvisamente per andare sul fondo del paniere principale fino a chiudere con un rosso contenuto: venerdì sera la compagnia di Tlc ha confermato in assemblea il consiglio di amministrazione e respinto la revoca proposta da Marco Fossati. Osservata speciale la Bpm, anche in questo caso dopo l'assemblea che ha visto stravincere la lista di Piero Giarda. In netto rialzo Mps, in vista delle decisioni sull'aumento di capitale e con le mosse delle Fondazioni in vista dell'aumento.
Sul versante obbligazionario lo spread tra Btp e Bund tedeschi è in rialzo a quota 229 punti base. Il rendimento dei decennali italiani sul mercato secondario è al 4,17%, sotto il livello degli omologhi spagnoli al 4,19%. Anche i mercati valutari sono sotto tono per la prossimità delle festività natalizie in Occidente e per la festività nazionale in Giappone del Giorno dell'Imperatore. L'euro chiude in lieve rialzo sopra quota 1,37 dollari. La moneta unica passa di mano a 1,3705 dollari e in parità sullo yen a 142,53.
Dall'agenda macroeconomica sono arrivati i dati sulla fiducia dei consumatori italiani che a dicembre è tornata a calare: secondo l'Istat l'indice scende a 96,2 da 98,2 del mese di novembre. Migliorano i giudizi sulla componente economica da 91,7 a 93. Peggiorano quelli sulla valutazione del quadro personale. In Germania, i prezzi alle importazioni hanno registrato un calo annualizzato del 2,9% a novembre; un dato leggermente migliore rispetto al -3% del mese precedente e del -3,1% previsto dagli analisti.
In mattinata, a Est, mentre era chiusa la Borsa di Tokyo per celebrare il compleanno dell'Imperatore, Hong kong ha recuperato lo 0,48%, Shanghai lo 0,24 per cento. Sul fronte delle materie prime, il petrolio a febbraio cede lo 0,38% a 98,95 dollari al barile, l'oro a febbraio scivola dello 0,39% a 1.199 dollari l'oncia.
In Italia, intanto, prosegue il cantiere della politica con il cosiddetto Salva-Roma e il tema del lavoro, messo in agenda da Matteo Renzi, mentre il Senato deve dare il via libera definitivo alla Legge di Stabilità, sulla quale c'è la fiducia del governo. Sul mercato borsistico l'avvicinarsi delle feste natalizie lima il volume di scambi, ma non toglie spunti agli investitori così Piazza Affari chiude in rialzo dello 0,71%, mentre tra le altre Piazze europee l'indice Ftse 100 guadagna l'1,09%, il Cac di Parigi sale dello 0,51%, il Dax di Francoforte avanza dello 0,94%.
Tra i singoli titoli milanesi, seduta movimentata per Telecom, che apre in terreno leggermente positivo poi vira improvvisamente per andare sul fondo del paniere principale fino a chiudere con un rosso contenuto: venerdì sera la compagnia di Tlc ha confermato in assemblea il consiglio di amministrazione e respinto la revoca proposta da Marco Fossati. Osservata speciale la Bpm, anche in questo caso dopo l'assemblea che ha visto stravincere la lista di Piero Giarda. In netto rialzo Mps, in vista delle decisioni sull'aumento di capitale e con le mosse delle Fondazioni in vista dell'aumento.
Sul versante obbligazionario lo spread tra Btp e Bund tedeschi è in rialzo a quota 229 punti base. Il rendimento dei decennali italiani sul mercato secondario è al 4,17%, sotto il livello degli omologhi spagnoli al 4,19%. Anche i mercati valutari sono sotto tono per la prossimità delle festività natalizie in Occidente e per la festività nazionale in Giappone del Giorno dell'Imperatore. L'euro chiude in lieve rialzo sopra quota 1,37 dollari. La moneta unica passa di mano a 1,3705 dollari e in parità sullo yen a 142,53.
Dall'agenda macroeconomica sono arrivati i dati sulla fiducia dei consumatori italiani che a dicembre è tornata a calare: secondo l'Istat l'indice scende a 96,2 da 98,2 del mese di novembre. Migliorano i giudizi sulla componente economica da 91,7 a 93. Peggiorano quelli sulla valutazione del quadro personale. In Germania, i prezzi alle importazioni hanno registrato un calo annualizzato del 2,9% a novembre; un dato leggermente migliore rispetto al -3% del mese precedente e del -3,1% previsto dagli analisti.
In mattinata, a Est, mentre era chiusa la Borsa di Tokyo per celebrare il compleanno dell'Imperatore, Hong kong ha recuperato lo 0,48%, Shanghai lo 0,24 per cento. Sul fronte delle materie prime, il petrolio a febbraio cede lo 0,38% a 98,95 dollari al barile, l'oro a febbraio scivola dello 0,39% a 1.199 dollari l'oncia.