Economia

Borse "periferiche" alla riscossa.
Lo spread sotto 200 punti, Milano +1,2%

Madrid ai massimi da cinque anni, bene anche Lisbona e Atene. Tokyo chiude per la seconda giornata consecutiva in ribasso, Wall Street si risolleva. Gli investitori guardano ai verbali del Fomc e alle rilevazioni sul lavoro Usa in programma domani e venerdì, mentre giovedì sarà la volta della Bce. Risalgono le materie prime, il rendimento del Btp scende ancora al 3,8%

3 minuti di lettura
MILANO - I listini europei, in particolare quelli della cosiddetta "periferia", chiudono in buon rialzo dopo i dati sul mercato del lavoro in Germania e il rimbalzo di Wall Street, con il Ftse Mib di Milano secondo solo alla performance di Madrid tra le Piazze maggiori. In mattinata, invece, la stabilizzazione dello yen dopo i recenti rialzi non ha aiutato Tokyo a superare il momento di difficoltà seguente alla galoppata del 2013.

Da Berlino è emerso che il tasso di disoccupazione tedesco si è mantenuto stabile al 6,9% a dicembre, in linea con quanto ci si aspettava. Sempre in Germania si è registrata una crescita delle vendite al dettaglio di novembre, salite dell'1,6% su base annua e dell'1,5% rispetto al precedente mese di ottobre. Si tratta di un netto miglioramento rispetto a ottobre, quando il commercio aveva registrato un calo dello 0,2% su base annua e dello 0,8% su base mensile. Notizie positive anche dalla Francia, il nuovo "grande malato" d'Europa, dove è migliorata la fiducia dei consumatori con l'indice di dicembre che si porta a 85 punti, uno in più di novembre. La consistenza della ripresa è stata però messa in discussione dai dati sull'inflazione europea, che a livello annuale è scesa di nuovo a dicembre a 0,8% da 0,9% a novembre.
 
I mercati hanno quindi via via abbandonato la cautela con la quale stavano smaltendo la sbornia di rialzi del 2013, alimentata anche dall'attesa dei prossimi appuntamenti internazionali che rimettono al centro le banche centrali. Domani negli Usa verranno pubblicati i verbali dell'ultimo Fomc, il board della Federal Reserve che ha annunciato il via al "tapering" (la stretta agli stimoli); giovedì ci sarà la prima riunione annuale della Bce (ma gli analisti non si attendono novità). Venerdì, infine, ancora gli Usa saranno protagonisti con importanti dati sul lavoro.

A Piazza Affari, il Ftse Mib avvia le contrattazioni incerto poi si rafforza sino alla chiusura tonica a +1,22%, spinto dal settore bancario. Tra i singoli titoli, in evidenza il comparto delle Popolari dopo che Exane ha messo sotto i riflettori Ubi Banca e Bper, consigliando di andare corti sulla prima e lunghi sulla seconda; in casa Bpm (+8% finale) ha tenuto banco la riunione del consiglio di sorveglianza. Resta calda la situazione di Telecom (+4%), dopo che Telefonica ha evitato di commentare sui possibili sviluppi per la vendita di Tim Brasil ma ha precisato di non far parte di una cordata in pista per l'acquisto dell'asset carioca. Sull'andamento del titolo ha giocato favorevolmente anche la ventilata disponibilità dei soci della compagnia di Tlc a rivedere i meccanismi di governance per rafforzare la disciplina delle operazioni con le parti correlate. Molto volatile Unipolsai, cauta nel debutto dell'Epifania, spinta oggi in apertura dalle parole dell'ad Carlo Cimbri su un 2013 "oltre le aspettative" e quindi in netto ribasso fino alla sospensione. Bene anche Rcs (+7,9%) dopo l'accordo per la raccolta pubblicitaria de La Stampa. Nel resto d'Europa, Londra ha chiuso in rialzo dello 0,37%, Parigi e Francoforte hanno aggiunto lo 0,8%. Menzione anche per Madrid (+3%), che torna sopra 10mila punti ai massimi da cinque anni. Buone performance anche per Lisbona e Atene, che portano a casa guadagni superiori al 2%.

In questo contesto, dopo la debole seduta di ieri, la Borsa americana rialza la testa anche grazie ai dati sul deficit commerciale sceso in novembre al livello più basso dall'ottobre del 2009: il Dow Jones sale dello 0,64%, il Nasdaq dello 0,96% e lo S&P 500 dello 0,6%. Il Senato di Washington ha intanto confermato la nomina di Janet Yellen alla guida della Fed: sostituirà Ben Bernanke, il cui mandato scade il 31 gennaio prossimo e sarà il primo presidente donna della Fed.

Tornando in Italia, dopo le promesse del ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, sulla discesa delle tasse, lo scontro politico torna ad animarsi proprio per le diatribe circa l'imposizione fiscale sulla casa e sui servizi (la Tasi). Si attiva, intanto, il commissario alla Spending Review, Carlo Cottarelli, che mette nel mirino innanzitutto Palazzo Chigi. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi ridiscende poco sotto quota 200 punti base, con un rendimento del Btp decennale al 3,9% sul mercato secondario. Ancora meglio gli omologhi titoli spagnoli: i Bonos si rafforzano e il loro rendimento, al 3,7%, rivede ai minimi dal 2009. Contribuisce alla distensione del debito della periferia Ue anche il fatto che l'Irlanda ha collocato - per la prima volta da quando è uscita dal piano di salvataggio - titoli a 10 anni per 3,75 miliardi di dollari, con domanda oltre 14 miliardi e tasso al 3,543%. Sul punto va anche sottolineata la dinamica dei tassi tedeschi, che sono ai massimi dal 2006, ma oggi hanno recuperato terreno comprimendo i benefici per lo spread italiano. L'euro chiude debole a 1,3601 dollari a causa degli ottimi dati sulla bilancia commerciale statunitense, che favoriscono il biglietto verde. Lo yen è stabile sull'euro a quota 142,32 e arretra sul dollaro a 104,64.

In mattinata la Borsa di Tokyo ha condotto in porto la seconda giornata consecutiva di cali; il Nikkei ha così assorbito la chiusura negativa di Wall Street e gli ultimi dati americani che hanno mostrato un rallentamento della crescita nel settore servizi. L'indice guida dei 225 principali titoli ha chiuso le contrattazioni lasciando sul terreno lo 0.6% e si è collocato a 15.814,37 punti.

Quanto infine alle materie prime, l'ondata di maltempo e gelo record che ha coinvolto gli Stati Uniti ha spinto al rialzo il prezzo del gas naturale, mentre mette pressione sull'esito di molte coltivazioni, dalle arance al grano. A New York, mentre in Europa chiudono gli scambi il petrolio a febbraio segna un +0,4% poco sotto 94 dollari al barile e l'oro cede l'1%, dopo i recenti guadagni, a 1.225 dollari l'oncia.