MILANO - Cala la disoccupazione negli Stati Uniti, ma il numero di persone al lavoro cresce ben sotto le aspettative. Secondo i dati del Dipartimento del Lavoro, che cita tra le cause del rallentamento anche il maltempo, gli occupati negli Stati Uniti sono saliti soltanto di 74 mila unità a dicembre, il rialzo più modesto dal gennaio del 2011 e ben poca cosa rispetto alle attese per un incremento di 196 mila unità. A novembre l'aumento degli occupati è stato rivisto al rialzo da +203 mila a +241 mila e ad ottobre è rimasto fermo a +200 mila unità. Il tasso di disoccupazione (calcolato su una diversa base statistica e per effetto delle persone che sono uscite dalla "forza lavoro", cioè non hanno cercato impiego - anche in questo caso in parte per il maltempo e le festività) frena dal 7% al 6,7%, il minimo dall'ottobre 2008. In questo caso è andato meglio delle aspettative: gli analisti pensavano che restasse fermo al 7%.
La reazione di Wall Street davanti a dati contrastanti è incerta: a fine giornata il Dow Jones cede lo 0,05% mentre il Nasdaq guadagna lo 0,44% e l'S&P500 sale dello 0,23%. A Piazza Affari, dove il Ftse Mib chiude in rialzo dello 0,34%, non brilla Fiat dopo le dichiarazioni del numero uno, Sergio Marchionne, intervistato oggi da Repubblica. Per il manager italo-canadese gli operai torneranno a pieno regime in Italia, dopo l'operazione con Chrysler. Occhi puntati anche su Mediaset, reduce da una performance brillante in scia ai movimenti per la pay-tv. Quanto al lusso, dopo una giornata difficile Tod's prova a rialzare la testa. Positiva Telecom, con l'azionista di minoranza Marco Fossati in pressing contro la eventuale cessione di Tim Brasil. Nel resto d'Europa, Londra si ferma in rialzo dello 0,73%, Francoforte dello 0,55%, Parigi dello 0,6%.
Tornando all'Italia, il Tesoro ha inaugurato il 2014 delle aste con la vendita di Bot annuali per 8,5 miliardi. L'offerta è stata coperta interamente, ma il rendimento è salito allo 0,735% dal precedente 0,707% e la domanda è calata a 1,45 volte l'offerta contro le 1,8 volte della precedente asta deludendo quanti si aspettavano rendimenti ai minimi storici. Tuttavia, secondo Stefano Sardelli di Assiom Forex, "il lieve rialzo" dei tassi "non è significativo e certamente può essere l'effetto del fatto che l'importo emesso è inferiore a quello in scadenza (9,775 miliardi), nel rispetto delle linee guida che il Tesoro italiano si è dato e che indicano nella volontà di allungare la scadenza media del debito sovrano italiano la più importante priorità per l'anno appena iniziato".
Lo spread tra Btp decennali e Bund tedeschi equivalenti sale a 207 punti sulla scia delle cautele di Mario Draghi, secondo il quale l'Eurozona non è ancora fuori dalla crisi e la ripresa sarà lenta e irregolare. Il rendimento del decennale è al 3,9%. Il differenziale tra Bonos spagnoli e Bund segna 190 punti per un tasso del 3,7%. Ancora Sardelli ricorda che il ribasso dello spread italiano degli "ultimi giorni è in parte dovuto anche all'effetto trascinamento della fortissima riduzione dello spread spagnolo". D'altra parte, "la Spagna ha degli indici previsionali macroeconomici assolutamente migliori tra i Paesi che negli ultimi anni sono stati alla ribalta di questa crisi". L'euro chiude in rialzo a 1,3678 dollari e 142,45 yen, con il biglietto verde indebolito dai dati sul lavoro.
Oltre al rapporto sull'occupazione di dicembre, negli Stati Uniti si attendeva il dato sulle scorte di magazzino, cresciute dello 0,5% in novembre - poco sopra le attese -. In Europa, invece, la produzione manifatturiera della Gran Bretagna a novembre è rimasta invariata su ottobre (era attesa una crescita dello 0,5%), mentre cresce del 2,5% annuo. In Italia, invece, l'andamento dei prezzi delle abitazioni è risultato in netto calo. Nel frattempo, l'agenzia di rating Standard & Poor's ha confermato il rating della Germania a tripla A sulla base di un'economia tedesca che è "diversificata e competitiva". In Francia, invece, si registra il balzo sopra le attese della produzione industriale: è cresciuta dell'1,3%, a novembre, rispetto al mese precedente contro attese per una crescita dello 0,4%. La Banca centrale di Parigi ha mantenuto intanto una stima di crescita dello 0,5% per il Pil del quarto trimestre 2013.
In Asia si è registrata in mattinata un'ultima seduta di settimana senza grandi spunti: i listini hanno chiuso incerti tra i dati sulle importazioni cinesi e l'attesa per quelli degli Usa. In Cina, infatti, ha rallentato la crescita dell'export: è avanzato del 4,3% a dicembre, dal +12,7% di novembre e contro un atteso +4,9%. Frena così il surplus commerciale, fermo a 25,6 miliardi di dollari a dicembre contro gli attesi 31 miliardi. Nell'intero 2013, l'export è salito del 7,9% e l'import del 7,3%, entrambi sotto il target ufficiale dell'8%. Tokyo alla fine è riuscita a salire dello 0,2%, Shanghai è negativa di qualche frazione, così come Seul.
Per le materie prime, il petrolio a febbraio sale di 1 dollaro a 92,67 dollari, l'oro avanza di quasi 10 dollari a 1.239 dollari l'oncia.
La reazione di Wall Street davanti a dati contrastanti è incerta: a fine giornata il Dow Jones cede lo 0,05% mentre il Nasdaq guadagna lo 0,44% e l'S&P500 sale dello 0,23%. A Piazza Affari, dove il Ftse Mib chiude in rialzo dello 0,34%, non brilla Fiat dopo le dichiarazioni del numero uno, Sergio Marchionne, intervistato oggi da Repubblica. Per il manager italo-canadese gli operai torneranno a pieno regime in Italia, dopo l'operazione con Chrysler. Occhi puntati anche su Mediaset, reduce da una performance brillante in scia ai movimenti per la pay-tv. Quanto al lusso, dopo una giornata difficile Tod's prova a rialzare la testa. Positiva Telecom, con l'azionista di minoranza Marco Fossati in pressing contro la eventuale cessione di Tim Brasil. Nel resto d'Europa, Londra si ferma in rialzo dello 0,73%, Francoforte dello 0,55%, Parigi dello 0,6%.
Tornando all'Italia, il Tesoro ha inaugurato il 2014 delle aste con la vendita di Bot annuali per 8,5 miliardi. L'offerta è stata coperta interamente, ma il rendimento è salito allo 0,735% dal precedente 0,707% e la domanda è calata a 1,45 volte l'offerta contro le 1,8 volte della precedente asta deludendo quanti si aspettavano rendimenti ai minimi storici. Tuttavia, secondo Stefano Sardelli di Assiom Forex, "il lieve rialzo" dei tassi "non è significativo e certamente può essere l'effetto del fatto che l'importo emesso è inferiore a quello in scadenza (9,775 miliardi), nel rispetto delle linee guida che il Tesoro italiano si è dato e che indicano nella volontà di allungare la scadenza media del debito sovrano italiano la più importante priorità per l'anno appena iniziato".
Lo spread tra Btp decennali e Bund tedeschi equivalenti sale a 207 punti sulla scia delle cautele di Mario Draghi, secondo il quale l'Eurozona non è ancora fuori dalla crisi e la ripresa sarà lenta e irregolare. Il rendimento del decennale è al 3,9%. Il differenziale tra Bonos spagnoli e Bund segna 190 punti per un tasso del 3,7%. Ancora Sardelli ricorda che il ribasso dello spread italiano degli "ultimi giorni è in parte dovuto anche all'effetto trascinamento della fortissima riduzione dello spread spagnolo". D'altra parte, "la Spagna ha degli indici previsionali macroeconomici assolutamente migliori tra i Paesi che negli ultimi anni sono stati alla ribalta di questa crisi". L'euro chiude in rialzo a 1,3678 dollari e 142,45 yen, con il biglietto verde indebolito dai dati sul lavoro.
Oltre al rapporto sull'occupazione di dicembre, negli Stati Uniti si attendeva il dato sulle scorte di magazzino, cresciute dello 0,5% in novembre - poco sopra le attese -. In Europa, invece, la produzione manifatturiera della Gran Bretagna a novembre è rimasta invariata su ottobre (era attesa una crescita dello 0,5%), mentre cresce del 2,5% annuo. In Italia, invece, l'andamento dei prezzi delle abitazioni è risultato in netto calo. Nel frattempo, l'agenzia di rating Standard & Poor's ha confermato il rating della Germania a tripla A sulla base di un'economia tedesca che è "diversificata e competitiva". In Francia, invece, si registra il balzo sopra le attese della produzione industriale: è cresciuta dell'1,3%, a novembre, rispetto al mese precedente contro attese per una crescita dello 0,4%. La Banca centrale di Parigi ha mantenuto intanto una stima di crescita dello 0,5% per il Pil del quarto trimestre 2013.
In Asia si è registrata in mattinata un'ultima seduta di settimana senza grandi spunti: i listini hanno chiuso incerti tra i dati sulle importazioni cinesi e l'attesa per quelli degli Usa. In Cina, infatti, ha rallentato la crescita dell'export: è avanzato del 4,3% a dicembre, dal +12,7% di novembre e contro un atteso +4,9%. Frena così il surplus commerciale, fermo a 25,6 miliardi di dollari a dicembre contro gli attesi 31 miliardi. Nell'intero 2013, l'export è salito del 7,9% e l'import del 7,3%, entrambi sotto il target ufficiale dell'8%. Tokyo alla fine è riuscita a salire dello 0,2%, Shanghai è negativa di qualche frazione, così come Seul.
Per le materie prime, il petrolio a febbraio sale di 1 dollaro a 92,67 dollari, l'oro avanza di quasi 10 dollari a 1.239 dollari l'oncia.