Economia

Disoccupazione stabile, inflazione in calo.
I listini europei in rosso, giù Wall Street

Piazza Affari chiude sulla parità e si conferma miglior Borsa del 2014. In Europa i senza lavoro sono stabili al 12%, dagli Stati Uniti cala la fiducia dei consumatori e dei manager. In Giappone, le politiche aggressive del premier Shinzo Abe portano i loro frutti con una ripresa dei prezzi e la disoccupazione ai minimi da cinque anni. La lira turca continua a perdere terreno sul dollaro. Spread stabile in area 210 punti base

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MILANO - Mentre i mercati si interrogano timorosi sul ritiro della Federal Reserve dalla politica straordinaria di sostegno all'economia, confermata dalla scelta di tagliare di altri 10 miliardi gli acquisti mensili di bond varata nell'ultimo Fomc, c'è chi coglie i frutti di una strategia economica ultra-espansiva senza precedenti. E' il Giappone, dove negli ultimi tempi è andata in scena l'Abenomics del premier Shinzo Abe: ha armato la Bank of Japan che da aprile ha garantito un allentamento monetario per portare il Paese fuori dalle sacche di una stagnazione economica lunga decenni. In Europa, invece, gli investitori fanno i conti con lo spettro della deflazione, mentre il mercato del lavoro dà segni di stabilizzazione ma non lascia certo intravedere grandi spiragli di rapida ripresa. Anche Wall Street, in ribasso, non giova all'umore complessivo.

Con un occhio sempre sempre rivolto alla tenuta dei mercati emergenti - per la quale si attende anche una serie di dati cinesi nei prossimi giorni, mentre continua la fuga di capitali - gli investitori si concentrano sui dati macroeconomici occidentali. In Germania, a dicembre, calano a sorpesa le vendite al dettaglio: segnano una flessione del 2,5% su novembre per un +0,1% nel complesso del 2013. In Francia, i consumi delle famiglie sono cresciuti dello 0,1% nel 2013, dopo il calo dello 0,5% registrato nel 2012. L'aggiornamento più atteso di oggi era quello sul tasso di disoccupazione della zona euro che si conferma al 12% a dicembre, mentre cala leggermente al 10,7% nell'intera Unione. In Italia si registra una prima, minima, contrazione a dicembre: il tasso è al 12,7% dal 12,8% di novembre (dato peraltro visto in rialzo). Sempre nel Belpaese, i prezzi dei prodotti industriali sono scesi dell'1,1% nel 2013. Nel frattempo, da Bankitalia è venuta una buona notizia che riguarda l'indice Eurocoin, con il quale via Nazionale traccia il ciclo economico: è salito a 0,31 da 0,29 di dicembre, raggiungendo il livello più elevato dall'estate del 2011. In Spagna l'inflazione media del 2013 è stata pari allo 0,3%, il tasso più basso dal 1961. Torna così la paura per il rischio-deflazione: nell'Eurozona, secondo la stima flash di Eurostat, i prezzi sono saliti dello 0,7% annuo dallo 0,8% del mese prima.

A preoccupare i mercati è il dato negativo sui prezzi che fa aleggiare lo sprettro della deflazione. Piazza Affari però con uno scatto finale azzera le perdite e chiude la seduta appena sopra la parità (+0,03%) dopo aver perso oltre l'1%: il Ftse Mib si conferma così la miglior Borsa da inizio anno (ad esclusione delle Piazze del Golfo). Sempre sotto i riflettori Fiat, che accelera per la creazione della nuova holding Fca ma desta preoccupazione al Fisco italiano. Ritraccia dopo i recenti rialzi Telecom, mossa ieri dall'interessamento di Sawiris; mentre scatta in netto progresso Ferragamo dopo i conti in crescita annunciati ieri. Chiudono in rosso le altre Piazze europee pure riducendo le perdite: Francoforte arretra dello 0,71%, mentre Londra lima lo 0,43%, Parigi lo 0,34%.

Wall Street si muove in ribasso, con l'indice Dow Jones che perde lo 0,7%, lo S&P lascia sul terreno lo 0,4% e il Nasdaq che mostra un calo dello 0,5%. Ieri in serata Google ha chiuso una trimestrale di netta crescita, ma gli utili hanno mancato (di poco) le stime degli analisti. Discorso simile per Amazon. Anche Oltreatlantico si segnalano dati macro importanti, all'indomani della crescita sostenuta del Pil, con la fiducia dei consumatori dell'Università del Michigan scesa da 82,5 a 81,2 punti, ma sopra le attese. I redditi sono invariati, mentre le spese personali di dicembre salgono dello 0,4%.

Lo spread, la differenza tra il rendimento di Btp e Bund a dieci anni, è stabile a 210 punti secondo la piattaforma di riferimento Bloomberg, ma il decennale italiano vede calare leggermente il rendimento al 3,76% sul mercato secondario, ai minimi dallo scorso 2 maggio. L'euro chiude in deciso calo a 1,3483
dollari e 137,53 yen, nuovo minimo da due mesi.

In mattinata, dall'Asia, è arrivata la notizia che i prezzi al consumo in Giappone, esclusi quelli dei prodotti deperibili, sono aumentati nel 2013 dello 0,4 per cento. Si tratta della prima crescita in cinque anni, che dimostra appunto un miglioramento sul fronte della deflazione. Il trend di recupero è confermato dai risultati del mese di dicembre, quando i prezzi sono saliti dell'1,3% tendenziale. Anche sul fronte del lavoro le cose vanno bene, con il tasso di disoccupazione sceso al 3,7%, il livello più basso da cinque anni. La produzione industriale, infine, dopo il leggero ribasso (-0,1%) di novembre è tornata a salire dell'1,1% congiunturale. Tutti dati che non hanno permesso a Tokyo di tenere quota 15mila punti: il Nikkei ha chiuso la seduta in ribasso dello 0,62% a 14.914,53 punti. Un effetto depressivo sulle quotazioni arriva dallo yen, che si rafforza in area 139 rispetto all'euro e 103 sul dollaro.

In calo il petrolio a New York: è scambiato a 97,53 dollari al barile (-0,71%). Stabile l'oro: Il metallo con consegna immediata viene scambiato a 1242 dollari l'oncia contro i 1243 delle quotazioni di ieri. Gli investitori attendono una serie di dati dalla Cina previsti in questi giorni per capire lo stato di salute dell'economia di Pechino oltre a monitorare la situazione dei paesi emergenti.