Economia

Milano meglio delle altre, Wall Street debole.
Lo spread torna poco sopra 200 punti

Il Ftse Mib chiude in rialzo dello 0,6%, il rendimento dei decennali italiani risale leggermente ma è sotto il 4%. A Wall Street pesa il primo peggioramento dell'Ism dei servizi dal 2009. La Borsa nipponica riapre dopo le lunghe festività di inizio anno e segna un tonfo di oltre due punti percentuali. Recupera il Pmi composito dell'Eurozona, in Italia nuova contrazione per il settore non-manifatturiero. Recuperano petrolio e oro

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MILANO - La giornata di scambi azionari si chiude tra volumi ridotti per la festività dell'Epifania, con il Ftse Mib che termina in rialzo dello 0,63% - dopo aver raggiunto il +1% - e fa meglio delle altre Piazze del Vecchio Continente: Parigi segna un rosso dello 0,47% finale, Londra tiene la parità e Francoforte scivola dello 0,08%. Wall Street gira in rosso dopo il buon abbrivio iniziale, seguito dalla discesa dell'indice Pmi dei servizi a 53 punti, sotto le attese, mentre gli ordini alle fabbriche sono cresciuti più delle aspettative dell'1,8%. Alla chiusura il Dow Jones arretra dello 0,27%, seguito a ruota dallo S&P 500, mentre il Nasdaq cede lo 0,44%.

Si segnala la performance negativa di Twitter, penalizzata da un report di Morgan Stanley. Gli investitori attendono in settimana la diffusione dei verbali dell'ultima riunione del Fomc, il comitato monetario della Fed che ha avviato la stretta agli stimoli monetari, previsti per mercoledì. Venerdì sono poi in programma i dati sul lavoro negli Usa, mentre giovedì sarà la volta del primo board del 2014 per la Bce.

Tornando in Italia, tra i singoli titoli di Piazza Affari si segnala l'andamento incerto di Telecom Italia, dopo che Telefonica ha smentito la possibile acquisizione di Tim Brasil. Positivo, invece, il debutto della nuova Unipolsai, la società nata dall'integrazione di Unipol e della galassia Fonsai. Giornata positiva anche per il Monte dei Paschi, positiva insieme al resto del comparto bancario. Soffre la Roma, che cede nettamente all'indomani della sconfitta per tre reti a zero contro la Juventus.

A livello macroeconomico, si registra l'indice Pmi composito della produzione dell'Eurozona a dicembre, che si attesta su 52,1 punti, in linea con le attese degli analisti e in rialzo rispetto al dato di novembre pari a 51,7. Quanto agli indici sui servizi, per l'Italia si segnala ancora una contrazione dell'attività business: nonstante sia migliorato il Pmi a 47,9 punti (dai 47,2 precedenti), resta ampiamente sotto la soglia di 50 che separa espansione e contrazione. Segnali di rallentamento anche dalla Germania, scesa da 55,7 a 53,5 punti a dicembre. Proprio dalla Germania arriva la stima dell'inflazione, vista al +0,4% a dicembre per un +1,4% tendenziale.

Chiusura stabile per l'euro sul dollaro sopra quota 1,36. La moneta unica passa di mano a 1,3640 dollari e guadagna qualcosa sullo yen a 142,61. Lo spread tra Btp e Bund tedesco si porta a quota 202 punti base, rispetto ai 197 della chiusura di venerdì, quando aveva rivisto i livelli dei primi giorni di luglio 2011. Il rendimento del titolo decennale italiano si colloca al 3,92% e il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, in un'intervista a Repubblica ha spiegato come questa sia la base per avviare un percorso di riduzione delle tasse nel 2014.

In mattinata si era registrato l'andamento negativo delle Borse asiatiche, frutto del ritorno agli scambi di Tokyo dopo la lunga pausa di festività. La Borsa nipponica ha perso quanto non aveva fatto segnare nei giorni di chiusura, durante i quali le notizie sul rallentamento della ripresa economica cinese e il rafforzamento dello yen avevano messo pressione sui listini dell'area orientale. Così, oggi, i mercati azionari asiatici e del Pacifico in generale sono stati molto deboli: Tokyo ha ceduto il 2,35%, ma bisogna ricordare che è reduce da un rally del 57% nell'intero 2013. Male anche gli indici cinesi (Shanghai in chiusura cede circa due punti percentuali) dopo un report che prevede una frenata dei servizi nella seconda economia mondiale. L'indice Pmi non manifatturiero cinese elaborato da Hsbc è infatti sceso a dicembre a quota 50,9 punti dai 52,5 del mese precedente; qualsiasi lettura sopra quota 50 è comunque segnale di crescita, ma il rallentamento è netto. Leggermente negative le altre Borse (Sidney -0,4%, Hong Kong -0,3%), tiene Seul (+0,3%).

Guardando alle materie prime, il petrolio si stabilizza a New York, dove le quotazioni sono invariate intorno a 94 dollari al barile alla chiusura dei mercati Ue. Ancora in crescita, invece, l'oro che si consolida in area 1.240 dollari l'oncia.