Economia

Piazza Affari riparte dai massimi del 2011.
Attesa per il via libera al governo Renzi

Il listino milanese ha chiuso la settimana cancellando la crisi degli ultimi due anni. Si allentano le tensioni sul debito pubblico: lo spread stabile in area 200 punti grazie al buon esito delle aste Bot e Btp. Mercoledì verranno pubblicati i verbali dell'ultima riunione della Fed

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MILANO - Piazza Affari cancella con un colpo di spugna la crisi finanziaria che ha travolto il Vecchio continente negli ultimi due anni e riparte dai massimi del luglio 2011, quando la paura per lo spread, la differenza di rendimento tra Btp e Bund tedeschi a 10 anni non era ancora esplosa: venerdì scorso il listino milanese ha chiuso in rialzo dell'1,62% a quota 20.436 punti. Abbastanza per confermarsi miglior listini del mondo occidentale di inizio anno con un guadagno complessivo superiore al 7%. Di pari passo di muove anche lo spread che oscilla intorno a quota 200 punti, come nel luglio del 2011. 

A spingere il listino milanese il probabile arrivo di un esecutivo guidato da Matteo Renzi, e con esso le aspettative che possa verificarsi un'accelerazione del processo di riforme utili per sostenere la ripresa economica. Su questo fronte, la Borsa valori ha beneficiato anche della diffusione in settimana del dato Istat sul Pil italiano, nonchè il successo delle aste di Btp con record di richieste e di rendimenti al ribasso. L'economia italiana è tornata a crescere (dello 0,1%) per la prima volta dalla fine del 2011, mentre sul fronte del debito pubblico la domanda di titoli tra gli investitori è tornata a crescere.

Prima è stata la volta dei Bot con il collocamento di 8 miliardi di titoli a un anno conrendimenti al minimo storico dello 0,676%, poi le durate più lunghe per 7,5 miliardi di titoli: Btp trentennali per 1,5 miliardi a fronte di richieste per 2,056 miliardi a un rendimento lordo del 4,59% contro il 5,19% del luglio scorso; 2,5 miliardi di settennali a fronte di una domanda pari a 3,433 miliardi a un tasso del 3,02% rispetto al precedente 3,17% e 3,5 miliardi di triennali a fronte di una richiesta pari a 5,019 miliardi a un rendimento dell'1,41%, il minimo dall'introduzione dell'euro.

A rasserenare i mercati in settimana è stato anche il debutto del presidente della Federal Reserve, Janet Yellen che ha confermato, prima la ripresa degli Stati Uniti, poi ha ribadito la volontà di voler proseguire con una politica monetaria espansiva in linea con Ben Bernanke.

La settimana delle Borse si apre con l'attesa per il conferimento dell'incarico di formare il nuovo governo: con ogni probabilità il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dovrebbe rivolgersi al segretario del Pd, Matteo Renzi. Nel frattempo Wall Street resterà chiusa per festività. Sul fronte macro economico l'attenzione si concentra su martedì con la pubblicazione dell'indice Zew sulla fiducia delle imprese in Germania; mercoledì sarà la volta dei verbali della Fed, mentre giovedì arriveranno una pioggia di dati relativi agli indici Pmi.